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	<title>bondeno.com &#187; filosofia</title>
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		<title>Tutti vogliono essere felici</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 05:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Pieve di Cento]]></category>

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		<description><![CDATA[A causa del maltempo, l&#8217;avvio del corso a cura di Libera Università è rimandato al 15 febbraio




Cosa



Associazionismo
Formazione
Conferenze e convegni





Quando
08/02/2012
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A causa del maltempo, l&#8217;avvio del corso a cura di Libera Università è rimandato al 15 febbraio</p>
<div>
<table summary="Dettagli dell'evento">
<tbody>
<tr>
<th>Cosa</th>
<td>
<div id="parent-fieldname-subject">
<ul>
<li>Associazionismo</li>
<li>Formazione</li>
<li>Conferenze e convegni</li>
</ul>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<th>Quando</th>
<td>08/02/2012<br />
da                               <abbr id="parent-fieldname-startDate" title="2012-02-08T00:00:00+01:00"> 12:00 am </abbr> al                             <abbr id="parent-fieldname-endDate" title="2012-02-08T00:00:00+01:00"> 12:00 am </abbr></td>
</tr>
<tr>
<th>Dove</th>
<td>Biblioteca Comunale, Pieve di Cento</td>
</tr>
<tr>
<th>Aggiungi l&#8217;evento al calendario</th>
<td><a title="Aggiungi questo elemento al tuo calendario vCal" href="http://www.comune.pievedicento.bo.it/servizi-on-line/events/2012-gennaio-febbraio-marzo/copy2_of_201ctutti-vogliono-essere-felici201d../vcs_view"> <img title="vCal export" src="http://www.comune.pievedicento.bo.it/servizi-on-line/events/2012-gennaio-febbraio-marzo/copy2_of_201ctutti-vogliono-essere-felici201d../icon_export_vcal.png" alt="" width="16" height="16" /> vCal</a><br />
<a title="Aggiungi questo elemento al tuo calendario iCal" href="http://www.comune.pievedicento.bo.it/servizi-on-line/events/2012-gennaio-febbraio-marzo/copy2_of_201ctutti-vogliono-essere-felici201d../ics_view"> <img title="iCal export" src="http://www.comune.pievedicento.bo.it/servizi-on-line/events/2012-gennaio-febbraio-marzo/copy2_of_201ctutti-vogliono-essere-felici201d../icon_export_ical.png" alt="" width="16" height="16" /> iCal</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div id="parent-fieldname-text">
<p><img src="http://www.comune.pievedicento.bo.it/immagini/loghi-stemmi-icone/libera_universita.jpg/image_preview" alt="Libera Università" /></p>
<p>Tutti gli esseri vogliono essere felici ma se io non so come fare mi ammalo.</p>
<p>Posso sostituire pensieri e credenze che mi danneggiano così ritrovo  l&#8217;armonia dei piani di esistenza, nel corpo e nell&#8217;anima. Sto meglio io e  chi mi sta vicino.</p>
<p>Docente: dott.ssa Fiorella Chiarini</p>
<p>Date:  1, 8, 15, 22  Febbraio 2012</p>
<p><strong>Orario : 15.30 &#8211; 17.00</strong></p>
<p>Sede del Corso: Biblioteca Comunale, Pieve di Cento</p>
<p>Contributo: 24 €</p>
<p><strong><a title="Corsi e attività A.A. 2011-2012" href="http://www.comune.pievedicento.bo.it/a-proposito-di../cultura/corsi-progetti-culturali/libera-universita/anno-accademico-2011-2012/calendario-delle-attivita">&#8230; consulta il calendario dei corsi online&gt;&gt;</a></strong></p>
<p><strong><a title="Programma corsi LU 2011-12" href="http://www.comune.pievedicento.bo.it/documenti-vari/Depl-corsi2012-2.pdf">&#8230; scarica il depliant . pdf con il programma dei corsi&gt;&gt;</a></strong></p>
</div>
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		<title>Infiniti mondi</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/12/24/infiniti-mondi/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 05:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Giordano Bruno]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ha anticipato di circa 300 anni le moderne ipotesi di fisica quantistica, ma a lui è andata meno bene che a Galileo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/GJJa_jOvgks?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/GJJa_jOvgks?version=3&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Ha anticipato di circa 300 anni le moderne ipotesi di fisica quantistica, ma a lui è andata meno bene che a Galileo.</p>
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		<title>Filosofi sull&#8217;Oglio</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 07:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Kant]]></category>
