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	<title>bondeno.com &#187; economia</title>
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		<title>Quale economia?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 05:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Bassani]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
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		<category><![CDATA[transizione]]></category>

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		<description><![CDATA[CICLO DI  INCONTRI E PROIEZIONI PRESSO LE BIBLIOTECHE ARIOSTEA E BASSANI E PRESSO IL  CENTRO POLIVALENTE DEL GRATTACIELO
&#8220;In un  contesto in continuo movimento come il mondo contemporaneo, come possiamo  immaginare l&#8217;economia, il clima, l&#8217;energia e la società del futuro? E’ pensabile  un futuro a partire dallo stato attuale dell’economia?&#8230;&#8221;
Un ciclo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CICLO DI  INCONTRI E PROIEZIONI PRESSO LE BIBLIOTECHE ARIOSTEA E BASSANI E PRESSO IL  CENTRO POLIVALENTE DEL GRATTACIELO</strong></p>
<p><em>&#8220;In un  contesto in continuo movimento come il mondo contemporaneo, come possiamo  immaginare l&#8217;economia, il clima, l&#8217;energia e la società del futuro? E’ pensabile  un futuro a partire dallo stato attuale dell’economia?&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Un ciclo  di proiezioni e incontri per riflettere, confrontarsi e ripensare, in maniera  attiva e nel proprio territorio, l’ambiente e la qualità di vita in relazione al  sistema economico, organizzato da Ferrara in Transizione, il Servizio  Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara, il Centro IDEA e con la  collaborazione di Ferrara Città Solidale e Sicura.<strong>Sabato 28 gennaio, ore 16 &#8211; Auditorium Biblioteca Bassani &#8211; via  Grosoli 42-Piazza Emilia 1 (Barco) &#8211; Ferrara </strong></p>
<p><strong>Quale economia?</strong> Pierluigi Paoletti proviene dal mondo  finanziario di cui ha scoperto i reali meccanismi che stanno alla base di  espansioni e crisi economiche, quindi i veri interessi che muovono l’attuale  sistema. Da allora divulga ciò che ha imparato con un linguaggio semplice ed  accessibile su www.centrofondi.it Dal 2008 pur continuando a fare divulgazione  economica e finanziaria è passato a progettare e costruire un mondo diverso  dove l’essere umano e la natura tornano ad essere al centro e tutto il resto  diventa strumentale.! Ha contribuito a costruire la rete di Arcipelago SCEC e a  ricostruire comunità sociali ed economiche con progetti di economia solidale.  Nel 2011 è stato fra gli ideatori e fondatori di NOInet!e fa parte di  Sargo,!due cooperative nate dalla filosofia di Arcipelago  SCEC.</p>
<p></span></div>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-4494" href="http://www.bondeno.com/2012/01/28/quale-economia/qualeconomia/"><img class="aligncenter size-large wp-image-4494" title="qualeconomia" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/qualeconomia-533x800.jpg" alt="" /></a></p>
<p><img src="imap://pgiatti@imap.tiscali.it:143/fetch%3EUID%3E/INBOX%3E20671?part=1.2&amp;type=image/png&amp;filename=01_eccartolinafronte-v4.png" alt="" /></p>
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		<title>Ferrara e la transizione</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2012/01/16/ferrara-e-la-transizione/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 06:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>

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		<description><![CDATA[FERRARA E LA TRANSIZIONE &#8211; Dal 18 gennaio al 21 aprile incontri e proiezioni per conoscere il mondo in cui viviamo
Quattro passi nella &#8216;transizione&#8217;: istruzioni per l’uso

Viviamo in un contesto globale in continuo movimento: come possiamo immaginare l&#8217;economia, il clima, l&#8217;energia e la società del futuro? E’ pensabile un futuro a partire dallo stato attuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FERRARA E LA TRANSIZIONE &#8211; Dal 18 gennaio al 21 aprile incontri e proiezioni per conoscere il mondo in cui viviamo</p>
<p>Quattro passi nella &#8216;transizione&#8217;: istruzioni per l’uso</p>
<p><a rel="attachment wp-att-4442" href="http://www.bondeno.com/2012/01/16/ferrara-e-la-transizione/transizione/"><img class="alignleft size-full wp-image-4442" title="transizione" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/transizione.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Viviamo in un contesto globale in continuo movimento: come possiamo immaginare l&#8217;economia, il clima, l&#8217;energia e la società del futuro? E’ pensabile un futuro a partire dallo stato attuale dell’economia? Cosa aspettarci da un clima che cambia più velocemente di quanto gli interventi frutto degli accordi tra i Paesi possano decidere di fare? Quali conseguenze vi saranno sul nostro modo di vivere e di nutrirci? Come possiamo immaginare la transizione energetica con riserve di petrolio a metà e un consumo in crescita?<br />
Questi diversi aspetti, oggi fondamentali e intimamente collegati, saranno i temi proposti nel ciclo di incontri dal titolo &#8220;Quattro passi nella Transizione&#8221;, organizzati dal gruppo &#8220;Ferrara in Transizione&#8221; insieme al Centro Idea e al Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e in collaborazione con il Centro di Mediazione nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Ferrara Città Solidale e Sicura&#8221;.<br />
&#8220;Ferrara in  Transizione&#8221; aderisce al movimento delle &#8220;Transition Towns&#8221;, nato in Inghilterra nel 2006, per ripensare attivamente e localmente ad aspetti importanti per ciascuno di noi come l’ambiente e la qualità di vita in relazione al sistema economico, proponendo progetti, preparando corsi, eventi, strumenti, tecniche e risorse.<br />
Gli incontri e le proiezioni di documentari sono tutti a ingresso libero e si svolgeranno nelle biblioteche comunali Ariostea (via Scienze) e Bassani (piazza Emilia a Barco) e al Centro Polivalente del Grattacielo, approfondendo i vari argomenti con i preziosi apporti di Pierluigi Paoletti, analista finanziario, presidente di Arcipelago SCEC, Luca Lombroso, meteorologo previsore, Vincenzo Balzani, chimico ed esperto di energia dell&#8217;Università di Bologna, Cristiano Bottone, facilitatore e divulgatore di Transition Italia.<br />
Si inizia dall’economia, col film “Debtocracy” sulla ‘bolla’ dei prestiti condizionati ai paesi in difficoltà: che sia un rimedio peggiore del male? Se ne parlerà a margine delle proiezioni che si terranno mercoledì 18 gennaio, alle 17, alla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea (Via delle Scienze, 17) e lunedì 23 gennaio alle 21, alla Sala Polivalente del Grattacielo (Viale Cavour, 189/191). Per chi vuole approfondire, da non perdere l’incontro con Pierluigi Paoletti, sabato 28 gennaio ore 16 alla Biblioteca  Bassani (via G.Grosoli, 42).<br />
Tutti gli incontri e le proiezioni saranno occasioni utili per riflettere e confrontarsi sul ‘cambiamento’ e scambiare informazioni sulle iniziative e le attività in “transizione” nella nostra città.</p>
<p><strong><strong>Questo il calendario completo degli appuntamenti.</strong></strong></p>
<p><strong><em>QUALE ECONOMIA</em></strong><em>?<br />
</em>- Mercoledì 18 gennaio alle 17, Biblioteca Ariostea<br />
- Lunedì 23 gennaio alle 21 Centro Polivalente del Grattacielo<br />
Film: “Debtocracy” di Aris Hatzistefanou e Katerina Kitidi<br />
(Grecia 2011; durata 72’ &#8211; sottotitoli in italiano)<br />
&gt; Sabato 28 gennaio alle 16, Biblioteca Bassani<br />
Incontro con Pierluigi Paoletti &#8211; Arcipelago SCEC</p>
<p><strong><em>CHE TEMPO FARA&#8217;?<br />
</em></strong>- Mercoledì 15 febbraio alle 17, Biblioteca Ariostea<br />
- Lunedì 20 febbraio alle 21- Centro Polivalente del Grattacielo<br />
Film: The Age of Stupid di Franny.Armstrong<br />
(Regno Unito 2009, durata 92’ &#8211; sottotitoli in italiano)<br />
&gt; Sabato 25 Febbraio alle 16.00 &#8211; Biblioteca Bassani<br />
Incontro con Luca Lombroso &#8211; Meteorologo Previsore</p>
<p><strong><em>QUANTA ENERGIA?<br />
</em></strong>- Mercoledì 14 marzo alle 17 &#8211; Biblioteca Ariostea<br />
Lunedì 19 marzo alle 21 &#8211; Centro Polivalente del Grattacielo<br />
- Film: “Vivere senza Petrolio” di Faith Morgan<br />
(Regno Unito, 2006, durata 53’)<br />
&gt; Sabato 24 marzo alle 16 &#8211; Biblioteca Bassani<br />
Incontro con Vincenzo Balzani &#8211; Chimico</p>
<p><strong><em>LA TRANSIZIONE?<br />
</em></strong>- Mercoledì 11 aprile alle 17 &#8211; Biblioteca Ariostea<br />
- Lunedì 16 aprile alle 21 – Centro Polivalente del Grattacielo<br />
Film: “In transition 2.0” di Emma Goude<br />
(Regno Unito, 2009, durata 68’’- sottotitoli in italiano)<br />
&gt; Sabato 21 aprile alle 16.00 &#8211; Biblioteca Bassani<br />
Incontro con Cristiano Bottone &#8211; Transition Italia</p>
<p><strong><strong>Siti internet per approfondire</strong></strong></p>
<p>http://ferraraintransizione.wordpress.com</p>
<p>http://www.comune.fe.it/idea;</p>
<p>http://archibiblio.comune.fe.it;</p>
<p>DOCUMENTAZIONE SCARICABILE</p>
<p>&gt;&gt; <a title="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=ijmGU quattro_passi_transizione_2012.pdf" href="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=ijmGU">quattro_passi_transizione_2012.pdf</a> (locandina ciclo incontri formato PDF)</p>
<p>- schede singoli incontri</p>
<p>&gt;&gt; <a title="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=puRU6 appuntamenti_gennaio2012.pdf" href="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=puRU6">appuntamenti_gennaio2012.pdf</a></p>
<p>&gt;&gt; <a title="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=flNOQ appuntamenti_febbraio2012.pdf" href="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=flNOQ">appuntamenti_febbraio2012.pdf</a></p>
<p>&gt;&gt; <a title="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=hV126 appuntamenti_marzo2012.pdf" href="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=hV126">appuntamenti_marzo2012.pdf</a></p>
<p>&gt;&gt; <a title="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=hlEG3 appuntamenti_aprile2012.pdf" href="http://www.cronacacomune.it/lib/d.php?c=hlEG3">appuntamenti_aprile2012.pdf</a></p>
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		<title>L&#8217;Italia non spende</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago boys]]></category>
		<category><![CDATA[FMI]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Così titolano i giornali.
Bella scoperta, diranno quelli che &#8220;non tirano quattro paghe per il lesso&#8221;!
Intanto c&#8217;è da dire che sono anni che l&#8217;industria italiana (anche quella culturale) non produce beni durevoli ma solo oggetti  usa e getta,  salvo poi lamentarsi della concorrenza dei cinesi.
