Temi maturità 2011

By paolo

Mi piace chiamarli ancora “temi”, anche se la dizione ufficiale ministeriale è diventata “tracce”; in effetti sono sette pagine fitte di documentazione che potete scaricare qui e che forniscono allo studente molto materiale di riflessione.

Secondo http://www3.lastampa.it/focus/maturita-2011/articolo/lstp/408277/:

“Dopo le tracce sul cibo (scelta da almeno quattro ragazzi su dieci, quasi dalla metà dei candidati nei tecnici e nei professionali) e sulla «fama» (26,4% dei consensi) gli studenti hanno gradito il saggio breve su «Amore, odio, passione» (14,7%), per la soddisfazione del sociologo Francesco Alberoni che a questi argomenti ha dedicato la vita.

Non hanno riscosso un gran successo, invece, la poesia «Lucca» di Ungaretti, svolta dal 6,9% dei maturandi (percentuale salita un pò nei licei, 11,6%), il saggio breve storico-politico «Destra e Sinistra» (4,4%) e tecnico-scientifico (3,5%) e il tema storico (1,4%) che a partire dal «Secolo breve» dello storico britannico Hobsbawm chiedeva ai maturandi di soffermarsi sugli eventi che, a loro parere, hanno caratterizzato gli anni ‘70 del Novecento, un secolo che è stato un pò (sic)  il filo rosso di questa Maturità a guardare il ventaglio di materiali forniti ai ragazzi a corredo delle singole tracce. ”

Da alcune prove di svolgimento postate nel sito studenti.it, i risultati non mi sembrano entusiasmanti; d’altra parte gli studenti non hanno l’abitudine di leggere (né saggi, né articoli), difficile quindi pensare che a 19 anni possano scriverli e lo si nota all’università quando provano a scrivere la tesina triennale.

Peccato perché gli argomenti proposti sarebbero degni di qualche riflessione non superficiale.

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One Response to “Temi maturità 2011”

  1. Tragicamente pochi si prendono la briga di verificare le fonti, così citano un’altra poesia, ma quella “ministeriale” è questa:
    Giuseppe Ungaretti, Lucca (da L’Allegria)
    Edizione: G. Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di C. Ossola, Mondadori, Milano 2009, p. 133
    1
    A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava di questi posti.
    2
    La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.
    3
    La città ha un traffico timorato e fanatico.
    4
    In queste mura non ci si sta che di passaggio.
    5
    Qui la meta è partire.
    6
    Mi sono seduto al fresco sulla porta dell’osteria con della gente che mi parla di California come d’un suo podere.
    7
    Mi scopro con terrore nei connotati di queste persone.
    8
    Ora lo sento scorrere caldo nelle mie vene, il sangue dei miei morti.
    9
    Ho preso anch’io una zappa.
    10
    Nelle cosce fumanti della terra mi scopro a ridere.
    11
    Addio desideri, nostalgie.
    12
    So di passato e d’avvenire quanto un uomo può saperne.
    13
    Conosco ormai il mio destino, e la mia origine.
    14
    Non mi rimane più nulla da profanare, nulla da sognare.
    15
    Ho goduto di tutto, e sofferto.
    16
    Non mi rimane che rassegnarmi a morire.
    17
    Alleverò dunque tranquillamente una prole.
    18
    Quando un appetito maligno mi spingeva negli amori mortali, lodavo la vita.
    19
    Ora che considero, anch’io, l’amore come una garanzia della specie, ho in vista la morte.

    Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888, da genitori emigrati da Lucca ed è morto a Milano nel 1970. Nel 1912 lasciò per sempre l’Egitto. A Parigi approfondì la sua preparazione letteraria e conobbe personalmente importanti artisti e scrittori. Partecipò alla guerra mondiale come soldato semplice. Risalgono a quell’epoca le poesie raccolte ne Il Porto Sepolto, 1916 e poi confluite, insieme ad altre, in Allegria di Naufragi, 1919. La poesia che si propone raggiunse la redazione definitiva nel 1936, attraverso diverse stesure a partire dal 1919.

    #360

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