		<category><![CDATA[moralità]]></category>

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		<description><![CDATA[«La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici,
ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità»
I. Kant
DIGNITÀ È IL TEMA SCELTO PER LA SETTIMA EDIZIONE
Dopo Le stagioni della vita, Geografia delle passioni, Vizi e virtù,  Destino, Corpo, Felicità è Dignità il tema della settima edizione del  Festival Filosofi lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici,<br />
ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità»<br />
I. Kant</p>
<p><strong>DIGNITÀ È IL TEMA SCELTO PER LA SETTIMA EDIZIONE</strong></p>
<p>Dopo Le stagioni della vita, Geografia delle passioni, Vizi e virtù,  Destino, Corpo, Felicità è Dignità il tema della settima edizione del  Festival Filosofi lungo l’Oglio, che si terrà, come è tradizione, nei  mesi di giugno e luglio 2012. Tema evocato da più parti nella nostra  contemporaneità, trova la sua origine nell’esigenza enunciata da I. Kant  come seconda formula dell’imperativo categorico: «Agisci in modo da  trattare l’umanità, tanto nella tua persona come nella persona di ogni  altro, sempre anche come un fine e mai unicamente come un mezzo». Questo  imperativo stabilisce che ogni uomo, anzi ogni essere ragionevole, come  fine in se stesso, possiede un valore intrinseco.</p>
<p>Ancora il filosofo di Königsberg, nella Fondazione della metafisica  dei costumi, contrariamente a quanto sostiene Hobbes nel Leviatano,  afferma che «nel regno dei fini tutto ha un prezzo o una dignità. Il  posto di ciò che ha un prezzo può essere preso da qualcos’altro di  equivalente; al contrario ciò che è superiore ad ogni prezzo, e non  ammette nulla di equivalente, ha una dignità. […] Dunque la moralità è  la condizione esclusiva affinché un essere ragionevole possa essere un  fine in sé, perché soltanto in base ad essa questo essere può  costituirsi a membro legislatore del regno dei fini. Ecco perché  soltanto la moralità, e l’umanità in quanto capace di moralità, possono  avere dignità».</p>
<p>Questi concetti kantiani ritornano nello stesso F. Schiller in Grazia  e Dignità: «La dominazione degli istinti mediante la forza morale è la  libertà dello spirito e l’espressione della libertà dello spirito nel  fenomeno si chiama Dignità».</p>
<p>Si tratta di un concetto importante della tradizione filosofica e di  una questione calda del nostro tempo. Nell’incertezza delle valutazioni  morali del nostro mondo, incertezza che a più riprese ci fa parlare di  un dis-orientamento pericoloso dell’esserci, si potrebbe anche dire,  usando le parole di Heidegger, di una tangibile afflizione della  fatticità, l’esigenza della dignità si rivela come una pietra di  paragone fondamentale per l’accettabilità degli ideali e delle forme di  vita instaurate o proposte.</p>
<p>Un tema con il quale la bioetica, la religione, la morale, le etiche  applicate, la politica, la vita civile e pubblica, la società liquida in  cui abitiamo non possono non misurarsi. D’altro canto, come non pensare  alla distinzione netta che Simone Weil opera tra diritto e obbligo, il  primo di ordine oggettivo, e l’altro che non può essere che  incondizionato?</p>
<p>«L’obbligo – nota l’ebrea francese nel Preludio ad una dichiarazione  dei doveri verso l’essere umano, pubblicato nel 1949 da Gallimard nella  Collana «Espoir» curata da Albert Camus – lega solo gli esseri umani.  […] L’oggetto dell’obbligo, nel campo delle cose umane, è sempre  l’essere umano in quanto tale. C’è obbligo verso ogni essere umano, per  il solo fatto che è un essere umano, senza che alcun altra condizione  abbia ad intervenire; e persino quando non gliene si riconoscesse  alcuno». Ed è sorprendente l’attualità di quanto scrive Weil allorché  elenca ciò che lei chiama i bisogni indispensabili per la vita  dell’anima: l’ordine, la libertà, l’ubbidienza, l’iniziativa e la  responsabilità, l’uguaglianza, la gerarchia, l’onore, la punizione, la  libertà di opinione, la sicurezza, il rischio, la proprietà privata, la  proprietà collettiva, la verità – il bisogno «più sacro di tutti – dice  Weil – eppure non se ne parla mai». Infine viene «il radicamento, forse,  il bisogno più importante e più misconosciuto dell’anima umana.  Mediante la sua partecipazione reale, attiva e naturale all’esistenza di  una collettività che conservi vivi certi tesori del passato e certi  presentimenti del futuro, l’essere umano ha una radice. […] Ad ogni  essere umano occorrono radici multiple. Ha bisogno di ricevere quasi  tutta la sua vita morale, intellettuale, spirituale tramite gli ambienti  cui appartiene». Ed è proprio a partire da una tale sfida che questa  avventura filo-rivierasca continua con tenacia il suo percorso, fedele  al binomio luogo-pensiero e alla propria mission: portare il filosofo in  mezzo alla gente, nella consapevolezza che la diffusa richiesta di  senso, sia un bisogno sociale da ascoltare e che va preso, davvero, sul  serio.</p>