E poi sarebbe forse il caso di spendere qualche parola sui Chicago [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/A6lbIIQjIsU?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/A6lbIIQjIsU?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Così titolano i giornali.</p>
<p>Bella scoperta, diranno quelli che &#8220;non tirano quattro paghe per il lesso&#8221;!</p>
<p>Intanto c&#8217;è da dire che sono anni che l&#8217;industria italiana (anche quella culturale) non produce beni durevoli ma solo oggetti <em> usa e getta</em>,  salvo poi lamentarsi della concorrenza dei cinesi.</p>
<p>E poi sarebbe forse il caso di <em><strong>spendere </strong></em>qualche parola sui Chicago boys:</p>
<p>&#8221;</p>
<p>I &#8220;<a title="Chicago Boys" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chicago_Boys">Chicago Boys</a>&#8221; furono un gruppo di giovani economisti cileni formatisi presso l&#8217;Università di Chicago, nel <a title="1970" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1970">1970</a> circa, sotto l&#8217;egida di <a title="Milton Friedman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milton_Friedman">Milton Friedman</a> e <a title="Arnold Harberger (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Arnold_Harberger&amp;action=edit&amp;redlink=1">Arnold Harberger</a>.</p>
<p>Successivamente furono assunti a metà degli anni &#8216;70 nell&#8217;amministrazione del ministero dell&#8217;economia del <a title="Cile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cile">Cile</a>, presieduto dal tecnico <a title="José Piñera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Pi%C3%B1era">José Piñera</a>, durante il regime di <a title="Augusto Pinochet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_Pinochet">Augusto Pinochet</a>.</p>
<p>Le politiche del ministero di Piñera si caratterizzarono per il processo di <a title="Privatizzazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Privatizzazione">privatizzazione</a> e <a title="Liberalizzazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liberalizzazione">liberalizzazione</a> dell&#8217;economia del paese, dopo le riforme collettiviste del governo socialista di <a title="Salvador Allende" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Allende">Salvador Allende</a>, che portarono a un forte sviluppo economico.</p>
<p>Fu varata inoltre un&#8217;importante riforma del sistema pensionistico,  basata sulla liberalizzazione e privatizzazione del monopolio pubblico  della previdenza pensionistica. Tale sistema pensionistico è stato  recentemente recepito da altri paesi, anche europei. La teoria dei  Chicago Boys è stata applicata per anni in tutto il mondo, soprattutto  in quei paesi che chiedevano prestiti al <a title="Fondo Monetario Internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_Monetario_Internazionale">Fondo Monetario Internazionale</a>, in quanto lo stesso FMI poneva come condizione per l&#8217;ottenimento dei prestiti l&#8217;applicazione di politiche economiche <a title="Neoliberismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neoliberismo">neo-liberiste</a>, anche contro l&#8217;orientamento dei governi a cui si rivolgeva.</p>
<p>La <a title="Crisi economica del 2008-2010" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2010">crisi avviata negli ultimi giorni di settembre 2008</a>,  con gran parte delle Banche del mondo in procinto di fallire in  mancanza di intervento dello Stato e con le borse di tutto il globo in  caduta libera (Orso), che riducevano drasticamente il valore delle  azioni e delle pensioni legate ai fondi di investimento, secondo alcuni  critici dimostrerebbe la fragilità della teoria della scuola di Chicago.  A tali critiche è stato ribattuto che gli interventi distorsivi dello  Stato hanno creato le condizioni per l&#8217;esplosione della bolla  immobiliare e che la teoria dei mercati efficienti si limitava a parlare  delle informazioni &#8220;disponibili&#8221; sul mercato.</p>
<p>Questa dottrina, fatta propria dal Fondo Monetario Internazionale, ha  comportato per molti anni che ai paesi poveri fosse imposti tagli alle  spese sociali, risanamento dei conti pubblici, apertura al commercio  estero e agli investimenti stranieri.</p>
<p>Nel 2008 ha iniziato a manifestarsi la <a title="Crisi economica del 2008-2010" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2010">crisi mondiale</a>,  partita proprio dagli Stati Uniti: il forte calo delle vendite nelle  industrie statunitensi dell&#8217;automobile ha costretto (per mancanza di  liquidità, dovuta al forte indebitamento delle banche e dei cittadini  americani e alla loro impossibilità a spendere), a chiedere e ottenere,  dal governo Bush, nel dicembre 2008, per evitare il fallimento, prestiti  per 17 miliardi di dollari.</p>
<p>Il F.M.I, andando evidentemente contro alle teorie applicate per  anni, il 21 dicembre 2008, per bocca del suo presidente, il francese <a title="Dominique Strauss-Kahn" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dominique_Strauss-Kahn">Dominique Strauss-Kahn</a>, ha chiesto agli Stati di spendere, per stimolare l&#8217;economia, qualcosa come il 2% del PIL mondiale.&#8221;</p>
<p><strong>Ovviamente questa voce<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_di_Chicago_%28economia%29" target="_blank"> tratta da wikipedia</a>, è definita inaffidabile; però, guarda caso,  Dominique Strauss- Kahn </strong> il 14 maggio 2011 viene arrestato a New York con l&#8217;accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera di un albergo presso cui alloggiava a New York<sup id="cite_ref-0" title="^ Molinari Maurizio. New York, Strauss-Kahn arrestato per violenze su una cameriera.  15-05-2011"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dominique_Strauss-Kahn#cite_note-0">[1]</a></sup> e quattro giorni dopo rassegna le sue dimissioni dalla carica di Direttore del FMI.<sup id="cite_ref-dimissioni_1-0" title="^ a b Comunicato stampa n.11/187 del 18 maggio 2011 sul Sito ufficiale del FMI"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dominique_Strauss-Kahn#cite_note-dimissioni-1">[2]</a></sup> Le accuse si sono però poi rivelate insussistenti e la procura ne ha chiesto l&#8217;archiviazione il 23 agosto 2011.</p>
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		<title>La legge bancaria del 1936</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/12/23/la-legge-bancaria-del-1936/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 15:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[araba fenice]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ruolo di Beneduce fu essenziale nella ristrutturazione dell&#8217;economia italiana successiva alla crisi mondiale del 1929. Il fallimento delle maggiori banche italiane, che detenevano anche numerose partecipazioni azionarie nelle imprese industriali, fu evitato grazie all&#8217;intervento dello  Stato. Il «sistema Beneduce» prevedeva la netta separazione fra banche  ed imprese industriali, con la partecipazione diretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ruolo di Beneduce fu essenziale nella ristrutturazione dell&#8217;<a title="Economia italiana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Economia_italiana">economia italiana</a> successiva alla <a title="Grande depressione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione">crisi mondiale del 1929</a>. Il <a title="Fallimento (diritto)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fallimento_%28diritto%29">fallimento</a> delle maggiori banche italiane, che detenevano anche numerose <a title="Azione (finanza)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Azione_%28finanza%29">partecipazioni azionarie</a> nelle imprese industriali, fu evitato grazie all&#8217;intervento dello  Stato. Il «sistema Beneduce» prevedeva la netta separazione fra banche  ed imprese industriali, con la partecipazione diretta dello Stato al  capitale di controllo delle imprese. Le aziende pubbliche rimanevano  comunque <a title="Società per azioni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_per_azioni">società per azioni</a>, continuando quindi ad associare, in posizione di minoranza, il capitale privato.</p>
<p>Lo Stato si riservava, inoltre, un ruolo di indirizzo dello sviluppo  industriale, senza entrare nella gestione diretta: in luogo della <a title="Nazionalizzazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nazionalizzazione">nazionalizzazione</a> venne decisa una serie di interventi finalizzati al salvataggio e al  sostegno finanziario di singole imprese. A tale scopo furono fondati:</p>
<ul>
<li>nel <a title="1931" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1931">1931</a> l&#8217;<a title="Istituto Mobiliare Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_Mobiliare_Italiano">Istituto Mobiliare Italiano</a>, istituto pubblico specializzato nel credito industriale.</li>
<li>nel <a title="1933" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1933">1933</a>, l&#8217;<a title="Istituto per la Ricostruzione Industriale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_per_la_Ricostruzione_Industriale">Istituto per la Ricostruzione Industriale</a> (IRI).</li>
</ul>
<p>Alberto Beneduce fu, assieme al futuro <a title="Governatore della Banca d'Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governatore_della_Banca_d%27Italia">Governatore della Banca d&#8217;Italia</a> <a title="Donato Menichella" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donato_Menichella">Donato Menichella</a>, il principale ispiratore di queste riforme, così come <strong><span style="color: #800000;">della legge bancaria del <a title="1936" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1936">1936</a>, rimasta in vigore fino al <a title="1993" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1993">1993</a>, che vietò alle banche l&#8217;esercizio congiunto del credito a breve ed a lungo termine.</span></strong></p>
<p>Fonte: wikipedia s.v.<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Beneduce" target="_blank"> Beneduce</a></p>
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		<item>
		<title>Incontro SCEC a Ferrara</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/12/06/incontro-scec-a-ferrara/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 00:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[SCEC]]></category>

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Il 7 dicembre, alle ore 21.00, in  via De Romei n.48, si terrà un incontro pubblico dal titolo &#8220;SCEC e  sovranità alimentare&#8221;.
