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	<title>bondeno.com &#187; urbanistica</title>
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		<title>Le ville di Riccione</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 11:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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Le ville di Riccione
Autori Vari
Riccione (RN)
presso
Biblioteca comunale
Via Lazio, 10
Riccione (RN)
vernissage
22 dicembre 2010, ore 11.00
biglietti
ingresso libero
a cura di
Andrea Speziali

22-31 Dicembre 2010
Foto di Autori Vari
La mostra è dedicata alle antiche ville di Riccione. Si potrà ammirare  attraverso una serie di fotografie moderne e d&#8217;epoca, i villini della  cittadina riccionese. Sono presenti le antiche dimore estive [...]]]></description>
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<div><img src="http://www.fotoantologia.it/images/mostre/313339100.jpg" alt="Le ville di Riccione" /></div>
<h1><strong>Le ville di Riccione</strong><br />
<span><strong>Autori Vari</strong></span></h1>
<p><span><a href="http://www.fotoantologia.it/mostre_fotografiche/cerca_mostra/?tiporicerca=0&amp;regione=EMR&amp;provincia=RN&amp;comune=Riccione">Riccione</a> (<a href="http://www.fotoantologia.it/mostre_fotografiche/cerca_mostra/?tiporicerca=0&amp;regione=EMR&amp;provincia=RN">RN</a>)</span></p>
<p><strong>presso</strong><br />
Biblioteca comunale<br />
Via Lazio, 10<br />
Riccione (RN)</p>
<p><strong>vernissage</strong><br />
22 dicembre 2010, ore 11.00</p>
<p><strong>biglietti</strong><br />
ingresso libero</p>
<p><strong>a cura di</strong><br />
Andrea Speziali</p>
</div>
<h1><span>22-31 Dicembre 2010</span></h1>
<h1><span>Foto di Autori Vari</span></h1>
<p>La mostra è dedicata alle antiche ville di Riccione. Si potrà ammirare  attraverso una serie di fotografie moderne e d&#8217;epoca, i villini della  cittadina riccionese. Sono presenti le antiche dimore estive di nobili  famiglie forestiere che soggiornavano al tempo della Belle Epoque.</p>
<p>Questa mostra presenta ai fruitori alcuni esempi dell&#8217; architettura  balneare e dell&#8217;ambiente urbano di Riccione tra il XIX e XX secolo.  Alcune dimore come Villa Antolini (ubicata in Viale Milano), Pensione  Florence (Angolo Viale Trento Trieste e Cesare Battisti), Villino Levi  (conosciuto come Conte Rosso), Villa Franceschi, Villa Mussolini, Villa  Pullè e Villa Lodi Fè sono ancora visitabili a differenza di altri  &#8221;gioiellini&#8221; come Villa Lampo (Arch. Mirko Vucetich) e Villa Zelma  andati distrutti.<br />
Il titolo “Le ville di Riccione” sta ad indicare, ancor più che una  tipologia di edifici, uno stile di vita e di vacanza caratteristico  della cittadina balneare al suo nascere. Stile di cui sono testimonianza  le ville con i loro bei giardini, I “villini”. I luoghi della vita  sociale di allora, gli alberghi che ne hanno accompagnato le vicende.</p>
<p>Sin dalla fine dell’Ottocento i villini d’epoca caratterizzano il  tessuto urbano di Riccione, tracciandone di riflesso la sua storia.<br />
Il vecchio borgo marinaro, che ha il suo fulcro in quel tratto della  Flaminia rinominato Corso Fratelli Cervi, si espande in fretta sino alle  dune, lambite dal mare. Tant’è che nel 1905 vengono censite duecento  ville. Un patrimonio edilizio che trova la forza di propulsione nelle  facoltose famiglie del Centro-Nord, attratte dalla gradevolezza della  ridente località balneare, dal suo clima salubre e dalla sua atmosfera  vivace, allegra e ospitale. Un processo che, escluse le parentesi dei  tristi eventi bellici, prosegue nei decenni, registrando un ulteriore  sviluppo negli anni Venti e Trenta. Periodo in cui il Duce con la sua  famiglia trascorre le vacanze a Riccione.</p>
<p>Avere una residenza estiva a pochi passi da quella di Donna Rachele  Guidi e di Benito Mussolini, diventa appannaggio di gerarchi,  imprenditori e professionisti. Riccione si arricchisce così di un  considerevole patrimonio urbanistico, in buona parte cancellato nel  tempo da quel processo d’innovazione che tuttora lo mette a repentaglio.  Sono centinaia i villini demoliti nel dopoguerra per lasciare spazio a  pensioni e alberghi che hanno segnato il boom del turismo popolare.<br />