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		<title>Lezioni di Utopia</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 16:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Finale Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si intitola &#8220;Utopia: storia e teoria di un&#8217;esperienza politica&#8221; il nuovo ciclo di lezioni del Centro Culturale della Fondazione San Carlo, in programma da ottobre a dicembre (alle ore 17.30, ingresso gratuito) e trasmesse in videoconferenza in diretta nella sala del Consiglio del Comune di Finale Emilia (piazza Verdi, 1; Info: Biblioteca tel. 0535.788331/91007). I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Si intitola &#8220;Utopia: storia e teoria di un&#8217;esperienza politica&#8221; il nuovo ciclo di lezioni del Centro Culturale della Fondazione San Carlo, in programma da ottobre a dicembre (alle ore 17.30, </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ingresso gratuito</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">) e trasmesse in videoconferenza in diretta nella sala del Consiglio del Comune di Finale Emilia (piazza Verdi, 1; Info: Biblioteca tel. 0535.788331/91007). I sette appuntamenti saranno tenuti da </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Paolo Virno</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, professore di Filosofia del linguaggio all&#8217;Università di Roma Tre (7 ottobre); </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Michele Ciliberto</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, professore di Storia della filosofia alla Scuola Normale di Pisa (12 ottobre); </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Alberto Burgio</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, professore di Storia della filosofia a Bologna (21 ottobre); </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Dario Antiseri</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, professore di Metodologia delle scienze sociali alla LUISS di Roma (4 novembre); </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Antonello La Vergata</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, docente di Storia della filosofia all&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia (11 novembre); </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Gabriella Turnaturi</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, professoressa di Sociologia a Bologna (18 novembre); </span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Marcello Flores</span></span></span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, professore di Storia contemporanea a Siena (2 dicembre).<br />
Nel corso del ciclo saranno discussi, in una prospettiva di lungo periodo, i principali nodi storici e teorici relativi alle diverse concezioni filosofiche, sociologiche e politiche del concetto di &#8220;utopia&#8221;. La finalità principale del progetto mira a rivalutare la prospettiva dell&#8217;immaginazione politica per la definizione di nuove linee-guida di sviluppo politico, sociale e culturale condensate nell&#8217;immagine della &#8220;città perfetta&#8221;.</span></span></p>
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		<title>Festival filosofia 2011</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/09/14/festival-filosofia-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 11:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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		<description><![CDATA[defato_bodei di bondenocom
Abbiamo già dedicato molti articoli all&#8217;edizione di quest&#8217;anno del festival (dal  16 al 18 settembre, come di consueto nelle tre sedi di Modena, Carpi, Sassuolo)che possiamo definire in assoluto il migliore per idee e organizzazione (lo dimostra anche il recente riconoscimento assegnatogli in sede europea).