Questo incontro è reso possibile grazie a Ferrara in Transizione che ha  intercettato grande interesse verso le tematiche economiche e dello SCEC  e il collegamento tra un lavoro già iniziato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/1lXSwVGxMbs?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube-nocookie.com/v/1lXSwVGxMbs?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il 7 dicembre, alle ore 21.00, in  via De Romei n.48, si terrà un incontro pubblico dal titolo &#8220;SCEC e  sovranità alimentare&#8221;.<br />
Questo incontro è reso possibile grazie a Ferrara in Transizione che ha  intercettato grande interesse verso le tematiche economiche e dello SCEC  e il collegamento tra un lavoro già iniziato in tema di sovranità  alimentare e i nostri progetti &#8220;Empori e Botteghe&#8221;.<br />
Siete quindi tutti invitati, sia a dare il vostro contributo, sia a  cogliere l&#8217;occasione per conoscerci ed incontrarci. Mi farebbe molto  piacere!<br />
Vi lascio il testo dell&#8217;invito che nei prossimi giorni verrà girato ai  gruppi e associazioni che condividono e organizzano questo incontro.</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Lisa Bortolotti<br />
Presidente ArcEmR</p>
<p>&lt;&lt; L&#8217;11 Novembre ci siamo trovati per parlare di Sovranità Alimentare e Suolo.<br />
La proposta per il 7 Dicembre è di trovarsi e parlare delle proposte che  Arcipelago SCEC ha in comune con questi temi, le aree di interesse  comune.<br />
Partiamo dalle nostre curiosità e dalle nostre esigenze, partiamo dalla  mappa dei produttori e punti vendita bio che si sta formando e vediamo  quali sono le opportunità e le progettualità che Arcipelago SCEC offre  per sviluppare iniziative concrete e fattive.</p>
<p>Ne parliamo con Lisa Bortolotti, Presidente di Arcipelago SCEC Emilia Romagna, in Via de Romei 48 a partire dalle ore 21.00.</p>
<p>La sede sarà aperta dalle 20.30 per chi volesse arrivare prima, sono benvenute proposte di assaggio e degustazione. &gt;&gt;</p>
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		<title>Un primato ferroviario italiano</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/11/13/un-primato-ferroviario-italiano/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 07:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[ventennio]]></category>

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		<description><![CDATA[I normali elettrotreni Breda, già da circa un anno in servizio sulla linea Napoli-Roma-Boìogna, in vista dell&#8217;estensione del loro impiego regolare sui tratti Bologna-Milano. Bologna-Ancona e Roma-Pisa, sono stati oggetto in questi giorni di speciali prove da parte dei tecnici delle ferrovie. Si è esaminata la possibilità di aumentare ancora la già altissima velocità del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3950" href="http://www.bondeno.com/2011/11/13/un-primato-ferroviario-italiano/littorina/"><img class="aligncenter size-large wp-image-3950" title="littorina" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/littorina-600x451.jpg" alt="" /></a>I normali elettrotreni Breda, già da circa un anno in servizio sulla linea Napoli-Roma-Boìogna, in vista dell&#8217;estensione del loro impiego regolare sui tratti Bologna-Milano. Bologna-Ancona e Roma-Pisa, sono stati oggetto in questi giorni di speciali prove da parte dei tecnici delle ferrovie. Si è esaminata la possibilità di aumentare ancora la già altissima velocità del fulmineo convoglio che. come è noto, alcuni mesi or sono ha stabilito il primato internazionale di velocità superando i 200 chilometri orari. Queste prove volgono ora a conclusione e mentre è già stato annunciato che il 28 Ottobre avverrà l&#8217;inaugurazione ufficiale degli elettrotreni sulle tre linee anzidette, le Ferrovie comunicano che col 20 corrente si inizierà l&#8217;impiego regolare dei convogli elettrici sul tratto Bologna-Milano. Un eccezionale viaggio di prova è stato compiuto dall&#8217;elettrotreno Breda sul percorso Roma-Napoli il 27 luglio scorso. Sul convoglio, partito da Roma alle 11,15 avevano preso posto S. E. Benni Ministro delle Comunicazioni, il sottosegretario Jannelli, il direttore generale delle Ferrovie ing. Velani, e un folto gruppo di alti funzionari del Ministero delle Comunicazioni e di giornalisti italiani e stranieri. Erano presenti altresì a rappresentare la Breda, il direttore centrale comm. ing. Arnaldo Salamini e il cav. ing. Giuseppe Dal Monte capo dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;officina costruttrice degli elettrotreni. Il percorso, di 214 chilometri, è stato compiuto in un&#8217;ora e venticinque minuti. Il tratto Roma-Formia di centoventotto chilometri, in 50 primi e in realtà in soli quarantacinque. perché cinque minuti si perdettero in rallentamenti all&#8217;uscita dalla stazione di Roma per i grandiosi lavori di rinnovamento in corso. La velocità media è stata quindi di 165 chilo-metri orari. Benché le curve vengano percorse a più di centocìnquanta chilometri all&#8217;ora e su certi tratti rettilinei si superino i 180 orari nulla dà un&#8217;esatta sensazione della elevata velocità del convoglio. Gli ampi cristalli delle finestre sono fissi e l&#8217;aria che circola nel vagone è opportunamente condizionata a mezzo di speciali impianti situati negli spazi sottostanti alle carrozze. La sospensione ulteriormente perfezionata e migliorata dotando anche i carrelli di ammortizzatori idraulici e dando maggior peso alle vetture, si può considerare perfetta!. Le soffici poltrone assorbono poi completamente ogni residua vibrazione o scossa. Il risultato prefisso di ottenere l&#8217;aumento della velocità senza diminuire le comodità offerte ai viaggiatori e mantenendo intatte le garanzie di sicurezza nella marcia è stato perfettamente raggiunto grazie alla pronta, appassionata collaborazione dei tecnici della Breda. realizzatori di questo perfetto mezzo meccanico, vanto dell&#8217;Industria italiana. Gli elettrotreni aerodinamici Breda, che come abbiamo detto circolano ormai da più di un anno su linee di grande comunicazione della nostra rete ferroviaria, senza il più piccolo inconveniente, sono unità composte di tre carrozze intercomunicanti che poggiano su quattro carrelli a due assi i due carrelli di mezzo in corrispondenza ai perni di collegamento dei tre elementi) venendo così in effetto a costituire come una sola carrozza articolata della lunghezza totale di 62 metri e mezzo con una massima larghezza di m. 2.92. e del peso a carico completo di circa 117 tonnellate. In questi convogli, il rapporto tra il peso del materiale rotabile e quello delle persone trasportate è di circa una tonnellata per persona, mentre nei treni ordinar! è di due tonnellate e mezza. Questa notevolissima economia di peso è stata realizzata grazie a speciali procedimenti costruttivi tra i quali importantissimo l&#8217;impiego delle saldature elettriche nella giunzione dei vari elementi costituenti la complessa struttura dell&#8217;elettrotreno. L&#8217;apparato motore del treno comprende sei motori a corrente continua a 3000 Volta della potenza di 200 CV. ciascuno. I due carrelli alle estremità ne hanno due per ciascuno mentre un motore è montato sui due carrelli intermedi. Le due cabine di guida poste alle estremità del treno consentono entrambe la manovra e sono all&#8217;uopo collegate con un impianto telefonico. I posti di guida sono anche dotati del dispositivo di sicurezza per il conducente unico già in uso sui locomotori elettrici delle nostre Ferrovie. Questo dispositivo speciale assicura l&#8217;arresto automatico del convoglio anche se si verificasse il caso che il conducente fosse colpito da improvviso malore. Tenuto conto dell&#8217;alta velocità raggiungibile dagli elettrotreni al sistema frenante vennero dedicati speciali studi e particolari cure: ad esso è stato applicato il distributore « Breda » recentemente adottato in Italia dalle Ferrovie dello Stato, per tutto il materiale rotabile, per le sue constatate eccellenti caratteristiche di funzionamento, prontezza e gradualità della frenatura e sfrenatura non raggiunta da alcun altro tipo finora costruito.</p>
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		<title>La crisi del 1929</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 11:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[1929]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben Pollack and his Park Central Orchestra &#8211; 1929 di redhotjazz
Oltre che borsistica, industriale, agricola e commerciale, la crisi fu presto anche bancaria. Il fatto che le industrie non producessero, e che quel che producevano dovesse essere venduto a prezzi bassi, con minori profitti, e che gli agricoltori, per la caduta dei prezzi agricoli, fossero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="360"><param name="movie" value="http://www.dailymotion.com/swf/video/xlsel2"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.dailymotion.com/swf/video/xlsel2" width="480" height="360" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xlsel2_ben-pollack-and-his-park-central-orchestra-1929_music" target="_blank">Ben Pollack and his Park Central Orchestra &#8211; 1929</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/redhotjazz" target="_blank">redhotjazz</a></i></p>
<p>Oltre che borsistica, industriale, agricola e commerciale, la crisi fu presto anche bancaria. Il fatto che le industrie non producessero, e che quel che producevano dovesse essere venduto a prezzi bassi, con minori profitti, e che gli agricoltori, per la caduta dei prezzi agricoli, fossero costretti o ad abbandonare la terra, o ad accontentarsi di un guadagno minimo, ebbe notevoli conseguenze sul sistema bancario. Sia l’industria che l&#8217;agricoltura erano seriamente indebitate con le banche. Nel periodo di boom, che aveva preceduto lo scoppio della crisi, queste banche avevano ecceduto nei prestiti, confidando non solo in una restituzione regolare, ma anche nel fatto che i risparmiatori non avrebbero ritirato i loro depositi, ed anzi li avrebbero accresciuti.  La crisi mise in difficoltà molte banche. Compromesso dalla caduta delle vendite e dei prezzi, un numero crescente di imprese non fu in condizione di pagare i debiti alle scadenze, e intanto le banche erano premute dai loro depositanti che, spinti a loro volta da crescenti esigenze di liquidità, volevano la restituzione di tutto o parte delle somme depositate. Schiacciate tra l’incudine del mancato rientro dei prestiti e il martello dei depositanti che pretendevano la restituzione dei loro capitali, molte di queste banche furono costrette a chiudere i battenti trascinando nel fallimento altre banche collegate (e risparmiamo i numeri). Un esempio per tutti: nel dicembre 1930 fallì la Bank of the United States in New York city, che contava oltre 400.000 depositanti, ne fu danneggiato un terzo della popolazione di New York.</p>
<p><em><a href="http://web.tiscalinet.it/claufi/1929.htm" target="_blank">estratto da: http://web.tiscalinet.it/claufi/1929.htm</a></em></p>
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		<title>Buon ferragosto</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 06:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[FMI]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo le misure &#8220;greche&#8221; in previsione di repliche &#8220;italiane&#8221;
Ecco le dieci più onerose:

le tasse aumenteranno di     2,32 miliardi di euro quest’anno e di 3,38 miliardi, 152 milioni e     699 milioni nei tre anni successivi. Ci saranno imposte più alte sulle     proprietà e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo le misure &#8220;greche&#8221; in previsione di repliche &#8220;italiane&#8221;</p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ecco le dieci più onerose:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">le tasse aumenteranno di     2,32 miliardi di euro quest’anno e di 3,38 miliardi, 152 milioni e     699 milioni nei tre anni successivi. Ci saranno imposte più alte sulle     proprietà e un incremento dell’IVA dal 19 al 23 per cento;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">verranno introdotte imposte     sui beni di lusso quali yacht, piscine e auto e anche tributi speciali     su attività con elevati margini di profitto, sulle proprietà di alto     valore e sulle persone che hanno alti introiti;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">le accise su benzina, sigarette     e alcool verranno aumentate di un terzo; </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">gli stipendi del settore     pubblico verranno decurtati del 15 per cento: </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">le spese per la difesa verranno     tagliate di 200 milioni di euro nel 2012 e di 333 per ciascun anno dal     2013 al 2015;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">le spese per l’educazione     verranno ridotte chiudendo o riunificando 1.976 scuole;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">la sicurezza sociale verrà     privata di 1,09 miliardi di euro quest’anno, 1,28 nel 2012, 1,03 miliardi     nel 2013, 1,01 nel 2014 e di 700 milioni di euro nel 2015. Verranno     inoltre fatte indagini sul patrimonio e l’età per entrare in pensione     sarà alzata da 61 a 65 anni;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">il governo privatizzerà     un numero di imprese, tra cui il monopolio delle scommesse OPAP, la     Banca Postale Ellenica, alcuni attività portuali, l’Organizzazione     di Telecomunicazioni Ellenica e venderà le sue partecipazioni in Acque     di Atene, in Hellenic Petroleum, nell’utility dell’energia PPC e     in ATEbank, così come i suoi porti, aeroporti, concessioni per le autostrade,     demanio statale e diritti di scavo e perforazione;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">solo uno su dieci dei dipendenti     pubblici che andrà in pensione quest’anno verrà rimpiazzato e solo     uno su cinque nei prossimi anni;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">la spesa sanitaria verrà     tagliata di 310 milioni di euro quest’anno e di 1,81 miliardi di euro     dal 2012 al 2015.</span></li>
</ol>
<p>***********************************</p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Fonte: </span><a href="http://www.cnbc.com/id/43577308"><span style="font-family: Verdana; color: #333399; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">http://www.cnbc.com/id/43577308</span></span></a></p>
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		<title>Nessuna notizia dall&#8217;Islanda?</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/08/13/nessuna-notizia-dallislanda/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 05:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[bancarotta]]></category>
		<category><![CDATA[Islanda]]></category>

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		<description><![CDATA[Noi ci siamo occupati dell&#8217;Islanda in un precedente articolo, può essere interessante un aggiornamento:
Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
2008 &#8211; A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell&#8217;Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta [1].