In questo contesto s’inserisce la storia di Villa Antolini sulla quale  il giovane autore Andrea Speziali ha svolto una certosina e meticolosa  ricerca, che guida il lettore negli ambienti di quel &#8220;monumento&#8221; in  stile Liberty, a Riccione davvero raro.<br />
Tra dettagli architettonici, interni ed esterni, attraverso una serie di  rare immagini e una puntuale descrizione, turisti e residenti potranno  così visitare idealmente le stanze di quel simbolo della Bella époque  riccionese che resiste all’evoluzione urbanistica della città.</p>
<p>Al nostro autore va dato merito di questo studio e soprattutto di aver  scoperto che a firmare il progetto del fabbricato, autentico  &#8220;gioiellino&#8221; incastonato tra il boulevard del Lungomare della Repubblica  e Viale Milano, è stato Mario Mirko Vucetich, illustre architetto,  nonché scrittore, scenografo e scultore di origine dalmata che operò  soprattutto tra Friuli, Veneto, Emilia &#8211; Romagna e Lazio.</p>
<p>Una scoperta di notevole rilevanza, destinata a traghettare il nome di  Riccione oltre i confini nazionali. Questa pubblicazione, attraverso la  parte monografica, dedicata al futurista che ebbe contatti con Carlo  Emilio Gadda, diventa così occasione anche per conoscere e rivalutare il  poliedrico artista, nel tempo abbandonato.<br />
(Tratto dalla Presentazione del catalogo di Nives Concolino)</p>
<div>PER ULTERIORI INFORMAZIONI:</div>
<p><strong>tel</strong>: 054 1600504<br />
<strong>fax</strong>: 054 1698182<br />
<a href="mailto:biblioteca@comune.riccione.rn.it">biblioteca@comune.riccione.rn.it</a><br />
<a href="mailto:cultura@comune.riccione.rn.it">cultura@comune.riccione.rn.it</a><br />
<a href="http://www.comune.riccione.rn.it/" target="_blank">www.comune.riccione.rn.it</a></p>
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		<title>Città Territorio Festival</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 07:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arabafenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[La società contemporanea sembra sempre più orientata a privilegiare gli elementi individuali rispetto a quelli collettivi. Il fenomeno è verificabile in molti aspetti della vita pubblica, ma ha rilievi evidenti anche nella costruzione degli spazi e dei luoghi. La città contemporanea tende a dare maggior rilievo alla dimensione privata rispetto a quella comunitaria. Spesso quest&#8217;ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La società contemporanea sembra sempre più orientata a privilegiare gli elementi individuali rispetto a quelli collettivi. Il fenomeno è verificabile in molti aspetti della vita pubblica, ma ha rilievi evidenti anche nella costruzione degli spazi e dei luoghi. La città contemporanea tende a dare maggior rilievo alla dimensione privata rispetto a quella comunitaria. Spesso quest&#8217;ultima è un elemento di risulta una volta definita la parte privata. Gli spazi pubblici si restringono. Alle piazze, che un tempo disegnavano il contenitore ideale per la vita collettiva, sono preferite altre forme, che soltanto parzialmente le sostituiscono. Ma, nonostante questa tendenza, che accomuna in modo ovviamente diverso la gran parte del mondo moderno, la &#8220;voglia di comunità&#8221; (per usare un&#8217;espressione di Zygmunt Bauman) non è affatto sfiorita, anzi riemerge continuamente, a volte diventa una richiesta perentoria e spesso trova attuazione in modi del tutto estemporanei, non prevedibili.</p>
<p>Il Festival,  in questa seconda edizione ferrarese dal 16 al 19 aprile approfondirà questo tema attraverso numerosissime iniziative e con la presenza di autorevoli relatori; per il programma dettagliato vi rimandiamo al sito ufficiale del festival: http://cittaterritoriofestival.com</p>
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