Anche il sito ufficiale è chiaro e ben organizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailymotion.com/video/xkwes9_defato-bodei_news" target="_blank">defato_bodei</a> <em>di <a href="http://www.dailymotion.com/bondenocom" target="_blank">bondenocom</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo già dedicato molti articoli all&#8217;edizione di quest&#8217;anno del festival (dal  16 al 18 settembre, come di consueto nelle tre sedi di Modena, Carpi, Sassuolo)che possiamo definire in assoluto il migliore per idee e organizzazione (lo dimostra anche il recente riconoscimento assegnatogli in sede europea).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anche il sito ufficiale è chiaro e ben organizzato e permette di costruirsi un proprio programma personale e di stamparlo seguendo le proprie preferenze; anche noi lo abbiamo fatto e ci siamo accorti subito che (inevitabilmente) alcuni eventi coincidevano per orario.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo rimediato eliminando gli eventi di Sassuolo, pur interessanti, per la assoluta mancanza di posteggi che impedisce di raggiungere la già insufficiente area a disposizione del pubblico.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Buona invece la ricettività di Carpi e limitata quella di Modena. che ha il merito di replicare alcuni eventi in aree periferiche; insuperabile comunque il servizio offerto dal sito, dove potete vedere i filmati delle conferenze delle passate edizioni.<br />
</em></p>
<p>http://www.festivalfilosofia.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Premiato il festival filosofia</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/09/12/premiato-il-festival-filosofia/</link>
		<comments>http://www.bondeno.com/2011/09/12/premiato-il-festival-filosofia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 08:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Sassuolo]]></category>

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		<description><![CDATA[


LA COMMISSIONE UE PREMIA UN              FESTIVALFILOSOFIA SEMPRE PIU&#8217; EUROPEO


È l&#8217;unico              festival italiano ad aver ottenuto un contributo dalla Misura           [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="4" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><strong>LA COMMISSIONE UE PREMIA UN              FESTIVALFILOSOFIA SEMPRE PIU&#8217; EUROPEO<a id="art6584" name="art6584"><img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/sys_images/clear.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></a></strong></td>
</tr>
<tr>
<td id="tdBodyMessage" valign="top"><em>È l&#8217;unico              festival italiano ad aver ottenuto un contributo dalla Misura              festival del Programma Cultura dell&#8217;UE, grazie al suo carattere              internazionale: è stato selezionato tra 674 manifestazioni di tutta              Europa</em></p>
<div>
<div><strong>Oltre 30 opere e produzioni artistiche              europee</strong>, altrettanti <strong>ospiti stranieri </strong>tra<strong> filosofi e artisti</strong>, provenienti da              <strong>9 diversi paesi dell’Unione</strong>. Il              festival<em>filosofia</em> è sempre più internazionale e annuncia              un’edizione 2011 ricca di spunti oltre confine.</p>
<p>Proprio              grazie a queste caratterisriche il festival si è guadagnato un              importante riconoscimento: la manifestazione è stato <strong>l’unico              progetto italiano a essere selezionato dalla Commissione              Europea</strong>, ottenendo un contributo messo a disposizione dalla              linea “Misura Festival” del Programma Cultura 2007-2013, rivolta in              modo specifico ai festival culturali europei. Un traguardo              importante, considerando che le valutazioni sono state molto              selettive: sono stati presentati <strong>674 progetti da 32              paesi</strong>, di questi 85 erano italiani, ma soltanto 26              manifestazioni hanno ottenuto il finanziamento e il              festival<em>filosofia</em> è la sola italiana.</p>
<p>Per ogni              festival è stata valutata la qualità e il grado di              “internazionalità” del programma, in base alla presenza di filosofi              e artisti di altri paesi europei, ma anche di opere e spettacoli              stranieri: molto alto il “voto” attribuito al festivalfilosofia              dall’EACEA (Education, Audiovisual and Culture Executive Agency)              incaricata delle selezioni: <strong>97,5 punti su 100</strong>. Il              paese più premiato è stata la Francia, con 8 progetti approvati,              seguita dall’Olanda e dalla Slovenia, entrambe con 3              progetti.<br />