2009 &#8211; A Gennaio le proteste dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi ci siamo occupati dell&#8217;Islanda in un<a href="http://www.bondeno.com/2011/03/18/due-o-tre-cose-che-so-di-lei/" target="_blank"> precedente articolo</a>, può essere interessante un aggiornamento:</p>
<p>Ecco brevemente la cronologia dei fatti:</p>
<p>2008 &#8211; A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell&#8217;Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta [1].</p>
<p>2009 &#8211; A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde [2] e di tutto il Governo &#8211; la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) &#8211; costringendo il Paese alle elezioni anticipate [3].</p>
<p>La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5% [4].</p>
<p>2010 &#8211; I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato [5] [6].</p>
<p>2011 &#8211; A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare [7].</p>
<p>Le votazioni si tengono ad Aprile ed i NO alle condizioni di pagamento del debito vincono con quasi il 60% dei voti (nel referendum precedente, a Marzo 2010, i NO alla &#8220;proposta di rientro&#8221; del governo britannico furono il 93%!) [8].</p>
<p>Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell&#8217;esecutivo [9] [10].</p>
<p>L&#8217;Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l&#8217;Islanda [11].</p>
<p>In questo contesto di crisi, viene eletta un&#8217;Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l&#8217;attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni [12].</p>
<p>Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori.</p>
<p>La nuova Assemblea Costituzionaleinizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta[13] nel quale confluiscono la maggiorparte delle &#8220;linee guida&#8221; prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese e nei principali social networks [14].</p>
<p>La Magna Carta dovrà essere sottoposta all&#8217;approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno. Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.</p>
<p>Note:<br />
[1] bbc.co.uk &#8211; Iceland nationalises Glitnir bank, Settembre 2008.<br />
[2] bbc.co.uk &#8211; Crisis claims Icelandic cabinet, Gennaio 2009.<br />
[3] bbc.co.uk &#8211; Iceland announces early election, Gennaio 2009.<br />
[4] bbc.co.uk &#8211; Iceland approves new Icesave deal, Dicembre 2009.<br />
[5] guardian.co.uk &#8211; Iceland&#8217;s bizarre Icesave referendum, Marzo 2010.<br />
[6] icenews.is &#8211; Fresh wave of protests outside Icelandic parliament,<br />
Ottobre 2010.<br />
[7] bbc.co.uk &#8211; Iceland president calls referendum on new Icesave deal,<br />
Febbraio 2011.<br />
[8] en.wikipedia &#8211; Icelandic loan guarantees referendum, Aprile 2011.<br />
[9] bbc.co.uk &#8211; Landsbanki executives arrested in Iceland, Gennaio 2011.<br />
[10] bbc.co.uk &#8211; Robert and Vincent Tchenguiz arrested in Iceland probe,<br />
Marzo 2011.<br />
[11] telegraph.co.uk &#8211; Interpol hunts former Kaupthing chief Sigurdur<br />
Einarsson, Luglio 2011.<br />
[12] globaljournal.net &#8211; Iceland Struggles for a New Constitution, Maggio<br />
2011.<br />
[13] bestingovernment.eu &#8211; Is the Icelandic citizen’s revolution an<br />
example to follow?, Maggio 2011.<br />
[14] guardian.co.uk &#8211; Mob rule: Iceland crowdsources its next<br />
constitution, Giugno 2011.<br />
Fonte: http://www.vocidallastrada.com/2011/07/nessuna-notizia-dallislanda.html<br />
Questo Articolo proviene da ComeDonChisciotte</p>
<p>http://www.comedonchisciotte.org/site/</p>
<p>L&#8217;URL per questa storia è:</p>
<p>http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=8579</p>
<p>ComeDonChisciotte &#8211; NESSUNA NOTIZIA DALL’ISLANDA? http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file&#8230;<br />
4 di 4 26/07/2011 16.31</p>
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		<item>
		<title>Cos&#8217;è il rating?</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/08/12/cose-il-rating/</link>
		<comments>http://www.bondeno.com/2011/08/12/cose-il-rating/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 04:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[rating]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una opinione, tanto che i responsabili degli alti rating fino al giorno prima che scoppiasse la bolla immobiliare nel 2008, si sono difesi appellandosi al primo emendamento della Costituzione Americana (cfr. Inside Job).
Riportiamo di seguito una parte di un articolo. che potete leggere per intero qui :

Volete sapere che cosa indicano i  rating? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una opinione, tanto che i responsabili degli alti rating fino al giorno prima che scoppiasse la bolla immobiliare nel 2008, si sono difesi appellandosi al primo emendamento della Costituzione Americana (<a href="http://www.biografilm.it/2011/programmazione/evento-inside_job" target="_blank">cfr. Inside Job</a>).</p>
<p>Riportiamo di seguito una parte di un articolo. che potete leggere per intero<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=8750" target="_blank"> qui</a> :</p>
<blockquote>
<div style="text-align: justify;">Volete sapere che cosa indicano i  rating? Ve lo dico io: indicano quanto potere abbiano i finanzieri in  una data economia. Quando i finanzieri hanno POCO potere ed il governo  fa quel che vuole, normalmente il rating e&#8217; alto. In quella situazione,  il governo ha la sua politica economica (qualsiasi sia) perche&#8217; quelle  sono le idee del governo. E i mercati si beccano la politica del  governo, cosi&#8217; com&#8217;e&#8217;.  In questo caso &#8220;i mercati&#8221; dicono &#8220;comanda il  governo&#8221;, ovvero AAA.</div>
<div style="text-align: justify;">Al contrario, quando i mercati  iniziano ad imporsi e il governo inizia ad obbedire loro, allora il  rating scende. Non appena un governo inizia a prendere decisioni perche&#8217;  i mercati lo incalzano, mostrandosi debole, il suo rating inizia a  scendere. Il rating di un debito pubblico che si abbassa significa  questo: &#8220;<em>questo governo ci obbedisce</em>&#8220;. Perche&#8217; e&#8217; cosi&#8217;: portare il rating sull&#8217;orlo del fallimento e&#8217; la strategia con cui vengono sottomessi i governi.</div>
<div style="text-align: justify;">&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Cosa puo&#8217; fare, un governo  nazionale, per alzare il rating del proprio debito? Semplice: dire &#8220;me  ne infischio dei mercati&#8221;. Dire semplicemente &#8220;<em>davvero andiamo in  default? Significa che non renderemo &#8220;ai mercati&#8221; i loro soldi? Bene.  Cavoli dei mercati che ci hanno dato i soldi</em>&#8220;.</div>
<div style="text-align: justify;">Basta un default selettivo che escluda SOLO gli investitori  istituzionali sul mercato primario. Basta questo, e ai mercati passera&#8217;  PER SEMPRE la voglia di scherzare.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">Come si puo&#8217; dire una cosa simile, ma in maniera politica,  in una singola soluzione? Si  puo&#8217;. Basta che un governo dica &#8220;<em>domani la borsa chiude, sino a nuovo ordine. Quando arrivera&#8217; il nuovo ordine? Quando i mercati convinceranno il governo</em>&#8220;.</div>
<div style="text-align: justify;">Non ci vuole molto, basta dire <em>&#8220;io comando e tu obbedisci, perche&#8217; io mando la GdF a chiudere la borsa si Milano armi in pugno, e tu non ci puoi fare niente</em>&#8220;. E&#8217; semplice, e basta un ordine. Una chiusura arbitraria della borsa, fino a quando &#8220;<em>qualsiasi insieme vuoto di parole il governo voglia inventare</em>&#8220;.</div>
<div style="text-align: justify;">Nel fare questo, si dice semplicemente &#8220;qui comando io. Il mercato obbedisce e subisce.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;">&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Il che e&#8217; sempre  stato l&#8217;ordine naturale delle cose: sono i mercati a dover convincere i  governi, non i governi a dover convincere i mercati. Questo  capovolgimento di prospettiva fa capire quanto sia grave l&#8217;emergenza  democratica.</div>
</blockquote>
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		<title>La corsa all&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 05:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[materie prime]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[oro]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivalutazione dell’oro negli ultimi anni (+355% nell’ultimo decennio, +140% negli ultimi 5 anni; +17% nel 2010) rileva come sia sempre più considerato non solo un bene rifugio ma anche un vero e proprio bene di investimento. A dare lo sprint ai prezzi dell’oro, con una accelerazione delle quotazioni senza precedenti negli ultimi 24 mesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rivalutazione dell’oro negli ultimi anni (+355% nell’ultimo decennio, +140% negli ultimi 5 anni; +17% nel 2010) rileva come sia sempre più considerato non solo un bene rifugio ma anche un vero e proprio bene di investimento. A dare lo sprint ai prezzi dell’oro, con una accelerazione delle quotazioni senza precedenti negli ultimi 24 mesi, è stato lo tsunami che ha investito Wall Street, e la crisi di liquidità che ha aggredito anche l’Europa, e che ha spinto gli investitori finanziari a puntare ai metalli preziosi, liberandosi dei dollari stampati per convertirli in oro e argento.</p>
<p>Contestualmente, le banche centrali hanno continuato negli ultimi tempi ad impinguare i loro caveau del prezioso metallo giallo, in attesa di una ripresa dell’economia. Nel solo 2009, la Cina ad esempio, ha raddoppiato le proprie riserve auree, portandole a 1.054 tonnellate. La stessa operazione, seppur in misura più contenuta, è stata effettuata dalle banche centrali dell’Eurozona, firmatarie del Central Bank Gold Agreement, un accordo sottoscritto per evitare che vendite troppo massicce o svendute a prezzi stracciati potessero intaccare le riserve auree e il cui patrimonio è stato costituito al fine di mettere al sicuro i paesi firmatari da gravi fenomeni inflazionistici e garantire una relativa stabilità contro una perdita eccessiva del potere di acquisto delle valute nazionali.</p>
<p>La nuova “età dell’oro” ha come risvolto la faccia drammatica della crisi economica e degli effetti che questa stessa ha prodotto sulle famiglie. I negozi “compro-oro” nel nostro Paese sono quintuplicati in meno di due anni (con un giro d’affari che supera ormai i 3 miliardi di euro l’anno) ed è sempre maggiore <span style="color: #993300;">il numero di persone che si rivolgono ai negozi specializzati per vendere gioielli e preziosi, in modo da poter fronteggiare i problemi finanziari urgenti, far quadrare i sempre più ristretti bilanci domestici, pagare i mutui della casa e le bollette delle utenze domestiche o acquistare beni di largo consumo.</span></p>
<p>Il fenomeno dei “compro-oro” è solamente una delle manifestazioni del carattere distintivo della corsa all’oro del terzo millennio, incentrata non tanto sull’estrazione, <span style="color: #ff6600;">quanto sul recupero dell’oro da altri prodotti di largo consumo e successivo riciclaggio</span>: le schede madri dei pc sono il più ricco giacimento del metallo aureo di seconda mano (attraverso un complesso procedimento si ottiene oro purissimo); dai telefonini si può recuperare una fortuna (da 1 milione di cellulari si ricavano 37,5 chili d’oro, 386 d’argento e 16,5 di palladio). Fino a quando?</p>
<p><strong>Tra aprile e giugno 2010 gli europei hanno acquistato 84,8 tonnellate di oro, vale a dire il 40% del totale del mondo e oltre il doppio rispetto al trimestre precedente.</strong> Anche se il boom delle quotazioni dell’oro è destinato, secondo il parere di esperti e analisti, ancora a durare, è anche vero che tale apprezzamento non potrà avvenire per sempre, il rischio è di uno scoppio della bolla speculativa dell’oro.</p>
<p>Shopping di energia e di materie prime metallifere. Il rialzo delle quotazioni ha riguardato anche altre materie prime, tra cui il rame (da un minimo di 2.800 dollari alla tonnellata del dicembre 2008 ad un massimo di 71.170 dollari alla tonnellata nel dicembre 2009, +250%), il ferro, l’acciaio e i 17 elementi minerari indispensabili per la produzione delle tecnologie. Secondo l’ultimo rapporto del Government Accountability Office, <em>in Cina si trova il 37% delle riserve conosciute dei 17 elementi necessari per la produzione di nuove tecnologie, contro il 18% dell’ex-Urss e il 12% negli Usa.</em> Pechino nella scorsa primavera ha alzato i dazi del 25%, mentre a luglio 2010 ha tagliato la vendita delle quote all’estero di ben il 72%, nel 2011 esporterà solo il 60% del globale.</p>
<p>Fonte: Rapporto Eurispes Italia 2011 (www.eurispes.it)</p>
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		<title>Più scelta=più libertà?</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/06/13/piu-sceltapiu-liberta/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 00:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[araba fenice]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>

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		<description><![CDATA[Più scelta equivale a più libertà?”. &#8211; 
“Il tema proposto in questa conferenza appare di primo acchito un ossimoro,
tanto diamo tutti per scontato che la libertà nelle scelte sia un valore
irrinunciabile, quasi giusnaturalistico” ha detto Antonella Rampino –
giornalista de La Stampa &#8211; in sede di presentazione della studiosa slovena che
vanta un curriculum interdisciplinare essendo anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Più scelta equivale a più libertà?”. &#8211; </strong><br />
“Il tema proposto in questa conferenza appare di primo acchito un ossimoro,<br />
tanto diamo tutti per scontato che la libertà nelle scelte sia un valore<br />
irrinunciabile, quasi giusnaturalistico” ha detto Antonella Rampino –<br />
giornalista de La Stampa &#8211; in sede di presentazione della studiosa slovena che<br />
vanta un curriculum interdisciplinare essendo anche filosofa, sociologa oltre<br />
che di formazione psicoanalitica lacaniana.<br />
“Con il boom economico che ha seguito la Seconda Guerra Mondiale le cose sono<br />
diventate sempre più importanti nella nostra vita fino al punto che abbiamo<br />
iniziato a usare le cose per definire noi stessi, la nostra personalità infatti<br />
si rispecchia nelle cose che indossiamo o che usiamo. Negli ultimi anni però il<br />
consumismo è andato ancora oltre, abbiamo iniziato infatti a consumare anche<br />
noi stessi, logorandoci in comportamenti patologici come, per esempio,<br />
l’anoressia”.<br />
“In un’indagine sul blog del New York Times – ha proseguito la Salecl – è stato<br />
chiesto come le persone vedevano le diseguaglianze socio-economiche negli Stati<br />
Uniti d’America dove, ricordiamolo, il 20 per cento della popolazione più ricca<br />
possiede circa l’84 per cento della ricchezza prodotta in quel Paese.<br />
Sorprendentemente gli intervistati hanno detto di non sentire un desiderio di<br />
ribellione rispetto a quella che – oggettivamente – è una iniquità sociale.<br />
Questo per vari motivi. <span style="color: #ff9900;">Il primo dei quali è il cosiddetto spirito americano<br />
‘della lotteria’ per cui il solo pensiero che ‘potremmo diventare ricchi’ basta<br />
a placare gli animi.</span> Il secondo motivo è che gli intervistati si sono detti più<br />
invidiosi del vicino di pari ceto più che del super-riccone e dei suoi panfili.<br />
<span style="color: #339966;">Il terzo motivo è che c’è una grande<strong> speranza </strong>di miglioramento delle condizioni<br />
socio-economiche nel futuro pensando ai propri figli”</span>.<br />
Partendo da questa indagine la Salecl fa un parallelismo tra i regimi<br />
totalitari e i sistemi capitalistici: “Le ideologie fanno di tutto per<br />
normalizzare le persone per impedire loro di ribellarsi e il capitalismo non fa<br />
eccezione. <em></em></p>
<p><em>Uno dei modi è fare leva su una sorta di autocensura dell’individuo che si autocontiene sia perché vuole mantenere lo status quo della sua vita, e anche delle sue cose che ha paura di perdere, sia perché ha dei sensi di colpa nei confronti dei suoi figli: ha paura che ribellandosi possa danneggiare il loro futuro”.</em><br />
Per la Salecl, che infatti è di scuola lacaniana, “il capitalismo ha portato il<br />
proletariato a sentirsi protagonista della sua vita e quindi felice ma tutto<br />
gira sempre più velocemente e quindi il soggetto, quasi come le merci, si<br />
autoconsuma”<span style="color: #ff0000;">. Sì, perché uno dei “trucchi” dell’ideologia capitalista per<br />
mantenere l’ordine è per la Salecl l’aver creato “una società in cui<br />
l’individuo non critica il sistema perché è troppo impegnato a criticare se<br />
stesso”.</span><br />
“Come diceva Freud – ha continuato la sociologa – il malessere della società edell’individuo interagiscono sempre. So di colleghe psicologhe che hanno tantepazienti donne che, pur avendo molto dalla vita, sono infelici perché pensanodi dover dare, e al contempo avere, ancora di più. E si logorano nell’ansia dinon fare le scelte giuste o di non farne abbastanza”.<br />
Insomma viviamo in un mondo ansiogeno in cui abbiamo tante cose ma spesso non siamo felici.</p>
<p><em>Si tratta di una vera e propria “tirannia della scelta” come recita il titolo dell’ultimo lavoro di Renata Salecl appena pubblicato in Italia per i tipi di Laterza.</em><br />
Cerchiamo sempre di più, con sempre più opzioni di fronte a noi, spesso siamo confusi per paura di sbagliare o di poter avere ancora di più e quindi, nel dubbio, non scegliamo ma questo genera quasi sempre ansia e, talvolta,<br />
depressione.<br />
Questo “disagio da scelta” viene spesso combattuto dagli individui ma anche<br />
dalle aziende con le nuove scienze e le nuove tecnologie: “Il boom delle<br />
neuroscienze e delle genetica è legato proprio a questa difficoltà nel prendere<br />
le decisioni – ha concluso la professoressa di fronte a ben tre sale gremite di<br />
pubblico – Chiediamo risposte certe al DNA o agli strumenti iper-tecnologici ma questo non è certo un buon modo di risolvere il nostro problema”.</p>
<p><em>Conferenza di Renata Salecl al festival dell&#8217;economia di Trento il 4 giugno 2011</em></p>
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		<title>Barbari o imbarbariti?</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/05/29/barbari-o-imbarbariti/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 04:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>

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		<description><![CDATA[L’economia reale dal punto di osservazione della Camera di Commercio