Grazie a questo riconoscimento anche il              festival<em>filosofia </em>potrà usufruire dei contributi europei &#8211;              fino a un massimo di 98 mila euro &#8211; così come altre manifestazioni              di grande prestigio, come il Festival d’Avignon, il Festival              d’Automne à Paris e il Belfast Festival at Queen’s.</p>
<p>Il              festival<em>filosofia</em> viene presentato come esempio di “buona              pratica” nel corso dell’<strong>infoday “Programma Cultura              2007-2013”</strong> che il Ministero per i Beni Artistici e              Culturali ha organizzato oggi a Roma. L’evento, a cui parteciperanno              esperti della Commissione UE, vuole illustrare agli addetti ai              lavori i criteri e le modalità di accesso ai bandi del Programma              Cultura; per offrire contributi esemplificativi verranno presentati              anche alcuni progetti vincitori nell’ambito del Programma: il              festival<em>filosofia</em> è il solo beneficiario nell’ambito del              settore dedicato ai festival culturali            europei.</p>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/sys_images/clear.gif" border="0" alt="" width="1" height="5" /></p>
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		<title>I menu filosofici</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 14:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[festival filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il noto filosofo e gourmet ha              ideato un percorso gastronomico che verrà proposto per tre giorni in              quasi 60 ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo.   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il noto filosofo e gourmet ha              ideato un percorso gastronomico che verrà proposto per tre giorni in              quasi 60 ristoranti ed enoteche di Modena, Carpi e Sassuolo.              Tradizione e ironia ispirano anche la “razionsufficiente”, il              cestino del festival per pranzare e cenare a 4.50 euro</em></p>
<div>La natura è l’ingrediente principale dei              <strong>nove</strong> <strong>“menu filosofici”</strong> ideati da              <strong>Tullio Gregory</strong> che verranno proposti <strong>dal 16              al 18 settembre</strong> in quasi sessanta ristoranti ed enoteche di              <strong>Modena, Carpi e Sassuolo</strong>. L’iniziativa, ormai              consolidata, sottolinea la centralità del convito nella civiltà              umana e ne celebra gli artefici di cucina e di              bottega.</p>
<p><strong>Tullio Gregory</strong> firma la sezione              “cucina filosofica” del festival<em>filosofia</em> fin dalla prima              edizione. Professore di Storia della Filosofia alla “Sapienza” di              Roma, fondatore del Centro Studi del Cnr sul Lessico intellettuale              europeo, direttore dell’Enciclopedia Italiana di scienze, lettere e              arti, edita dall’Istituto Treccani, membro del Comitato scientifico              del festival<em>filosofia </em>e noto gourmet, Gregory ha ideato              menu per pranzi e cene filosofici all’insegna della tradizione e a              partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina              dell’Emilia-Romagna (menu completi e indirizzi dei ristoranti si              possono consultare nel sito              www.festivalfilosofia.it).</p>
<p><em>“Costruire dei menu attorno al              tema della “natura”</em> – spiega Gregory – <em>è compiere              un’operazione innaturale: essendo la tavola un fatto di cultura,              essa è fortemente antagonista della natura o quanto meno trova la              sua realizzazione trasformando i prodotti cosiddetti naturali per              renderli commestibili e soprattutto gradevoli”</em>. Da qui l’idea              di articolare i menu filosofici sottolineando l’attività              dell’<em>homo faber</em> che trasforma i prodotti naturali secondo i              propri gusti, sempre più complessi ed esigenti. Ecco dunque servite              in tavola le <strong>nature liquide</strong>, diversi tipi di pesce              proposti in umido, fritti, salati, essiccati o sott’olio, le              <strong>nature vegetali</strong>, con verdure e tuberi a uso              esclusivo dei vegetariani, le <strong>nature animali</strong>,              dedicate a chi ama la carne e le <strong>nature volatili</strong>, a              base di pollo, faraona e piccione. Si prosegue con il <strong>teatro              delle meraviglie</strong>, dove trionfano i saporitissimi grassi              emiliani e le tigelle con il pesto e il cotechino, mentre nel              <strong>crudo e cotto</strong> si alternano primi caldi, secondi              stracotti, verdura e frutta freschissime. <strong>Dalla natura alla              storia</strong> propone il brodo come ingrediente principale, che              accompagna tortellini e passatelli e che viene ricavato dal gran              bollito misto, servito come secondo; la <strong>natura enciclopedica </strong>è invece la declinazione della carne di maiale: prosciutto,              arrosto, piedini e cotiche per finire col salame, stavolta di              cioccolato. Un menù più semplice ma altrettanto saporito è quello              pensato per le <strong>enoteche</strong>, dove i pasti sono più              rapidi, all’insegna di formaggi e lambrusco, anch’essi prodotti              “innaturali”, nati dal lento maturare di latte, caglio e uva.<br />
Non              manca una soluzione veloce ed economica per pranzare e cenare, che              permette di seguire i ritmi delle lezioni magistrali e di assaporare              piatti e prodotti tipici della provincia di Modena. È la              <strong>“razionsufficiente”</strong>, in vendita a 4,50 euro nei              giorni del festival<em>filosofia</em>: un primo caldo, un secondo di              carne o pesce, un contorno di verdura o legumi, pizze o panini con              misti di formaggi o di affettati, frutta, dolce e acqua: tanti mix              secondo la fantasia della bottega. Il cestino del pranzo è in              vendita a Modena al mercato coperto Albinelli, vicino a piazza              Grande, a Carpi al Circolo culturale Mattatoio, vicino a Piazzale Re              Astolfo, e a Sassuolo in diversi esercizi tra Piazzale della Rosa e              Piazza Garibaldi.</div>
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		<title>Scarti e riciclo</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 08:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:
Scarti e              riciclo
Poiché la Natura non è inerte ed              esteriore, ma è un processo, essa scarta, riproduce, riusa. Spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Scarti e              riciclo</strong></span><br />
<em>Poiché la Natura non è inerte ed              esteriore, ma è un processo, essa scarta, riproduce, riusa. Spesso              assai poco naturali, questi processi sono vere e proprie politiche,              talvolta messi in moto dal semplice passare del tempo, talaltra da              strategie umane. Fino al punto che la vita umana stessa può farsi              scarto. </em><br />
Tra le macerie di un teatro in disuso, per esempio,              ai margini della società, sommerso dalla spazzatura, reso a tutti              gli effetti egli stesso scarto di un mondo che non sa farsi carico              di lui, un senzatetto extracomunitario attraversa un’esperienza              onirica e grottesca, anomala e drammatica. È <strong>“Is              Land”</strong> lo spettacolo dell’Associazione <strong>Arte e Salute              Onlus </strong>realizzato in collaborazione col <strong>Progetto              regionale Teatro e Salute Mentale</strong> e l’Azienda USL di              Modena: per guardare in faccia le contraddizioni della realtà,              occorre liberarsi dal conformismo superstizioso che essa induce e              dare voce alle istanze di una follia che è l’unica ragione rimastaci              (Modena, sabato 17, ore 21.00).<br />
Scarti, frammenti, storditi e              infelici fino allo spreco di sé, sono anche i personaggi creati da              <strong>Francesco Bianconi</strong>. Il leader dei Baustelle in una              performance fatta di letture, sonorizzazioni e visual, accompagna il              pubblico in una rilettura della quotidianità contemporanea come              <strong>“Regno animale” </strong>agro e acido, titolo di questo              reading musicale e del suo primo romanzo. (Carpi, Piazza Garibaldi,              venerdì 16, ore 21.00).<br />
Lo scarto è talora opera del tempo. Tocca              al gesto artistico coglierne le implicazioni, come in              <strong>“Cutter”,</strong> letteralmente “taglierino”, il titolo del              lavoro di <strong>Cristian Chironi </strong>alla Galleria Betta              Frigieri di Modena (a cura di Luca Panaro). Nella sua performance              live uno strumento tagliente asporta dalle immagini stampate ciò che              è in via di estinzione o è già estinto: ghiacciai, fondali marini,              panorami naturali, fiori, piante, animali.<br />
Gli aspetti più              inquietanti della natura sono anche al centro dell’indagine dei              quattro artisti che nella mostra <strong>“Matrigna” </strong>alla              Galleria San Salvatore di Modena ne raccontano la faccia minacciosa,              in grado di generare incubi e paure. Aruzzo, Cuoghi, Sale, Argiola              utilizzano un’iconografia graffiante, ironica e disinibita, ma              comunque carica di emotività.<br />