1.4 Barbari o imbarbariti?
 L’ingenuo. Tu sei un ingenuo perché credi che la politica possa risolvere i problemi. Cercare oggi di cambiare le condizioni di vita del Paese con qualsiasi tipo di politica, è come fare un po’ di pulizie a bordo del Titanic che sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’economia reale dal punto di osservazione della Camera di Commercio</p>
<p>1.4 Barbari o imbarbariti?</p>
<p><em> L’ingenuo. Tu sei un ingenuo perché credi che la politica possa risolvere i problemi. Cercare oggi di cambiare le condizioni di vita del Paese con qualsiasi tipo di politica, è come fare un po’ di pulizie a bordo del Titanic che sta affondando. Tu sei un ingenuo, anche quando credi che un po’ di misticismo di seconda mano ti possa salvare. E allora tu mi dirai: “Non c’è speranza”. No, questo non si può dire. Le risorse dell’uomo sono imprevedibili. Si potrebbe forse cominciare a pensare o anche a operare nel senso di un cambiamento sostanziale dell’animale uomo. Una specie di… mutazione antropologica. Giorgio Gaber, “L’ingenuo parte 2”, 1999</em></p>
<p>Nella premessa iniziale si era scelto di focalizzare lo studio sulle imprese, tuttavia in chiusura non possiamo esimerci dall’allargare lo sguardo a tutto il contesto sociale ed economico del territorio. Nel farlo aggiungiamo un’ulteriore suggestione colta negli scritti di Baricco. Anch’egli affronta il tema della perdita di senso della società e della discontinuità. Secondo Baricco è in corso una mutazione che non può essere spiegata con il normale affinarsi di una civiltà, ma sembra essere, più radicalmente, il tramonto di una civiltà e, forse, la nascita di un’altra. Lo scrittore opera una distinzione tra “nuovi barbari” ed “”imbarbariti”. Ai primi dà un’accezione positiva, sono coloro che portano la discontinuità, che creano il nuovo. Gli imbarbariti sono coloro che oramai si sono omologati e, per certi versi, hanno smarrito il senso.</p>
<p>E cita anche qualche esempio: “Quando penso ai barbari penso a gente come Larry Page e Sergey Brin (i due inventori di Google) o Steve Jobs (tutto il mondo Apple) o Jimmy Wales (fondatore di Wikipedia). Quando penso agli imbarbariti penso alle folle che riempiono i centri commerciali o al pubblico dei reality show. Quando penso ai barbari penso a Mozart (il Don Giovanni sembrò piuttosto barbaro all’imperatore che lo pagò) e quando penso agli imbarbariti penso alle signorine aristocratiche che strimpellavano ottusamente sonatine di Salieri nei loro saloni cadenti”.</p>
<p>Di solito le grandi mutazioni scattano esattamente quando scattano simultaneamente i due fenomeni, e in modo spesso inestricabile. Da una parte una certa civiltà marcisce, dall’altra una nuova civiltà insorge (anche nel senso di ribellione). E’ lo spettacolo davanti a cui ci troviamo adesso: ma bisogna stare molto attenti a isolare, all’interno di un unico grande movimento, le due forze opposte che stanno lavorando. Baricco conclude affermando: “… perché non ci arrendiamo all’idea che l’imbarbarimento è una sorta di scarico chimico che la fabbrica del futuro non può fare a meno di produrre?”</p>
<p>In quest’ultima considerazione si può leggere una nota di speranza. Essere nuovi barbari, essere resilienti, saper determinare la propria posizione nella curva ad S: tutto ciò sembra impossibile, senza speranza, all’interno di un imbarbarimento collettivo che appare ogni giorno più evidente. Tuttavia, nella società come nelle dinamiche economiche, con ogni probabilità vi è già al lavoro una fabbrica del futuro, vi sono nuovi barbari che stanno tentando di creare la discontinuità. Una fabbrica del futuro che ancora sfugge ai nostri numeri, anch’essi imbarbariti.</p>
<p>E, forse, per iscriversi alla fabbrica del futuro, basterebbe pochissimo, per creare la discontinuità e “fare la propria rivoluzione” sarebbe sufficiente “mangiare un’idea” e perseguirla con coraggio, “cercare nuovi ideali e ritrovare l’antica emozione di avere le ali”, “essere certi di cambiare la propria vita se si potesse cominciare a dire noi”. Sì, forse come sostiene Giorgio Gaber, non è da ingenui pensare che basterebbe pochissimo…</p>
<p><em>Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo …e leggere i giornali. <strong>Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente</strong>. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche, perché la vera posta in gioco è la nostra vita. Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del destino, del lavoro e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini.  Basterebbe opporsi all’idea di calpestare gli altri, ma anche alla finta uguaglianza. </em></p>
<p><em>Smascherare le nostre presunte sicurezze, smascherare la nostra falsa coscienza sociale. Subito. Qui e ora. Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo con l’illusione della cosiddetta solidarietà. Rendersi conto che la crescita del mercato può anche essere indispensabile alla nostra sopravvivenza, ma che la sua inarrestabile espansione ci rende sempre più egoisti e volgari. </em></p>
<p><em>Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia. Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese. La spinta utopistica è subito. Qui e ora.</em></p>
<p><em> Giorgio Gaber, “Una nuova coscienza”, 1999</em></p>
<p><em><a href="http://www.fe.camcom.it/servizi/giornata-delleconomia/giornata-dell-economia/9a-giornata-delleconomia/view?searchterm=imprese%20per%20fatturato" target="_blank">9° giornata dell&#8217;economia -   Ferrara,  6 maggio 2011</a><br />
</em></p>
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		<title>Festival dell&#8217;economia</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/05/27/festival-delleconomia/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 06:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>

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		<description><![CDATA[Si alza il sipario sulla sesta edizione del Festival dell&#8217;Economia.  Giovedì 26, infatti, alle 17.30 al Teatro Sociale di Trento il  premio Nobel Amartya Sen terrà la sua lectio su &#8220;I confini della libertà  economica&#8221;. L&#8217;appuntamento di giovedì 26 è a cura della Federazione  trentina della Cooperazione. L&#8217;ingresso è, come tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si alza il sipario sulla sesta edizione del Festival dell&#8217;Economia.  Giovedì 26, infatti, alle 17.30 al Teatro Sociale di Trento il  premio Nobel Amartya Sen terrà la sua lectio su &#8220;I confini della libertà  economica&#8221;. L&#8217;appuntamento di giovedì 26 è a cura della Federazione  trentina della Cooperazione. L&#8217;ingresso è, come tutti gli appuntamenti  della kermesse internazionale, libero e gratuito. Alle 16, un&#8217;ora e  mezza prima dell&#8217;incontro, saranno in distribuzione i biglietti presso  la cassa del Teatro trentino. Un maxi schermo collocato in piazza Duomo  proietterà la diretta in tempo reale. Sul sito <a title="www.festivaleconomia.it" href="http://www.festivaleconomia.it/">www.festivaleconomia.it</a> sarà possibile seguire lo streaming web. Anche gli incontri del  pomeriggio di Napoli (il 28 maggio a partire dalle 15) potranno essere  visti da piazza Duomo e dal sito del Festival. Sono previsti due  incontri con la stampa, uno per quella locale (prima) e uno per la  stampa nazionale (dopo). Ricordiamo ai colleghi che è importante  accreditarsi per tutti gli incontri del Festival. Sul sito è pubblicato  il modulo di accredito. &#8211; </strong><br />
Tutto è pronto, si parte: giovedì 26 alle 17.30 ha inizio la sesta edizione con<br />
un incontro di grande significato. Protagonista è il raffinato intellettuale di<br />
origine indiana Sen che dice &#8220;a volte le regole aumentano la libertà invece di<br />
restringerla, ma occorre prima mettersi d&#8217;accordo sul significato di libertà.<br />
La libertà è la virtù più importante per l&#8217;uomo e va sempre preservata.<br />
Chiediamoci quali sono i fattori che causano una limitazione di libertà. Uno di<br />
questi è la disoccupazione&#8221;. La domanda che occorre farsi è, secondo Amarya<br />
Sen, che cosa dobbiamo fare, a livello economico, per ampliare la libertà di<br />
tutti, degli individui, della collettività, delle aziende.<br />
Dalle 16 del 26 maggio sono in distribuzione gratuita i biglietti dei 650 posti<br />
del Teatro Sociale. Ogni persona potrà ritirarne due. Chi non riuscirà ad<br />
entrare in teatro, potrà assistere alla lectio di Sen da piazza Duomo o<br />
direttamente dal sito <a title="www.festivaleconomia.it" href="http://www.festivaleconomia.it/">www.festivaleconomia.it</a><br />
Due giorni dopo comincia a Napoli, nelle Catacombe di san Gennaro &#8211; Rione<br />
Sanità, l&#8217;anteprima dedica al sommerso e all&#8217;economia da svelare. Quattro<br />
appuntamenti sull&#8217;economia informale, il sommerso e la cultura del lavoro senza<br />
legalità. Come per ogni appuntamento del Festival, come sempre, l&#8217;ingresso è<br />
libero e gratuito. (fs)</p>
<p>Il programma completo al link:<a href="http://2011.festivaleconomia.eu/programma" target="_blank"> http://2011.festivaleconomia.eu/programma</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La leggenda del Piave</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/05/24/cicero-pro-domo-sua-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 06:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[araba fenice]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[ICI]]></category>

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		<description><![CDATA[
Riportiamo, come consentito, il seguente articolo di Eugenio Benetazzo:
POROCAN
Il Sig. Francesco è un  pensionato di Vicenza che ha visto crollare del 30% il valore  dell’appartamento residenziale che aveva acquistato con la liquidazione  mettendolo tosto in affitto al fine di integrare la sua modesta  pensione. Investire la liquidazione in obbligazioni o in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/STRD20k5rYM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Riportiamo, come consentito, il seguente articolo di Eugenio Benetazzo:</p>
<h1>POROCAN</h1>
<p>Il Sig. Francesco è un  pensionato di Vicenza che ha visto crollare del 30% il valore  dell’appartamento residenziale che aveva acquistato con la liquidazione  mettendolo tosto in affitto al fine di integrare la sua modesta  pensione. <strong>Investire la liquidazione</strong> in obbligazioni o in titoli  di stato ? Dopo Argentina e Parmalat, meglio un decoroso appartamento  residenziale in Viale S. Lazzaro in prossimità del centro storico della  città del Palladio, almeno affitto e controvalore dell’investimento sono  sicuri e garantiti. I suoi sogni di <strong>serenità finanziaria</strong> sono  ben presto svaniti dopo la trasformazione che ha subito il quartiere in  pochi anni diventando un ghetto multietnico di nigeriani, marocchini,  rumeni e cinesi, senza dimenticare una serie di servizi accessori (prima  inesistenti) che <strong>arricchiscono notevolmente</strong> l’appeal del quartiere: prostituzione e spaccio di droga lungo ed in largo le strade e gli appartamenti.</p>
<p>Risultato  ? Gli italiani hanno iniziato a svendere uno con l’altro le abitazioni  con una gara al ribasso degna di un crollo di borsa. Adesso il Sig.  Francesco si trova con un <strong>immobile deprezzato</strong> e non ci pensa  proprio ad affittare ad extracomunitari (viste oltretutte le  problematiche di riscossione in caso di inquilini morosi nel pagamento  dei canoni). Destino beffardo ! Proprio lui che per decenni ha votato  prima la sinistra e dopo il centro sinistra, appoggiando con etica  cristiana i <strong>processi di integrazione</strong> a favore di etnie  extracomunitarie. Porocan (in dialetto veneto significa poveretto) !  Pensare che ora è il primo nella fila a denigrare quelle scellerate e  libertine politiche immigratorie senza alcun vincolo meritocratico.</p>