Certe volte non c’è scarto perché              tutto si consuma. Capita col cibo – <em>junk food, fast food, finger              food </em>– inteso come scoria, rifiuto, tossina, ma anche farmaco,              rifugio dallo stress e dalla nevrosi. “Food” alla Galleria              Carteria26 è un’installazione realizzata da <strong>Fabio Bonetti e              Gianluca Rossi</strong>, che vedono il corpo umano come una macchina              “tritanatura”: la bocca, la lingua, i denti e il palato sono il              luogo dove consumare e consumarsi, dove tutto viene masticato,              triturato, impastato e buttato giù.<br />
Scarti, rifiuti, riusi:              ecologia, certo, ma anche, naturalmente, economia, luogo dove              risorse e catastrofe, energia e distruzione, sembrano              vertiginosamente convergere. Si pensi a dei barili di petrolio che              fuoriescono dal terreno, perfetti e avvenenti come frutti a cui è              impossibile resistere. L’oro nero, dono della natura e sua stessa              pericolosa minaccia è protagonista dell’installazione di              <strong>Andrea Mazzola</strong> presso la galleria modenese Punto              Arte OFF: in <strong>“Economy of Pinball”</strong> il barile,              simbolo dell’economia internazionale ed emblema di un’energia              naturale che ci permette di sopravvivere, viene trasformato              esteticamente in oggetto immortale, un “logo non logo” contemporaneo              cardine della storia umana in cui ha lasciato ricordi catastrofici              indelebili.<br />
E se è vero che nulla si distrugge, ma tutto si              trasforma, gli stessi scarti possono essere riciclati, come mostra              il grande parallelepipedo di cartoni <strong>“Pak Pak”</strong>,              realizzato da <strong>Steven Siegel </strong>ed esposto a Modena in              Piazzale Sant’Agostino. L’installazione, composta con bric Tetra              Pak, reinventa il ruolo della scultura: la espone all’usura del              tempo, integrando i processi naturali di trasformazione organica              nella creazione artistica.<br />
È una riflessione sul tema della              sostenibilità, la biodiversità, le biotecnologie, la biogenetica,              anche <strong>“Ecoimmagini e bioscritture”,</strong> la mostra              proposta dalla Biblioteca Poletti nel Palazzo dei Musei di Modena:              un’antologia degli otto numeri di Bau, il “Contenitore di Cultura              Contemporanea” prodotto con cadenza annuale dall’Associazione              culturale BAU di Viareggio.<br />
Un grande albero, dapprima spoglio e              inerte, rifiorisce a nuova vita: <strong>“PAPERPARKing”</strong> è              un’installazione di <strong>Nicoletta Boris</strong> presso la              Galleria Tik.farm di Sassuolo. Alla rinascita contribuiscono tutti:              parallelamente, infatti, laboratori creativi di <strong>Bruno              Munari</strong> guideranno grandi e bambini nella produzione di              disegni, modelli e sculture che, una volta appesi ai rami, faranno              rifiorire l’albero.<br />
È un omaggio alle liturgie della natura la              mostra <strong>“Circadiana”</strong> della Galleria Under House di              Modena: un gruppo di artisti lavorerà ininterrottamente per tutta la              durata del festival, giorno e notte, reinterpretando l’alfabeto              iconografico della natura. Al centro dei loro lavori ci saranno i              ritmi della nascita, crescita e distruzione, la poesia e la potenza              dell&#8217;elemento naturale, fino alle nuove frontiere del “naturale” e              alle tematiche ambientali.<br />
Costruire un futuro migliore per il              pianeta è la parola d’ordine della campagna <strong>ConsumAbile </strong>delle Aziende Sanitarie modenesi e della Regione Emilia              Romagna che propone un gioco di abilità per tutti: una sorta di un              grande gioco dell’oca in cui vince chi sceglie i comportamenti più              sostenibili, che consumano cioè meno suolo, aria, natura e non li              rubano alle generazioni future. In <strong>“Misura quanto sei              sostenibile”</strong> il consumatore deve saperla più lunga di              quanto non creda per imparare a “stare al mondo” (Modena, Piazza              Matteotti, sabato 17, ore        14.30-19.30).</p>
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		<title>Il paesaggio</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/08/22/il-paesaggio/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 08:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Sassuolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:
Il paesaggio: naturale e              sonoro
Tra statuto dei luoghi e rappresentazione              degli spazi, il tema del paesaggio attraversa, in molteplici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il paesaggio: naturale e              sonoro</strong></span><br />
<em>Tra statuto dei luoghi e rappresentazione              degli spazi, il tema del paesaggio attraversa, in molteplici              declinazioni, diverse attività del programma.</em><br />