<p>In questi giorni i media nazionali continuano a concentrasi sugli <strong>sbarchi dei clandestini</strong> (e non migranti, non capisco perché in pochi giorni è stata cambiata  anche la loro definizione) e su cosa deve o dovrebbe fare l’Unione  Europea per aiutarci a risolvere questa situazione di emergenza. Nessuno  tuttavia si è mai soffermato a raccontarci i <strong>fenomenali benefici economici</strong> che abbiamo ottenuto dall’immigrazione extracomunitaria. Sicuramente  qualcuno che legge mi darà ora del razzista o del leghista, non me ne  preoccupo il suo lamento rappresenta una voce statisticamente poco  rilevante, infatti dagli ultimi sondaggi ormai oltre l’80% degli  italiani è unanime nel pensiero: basta con gli extracomunitari !</p>
<p>Ce  ne accorgiamo tutti a distanza di tempo: ci avevano promesso che  sarebbero entrati tecnici specializzati, architetti, docenti,  ricercatori e professionisti qualificati, invece ci troviamo con  manovali generici, camerieri che parlano a mala pena l’italiano,  badanti, prostitute e spacciatori. Persino il primo ministro inglese, <strong>David Cameron</strong> (forse il migliore primo ministro del pianeta al momento) ha  sentenziato di recente la fine ed il fallimento del multiculturalismo.  Questo non è razzismo, ma <strong>semplicemente buon senso</strong>, quello che  avremmo dovuto avere tempo addietro clonando le politiche di  immigrazione più severe al mondo come quella svizzera ed australiana.</p>
<p>Gli extracomunitari sono responsabili di <strong>rimesse verso l’estero</strong> dal nostro paese per miliardi e miliardi di euro (stima ufficiale tra i  sei e sette miliardi ogni anno), hanno provocato ed indotto un  abbassamento dei livelli medi salariali delle maestranze operaie  italiane, hanno prodotto fenomeni di microcriminalità ove prima non vi  era, hanno causato la decadenza e rallentamento dei programmi scolastici  nelle scuole dell’obbligo (a causa della presenza di bambini e ragazzi  che non sanno parlare e scrivere perfettamente la lingua italiana),  hanno portato alla <strong>ghettizzazione dei quartieri residenziali: </strong>ovunque  nel mondo ci si rende conto di questo, persino nei paesi scandinavi  (con la Svezia in pole position) in cui la popolazione si è sempre  dimostrata molto disponibile al diverso.</p>
<p>Tuttavia fin tanto che  avremo ancora una minoranza della popolazione costituita da finti  perbenisti (o dai loro figli che girano in Porsche, con vestiti firmati  tipo Prada e Jeckerson) che <strong>rinnegano scioccamente</strong> quanto sopra, i  prossimi “porocan” saranno tutti gli altri italiani, i quali a distanza  di una dozzina d&#8217;anni si chiederanno di come sia stato possibile <strong>lasciar degradare il paese verso il basso</strong> senza opporre alcuna sensata resistenza. A quel punto aspettatevi anche  un peggioramento del quadro macroeconomico per l’intero paese, ricordo  ancora per chi non lo sapesse che la causa del <strong>collasso dei mutui subprime</strong> in USA è stata una scellerata politica di immigrazione affiancata da una fuorviante politica di <a href="http://www.eugeniobenetazzo.com/razza_che_ramazza.htm" target="_blank">assistenza finanziaria</a> con sussidi di stato alle classe sociali più deboli (fatalità proprio  quelle immigrate). Chi è causa del suo male, pianga se stesso.</p>
<p>http://eugeniobenetazzo.com/immigrati-pericolo-economia.htm</p>
<p>Alla luce di quanto sopra, non avendo la pretesa di affrontare problemi globali, né le contraddizioni della storia,  ci chiediamo soltanto se non sarebbe il caso di ritoccare verso il basso le tariffe ICI&#8230;</p>
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		<title>Cina e Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 06:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eurasia]]></category>

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		<description><![CDATA[“Cina e Italia: la cooperazione economica e tecnologica”
SABATO 7 MAGGIO ORE 15,30, PALAZZO CARANDINI, VIA DEI SERVI 5
Invito  SABATO 7 MAGGIO ORE 15,30, PALAZZO CARANDINI, VIA DEI SERVI 5  Modena, “Cina e Italia: la cooperazione economica e tecnologica” All’incontro, aperto a tutti ed in particolare al mondo  dell’imprenditoria, saranno presenti, tra gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Cina e Italia: la cooperazione economica e tecnologica”</strong><br />
SABATO 7 MAGGIO ORE 15,30, PALAZZO CARANDINI, VIA DEI SERVI 5</p>
<p>Invito  SABATO 7 MAGGIO ORE 15,30, PALAZZO CARANDINI, VIA DEI SERVI 5  Modena, “Cina e Italia: la cooperazione economica e tecnologica” All’incontro, aperto a tutti ed in particolare al mondo  dell’imprenditoria, saranno presenti, tra gli altri, il Dott. Yin Jun,  direttore dell’Ufficio Sviluppo Scientifico e tecnologico  dell&#8217;Ambasciata Cinese in Italia e l&#8217;ex Generale Fabio Mini curatore  della rubrica “Taccuino Strategico” sul quotidiano “La Repubblica”.    Pensare alla cooperazione economica e a quella tecnologica con la Cina.  Per aprire nuovi scenari non solo di collaborazione, ma anche di  sviluppo aziendale e imprenditoriale sul piano  dell’internazionalizzazione. Per capire le evoluzioni e le prospettive  non solo finanziarie, ma anche geopolitiche che si stanno prospettando  nella cosiddetta &#8216;Era del Dragone&#8217;. Sono solo alcuni degli argomenti che  verranno affrontati e approfonditi nel corso dell&#8217;incontro “Cina e  Italia. La cooperazione economica e tecnologica”.  Il seminario, rivolto agli imprenditori ma aperto a tutti, è organizzato  dalle Associazioni culturali modenesi Pensieri in Azione e Terra e  identità in collaborazione con la rivista di studi geopolitici Eurasia e  ISAG &#8211; l&#8217;Istituto Alti Studi Geopolitici e Scienze Ausiliarie &#8211; e si  terrà sabato 7 maggio 2011 alle ore 15,30 presso la sala convegni del  Banco San Geminiano e San Prospero, palazzo Carandini, via Dei Servi 5,  in centro storico a Modena.   Ospiti dell&#8217;incontro saranno il Dott. Yin Jun, direttore dell&#8217;Ufficio  per lo Sviluppo Scientifico e Tecnologico dell&#8217;Ambasciata della  Repubblica Popolare Cinese in Italia e il Gen. Fabio Mini già addetto  militare presso l&#8217;Ambasciata Italiana in Cina, oggi curatore della  rubrica “Taccuino Strategico” sul quotidiano “La Repubblica”.  Saranno presenti inoltre, il direttore della Rivista di studi  geopolitici Eurasia Tiberio Graziani, Alida Bellosi direttrice  dell&#8217;ISTEC – CNR (Istituto di scienza e tecnologia dei materiali) di  Faenza e il modenese Stefano Prampolini esperto di  internazionalizzazione d&#8217;impresa.</p>
<p><a href="http://www.eurasia-rivista.org/9018/cina-e-italia-la-cooperazione-economica-e-tecnologica-il-7-maggi">http://www.eurasia-rivista.org/9018/cina-e-italia-la-cooperazione-economica-e-tecnologica-il-7-maggi</a></p>
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		<title>Amen!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 03:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[araba fenice]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[capitale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la retorica del centocinquantenario, quella del 25 aprile arriva prontamente quella del 1° maggio.
Giusto perché sia chiaro, una volta per tutte, che il tempo delle illusioni è finito da un pezzo, riportiamo integralmente un articolo di Paolo Barnard:
Il 24/25 Marzo scorso il Consiglio Europeo ha approvato la proposta della Commissione Europea per un Patto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la retorica del centocinquantenario, quella del 25 aprile arriva prontamente quella del 1° maggio.</p>
<p>Giusto perché sia chiaro, una volta per tutte, che il tempo delle illusioni è finito da un pezzo, riportiamo integralmente<a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=8227" target="_blank"> un articolo di Paolo Barnard</a>:</p>
<p>Il 24/25 Marzo scorso il Consiglio Europeo ha approvato la proposta della Commissione Europea per un <strong>Patto per l’Euro</strong>, la cosa più scellerata finora voluta da coloro che sono decisi a rovinare milioni di vite umane per l’interesse di pochi. Ecco i punti decisi:</p>
<p>-       La Commissione Europea sarà al centro di ogni controllo sull’applicazione delle seguenti decisioni da parte dei governi dell’Eurozona.</p>
<p>-       La Grecia completi pienamente e velocemente il programma di privatizzazioni da 50 miliardi di euro che le è richiesto.</p>
<p>-       La competitività sarà giudicata sulla base degli aggiustamenti dei salari e della produttività, sarà monitorato il costo del lavoro. Si afferma che l’aumento del reddito di lunga durata può erodere la competitività. In sintesi: meno paghe e lavorare di più.</p>
<div>
</div>
<p>-       Sul costo del lavoro: rivedere i meccanismi di contrattazione salariale a livello centrale, riconsiderare gli aumenti legati al costo della vita, non permettere agli stipendi pubblici di minare la competitività degli stipendi nel settore privato.</p>
<p>-       Sulla occupazione: promuovere la “Flessicurezza” (!!), flessibilità e sicurezza dell’impiego, come dire di aumentare le vendite di auto e migliorare la respirabilità dell’aria.</p>
<p>-       Le pensioni si dovranno calcolare sulla base della loro sostenibilità da deficit, cioè: il deficit dello Stato sarà giudicato in base a quanto esso spende per pensioni, sanità e ammortizzatori sociali, e non, guarda caso, per le spese militari, per le parcelle alle megabanche che mediano sulle privatizzazioni, per il salvataggio dei banchieri con soldi pubblici, o per gli sgravi fiscali per i ricchi.</p>
<p>-       Le pensioni future andranno calcolate in base all’aspettativa di vita del lavoratore, indipendentemente dal tipo di lavoro. No comment.</p>
<p>-       E, GRAN FINALE, gli Stati aderenti dovranno passare leggi in Parlamento per dichiarare <strong><span style="text-decoration: underline;">illegale</span></strong> il deficit di bilancio che supera il 3% del PIL come stabilito dal micidiale Patto di Stabilità, quello che sta distruggendo l’Europa. Cioè: la spesa a deficit dello Stato, unico mezzo legittimo nello Stato per arricchire i cittadini creando piena occupazione e pieno Stato Sociale (spiegato ne Il Più Grande Crimine), sarà un reato punibile per legge. Cioè ancora: essere Stato sarà reato.</p>
<p>-       La quasi totalità di queste misure furono suggerite alla Commissione dalla lobby industriale e finanziaria Business Europe prima che giungessero l’11 di Marzo 2011 ai capi di Stato e di governo dell’Eurozona.</p>
<p>Con questo vi lascio, e chiudo la mia presenza di giornalista in questo sito e altrove in Italia. Non rispondo a mail di lettori.</p>
<div>Paolo Barnard<br />
Fonte: www.paolobarnard.info<br />
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=223<br />
26.04.2011</div>
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		<title>L&#8217;impresa irresponsabile</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/04/16/limpresa-irresponsabile/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 09:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Credo  sia necessario chiedersi perché negli ultimi mesi, nel nostro  territorio, vi sia un proliferare di richieste di insediamento di  centrali a biogas.
A  Bondeno già da 6 mesi è in funzione il polo di Energy Renews con 4  centrali da 1 megawatt, nel Comune di Vigarano Mainarda sono già  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3666" href="http://www.bondeno.com/2011/04/16/limpresa-irresponsabile/marmagna/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3666" title="marmagna" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/marmagna-287x400.jpg" alt="" /></a>Credo  sia necessario chiedersi perché negli ultimi mesi, nel nostro  territorio, vi sia un proliferare di richieste di insediamento di  centrali a biogas.</p>
<p>A  Bondeno già da 6 mesi è in funzione il polo di Energy Renews con 4  centrali da 1 megawatt, nel Comune di Vigarano Mainarda sono già  iniziati i lavori, e le conseguenti proteste degli abitanti, per una  centrale, da 1 megawatt, in Via Frattina.</p>
<p>E’  già stata depositata da oltre 1 mese presso il Comune di Bondeno la  richiesta per una nuova centrale da 1megawatt in Via Saccona. Così come  pare vi sia l’interessamento per insediare un’altra centrale dello  stesso tipo nel Comune di Poggio Renatico.</p>
<p>Non  parliamo, poi, del numero di richieste di insediamento pervenute presso  il Comune di Ferrara. Mi sembra palese che ci troviamo di fronte ad un  business per chi si cimenta nell’impresa di produrre energia da fonti  rinnovabili, con l’utilizzo di prodotti agricoli. Questo grazie ai  certificati verdi di cui potranno usufruire per 15 anni.</p>
<p>Il  problema vero è che questo tipo di centrale è nato ed ha la sua ragione  primaria quando è a corredo di un allevamento zootecnico o suinicolo e  sfrutta, producendo energia, gli scarti degli allevamenti o delle  produzioni agricole. Io mi sono detto favorevole a questo tipo di  produzione di energia proprio perché il processo anaerobico che è alla  base del loro funzionamento non è in alcun modo inquinante, ma il loro  proliferare rischia di creare veri problemi, oltre a quelli per gli  insediamenti civili nelle loro vicinanze, per la sostenibilità delle  produzioni agricole e per la reale economicità di questo tipo di  produzione di energia. Per tacere delle problematiche che su vasta scala  si stanno producendo distogliendo derrate alimentari dall’utilizzo  umano o animale per produrre energia. Non è di oggi il notevole aumento  del costo delle materie prime per l’alimentazione umana che crea  problemi alimentari di notevole importanza per il mezzogiorno del mondo.  Altro problema evidente è nel fatto che derrate alimentari che si sono  ottenute consumando energia siano utilizzate non per l’alimentazione ma  per produrre nuova energia. Basti dire che per coltivare un ettaro di  mais occorrono 8 milioni di calorie, il mais prodotto in quell’ettaro se  avviato al biogas produrrà 9 milioni di calorie! Questi due fatti  combinati insieme, a lungo andare, potranno creare, e stanno già  creando, notevoli problemi di squilibrio di risorse alimentari e di  sostenibilità energetica che certo non possiamo risolvere a livello  locale. Al nostro livello, però, dovremo lavorare affinchè questi  insediamenti, considerati da più parti industrie insalubri non creino  troppi problemi alle famiglie che vivono nelle loro vicinanze. A  Bondeno, ormai da settembre, dalla centrale a biogas ciclicamente vi è  l’emissione di odori insostenibili per chi abita nella zona e non solo.  Un problema che non può più essere tollerato ancora a lungo e va risolto  con estrema urgenza. In Via Frattina viene costruita una centrale, con  conseguente passaggio di autocarri e trattori agricoli di grandi  dimensioni, su una strada inibita al traffico pesante, dove è difficile  il passaggio contemporaneo di due automobili. Ora ci troviamo con  l’insediamento di una centrale a biogas in Via Saccona. Anche in questo  caso non mancano problemi di viabilità, che dovranno essere  approfonditi. Ricordo a tutti che Via Canal Bianco è stata rifatta 4  anni fa. Era in condizioni pietose per il fondo stradale avvallato e  semidistrutto. Il tratto di competenza del Comune di Vigarano, rifatto  qualche anno prima, ripresenta avvallamenti consistenti. Credo che serva  ripensare a ciò che stiamo facendo. Qualche centrale poteva avere una  ragion d’essere, il business che si è creato ci porterà solo grandi  problemi sia a livello generale sia a livello locale.</p>
<p><em><strong>Giovanni Nardini</strong></em></p>
<p><em><strong>Consigliere Comunale e Provinciale PD</strong></em></p>
<p><em>L&#8217;impresa irresponsabile</em>, Luciano Gallino, Euro. 11,38<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788806198701/gallino-luciano/impresa-irresponsabile.html?shop=2912"><br />
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</a></p>
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		<title>Pensare da città</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/04/12/pensare-la-citta/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 09:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[araba fenice]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il 2 e 3 aprile si è svolto a Mirandola un interessante convegno &#8220;Pensare la città&#8221; (potete scaricare qui il programma in PDF e gli atti in video sono reperibili presso la biblioteca comunale &#8220;E.Garin&#8221;).
Uno dei temi trattati era che immagine di sé restituisce la città ad un visitatore occasionale; non era la prima volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2500" title="3aprile" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/3aprile.jpg" alt="" /></p>
<p>Il 2 e 3 aprile si è svolto a Mirandola un interessante convegno &#8220;Pensare la città&#8221; <a href="http://virtuale.bondeno.com/cronaca/pensare%20la%20città.pdf" target="_blank">(potete scaricare qui il programma i</a>n PDF e gli atti in video sono reperibili presso la biblioteca comunale &#8220;E.Garin&#8221;).</p>
<p>Uno dei temi trattati era che immagine di sé restituisce la città ad un visitatore occasionale; non era la prima volta che andavo a Mirandola e il Castello del Pico non passa certo inosservato, e quel sabato pomeriggio in piazza si vedevano vecchi trattori, gonfiabili per i bambini e molti immigrati.</p>
<p>Chi la frequenta per lavoro, sa anche della chiusura di molte aziende del biomedicale che sono state il fulcro dell&#8217;economia della zona in un recente passato.</p>
<p>A questo punto mi sono chiesto quale immagine restituisce di sé Bondeno (invito anche i lettori allo stesso esercizio e magari ad inviarci un commento con la loro risposta).</p>
<p>Evidentemente le immagini sono tante quante le chiavi di lettura (storica, economica, culturale etc) e tanto più complete quanto più approfondita è la conoscenza del territorio, ma vediamo di semplificare.</p>
<p>Partiamo dalla auto-definizione che si legge sotto al cartello stradale:  paese del pane e delle sagre, però sia Panaria (diventata Panarea) che il Misen sono state dirottate altrove, probabilmente a causa di uno spazio fiera senza parcheggio, nonostante la adiacente area dell&#8217; ex-zuccherificio ancora inutilizzata.</p>
<p>Questo aggiunge un altro tassello al mosaico: Bondeno, descritta sulle  guide degli anni &#8216;50 come fiorente centro agricolo di trasformazione agro-alimentare, ha chiuso le attività del settore, seguendo il trend dell&#8217;economia globale (per l&#8217;analisi della quale, vi rimandiamo ai &#8220;<a href="http://www.lulu.com/afenice" target="_blank"> Quaderni di Bondeno.com&#8221;</a>).</p>
<p>Le attività di sostituzione dei vari vuoti lasciati (abbiamo più volte per questo definito Bondeno il paese degli &#8220;ex&#8221;) non sono ancora partite; ma rimangono un paio di punti fermi per i quali Bondeno costituisce una meta: il ristorante Tassi e l&#8217;Armony di Montemerlo.</p>
<p>Non vorrei che l&#8217;accostamento scandalizzasse i benpensanti, ma è un fatto che quando si dichiara ad un interlocutore esterno la nostra provenienza, sono questi i due riferimenti citati.</p>
<p>Ultimamente si è inventato il festival celtico, ma è a Stellata (così come il mercatino mensile) e questa frazione , anche per la riconoscibilità data dalla Rocca, assurge quasi come paese a sé.</p>
<p>Alle porte di Bondeno si ergono ben altri monumenti (ringraziamo Lauro Casoni per la bella foto concessaci della centrale a biogas) e non vorremmo che fossero questi a moltiplicarsi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2501" title="biogas" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/biogas.jpg" alt="" /></p>
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		<title>L&#8217;Italia e gli italiani</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/03/31/litalia-e-gli-italiani/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 17:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Finale Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ITALIA E GLI ITALIANI: TELECONFERENZA A FINALE EMILIA
150 anni di storia politica e culturale: continua il ciclo di conferenze della Fondazione Collegio San Carlo proiettate in diretta nella Sala Consiliare del Municipio di Finale Emilia Piazza Verdi 1.
Venerdì 1 aprile 2011 ore 17.30 sul tema: La cultura dell’anomalia: L’Italia e gli altri, con la partecipazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;ITALIA E GLI ITALIANI: TELECONFERENZA A FINALE EMILIA</strong></p>
<p>150 anni di storia politica e culturale: continua il ciclo di conferenze della Fondazione Collegio San Carlo proiettate in diretta nella Sala Consiliare del Municipio di Finale Emilia Piazza Verdi 1.<br />
<strong>Venerdì 1 aprile</strong> 2011 ore 17.30 sul tema: <strong>La cultura dell’anomalia: L’Italia e gli altri</strong>, con la partecipazione di <strong>Donald Sassoon</strong>, docente al <em>Queen Mary College, University of London</em>, presiede: <strong>Carla Bagnoli</strong>.<br />
<strong>Donald Sassoon</strong> è professore di Storia europea comparata presso il <em>Queen Mary College</em> dell&#8217;Università di Londra e membro del <em>Centre for the Study of the History of Political Thought</em> presso lo stesso College. In Italia ha pubblicato: <em>Cento anni di socialismo. La sinistra nell&#8217;Europa occidentale del XX secolo</em> (Roma 1997); <em>Il mistero della Gioconda. La storia di un dipinto attraverso le immagini </em>(Milano 2006); <em>La cultura degli europei dal 1800 a oggi</em> (Milano 2008); <em>Come nasce un dittatore. Le cause del trionfo di Mussolini</em> (Milano 2010).<br />
<em>“Come in altre nazioni europee</em> – sostiene il professore Donald Sassoon &#8211; <em>anche l’Italia è dovuta diventare uno Stato sociale, conseguito e mantenuto  sul presupposto che lo sviluppo economico sarebbe stato costante. In Italia fu così per gran parte degli anni cinquanta e buona parte degli anni sessanta. Sviluppo economico e Stato sociale hanno costituito la base per il compromesso non scritto tra gruppi economici dominanti e classe operaia, che ha assicurato un notevole grado di pace sociale in una parte dell’Europa del periodo postbellico. </em><em><br />
</em><em>I problemi si profilarono negli anni sessanta e aumentarono negli anni settanta, quando lo sviluppo economico rallentò, quando l’espansione del settore terziario collegato con lo Stato sociale fu sostenuta da un settore industriale in crisi, quando la base finanziaria della spesa pubblica si fece più ristretta causando tendenze inflazionistiche.” </em><em><br />
</em>I prossimi incontri: <strong>Venerdì 6 maggio</strong> ore 17.30 <strong>L’Italia nel mondo, il mondo in Italia (1945-2011),</strong> con <strong>Lucio Caracciolo</strong> Direttore della rivista “Limes” e <strong>Federico Romero</strong> dell’Università di Firenze. Presiede: <strong>Marina Murat</strong>.<br />
<strong>Venerdì 3 giugno</strong> ore 17.30: <strong>L’Italia repubblicana</strong>, conferenza tenuta da <strong>Simona Colarizi</strong> dell’Università di Roma “La Sapienza”. Presiede: <strong>Leonardo Paggi</strong>.<br />
<strong>INGRESSO GRATUITO</strong>. A richiesta si rilasciano <strong>attestati di partecipazione</strong>. Il ciclo gode dell&#8217;accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (DM 18 luglio 2005).<br />
Per informazioni: Fondazione Collegio San Carlo via San Carlo 5, Modena &#8211; tel. 059/421240 &#8211; fax 059/421260, <span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:cc@fondazionesancarlo.it">cc@fondazionesancarlo.it</a></span> &#8211; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fondazionesancarlo.it/">www.fondazionesancarlo.it</a></span>. Biblioteca Comunale di Finale Emilia: tel. 0535 788331 &#8211; <span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:biblio.finale@cedoc.mo.it">biblio.finale@cedoc.mo.it</a></span>.</p>
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