A cominciare              dalla mostra <strong>“Nature is My Kingdom / La Natura è il mio              Regno”</strong>, a cura di Filippo Maggia, che la Fondazione              Fotografia della Cassa di Risparmio di Modena dedica al fotografo              statunitense <strong>Ansel Adams</strong> (1902-1984), uno dei              massimi artisti del paesaggio. Dai picchi e dalle vallate dello              Yosemite alle forme maestose dei canyon dell’Arizona, dalle fitte              foreste di sequoie giganti alle linee sinuose dei fiumi, nell’opera              di Adams i paesaggi trascendono la semplice documentazione,              rivelando la sublime magnificenza della natura. È la prima grande              mostra interamente riservata ad Adams nel nostro Paese, allestita              nei rinnovati locali dell’ex ospedale Sant’Agostino. Nel percorso di              oltre 75 opere in bianco e nero, stampe originali dell’artista, la              mostra ripercorre la carriera del fotografo e l’intenso rapporto con              la natura che ha caratterizzato tutta la sua vita, facendo emergere              il volto di un’America incontaminata e              selvaggia.<br />
<strong>“Walls”</strong> è un altro lavoro fotografico              sul paesaggio quotidiano, realizzato da <strong>Kai-Uwe              Schulte-Bunert</strong>, un’occasione per guardare ai muri entro i              quali ci muoviamo ogni giorno e nello stesso tempo per riflettere su              ciò da cui ci siamo per sempre distaccati, la natura. Anche quando è              addomesticata, come in questi scatti, la natura non si lascia              imbrigliare facilmente; rispunta fuori appena può, in muschi, frane,              grovigli, e si reimpossessa sovrana dei propri spazi (Sassuolo,              Galleria Magazzini Lab).<br />
Nei lavori di Franz Baumgartner, inclusi              nella collettiva <strong>“De Rerum Natura”,</strong> proposta dalla              Galleria 42 Contemporaneo di Modena (che propone anche opere di              Bertocchi, Borowski, Calzolari, Parisi, Shaw), il ritorno alla              figurazione prende le forme di paesaggi congelati, luoghi che              tolgono il fiato come in un’alba apocalittica.<br />
Leggere il              paesaggio e immergersi in esso, al ritmo slow di una pedalata:              <strong>“Geociclistica riverside”</strong> è un percorso              cicloturistico lungo il fiume Secchia, seguendo il percorso che              fiancheggia l’alveo tra Sassuolo e Modena. È un viaggio lento mosso              dai ritmi della natura, tra paesaggi a tratti rigogliosi, a tratti              brulli e surreali, che il divagare delle acque del fiume rende              mutevoli e unici; fanno da guida i professori del Dipartimento di              Scienze della terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia e da              scorta i volontari di Fiab e Legambiente (Sassuolo, Piazzale              Roverella, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 12.00).<br />
Anche              la musica crea paesaggio, fissa la sfera sonora entro cui prende              forma l’esperienza. Come ogni paesaggio, anche quello musicale              propone profili ed evoca atmosfere diverse.<br />
Ce ne può essere una              stravagante ed elegantissima nella sua effervescenza, come quella              del violinista <strong>Ara Malikian</strong>. Lui si presenta in              gillet damascato, blue-jeans e anelli alle dita. In scena ci sono              altri tre musicisti, che, mentre suonano perfettamente, si alzano,              si rincorrono sul palcoscenico, mettono in scena una gag dopo              l’altra con una mimica da attori professionisti: un’esperienza              esilarante, dal sapore un po’ gitano, perfetta per calamitare anche              l’attenzione dei più piccoli e raccontargli il capolavoro di Vivaldi              (<strong>“Le mie prime quattro stagioni”</strong>, Sassuolo, Teatro              Carani, venerdì 16, ore 21.00).<br />
Altre volte la musica può evocare              paesaggi sonori ultraterreni, stranianti e inquietanti come un              deserto industriale, una «foresta del male» su cui picchia un sole              nero: sono le atmosfere dei <strong>“Demdike Stare”</strong>,              pseudonimo con cui lavorano Sean Canty e Miles Whittaker. In bilico              tra dub-step, elettronica e tribalismo, la loro opera ha lo stesso              piglio analitico e scientifico di uno studio etnologico: il duo di              Manchester riesce a plasmare ritmi provenienti da ogni angolo del              globo (Carpi, Palazzo dei Pio, sabato 17, ore 22.30).<br />
E mentre le              svedesi <strong>Midaircondo</strong> traducono in musica gli              incantevoli paesaggi scandinavi con l’ausilio di sonorità              elettroniche e acustiche (Carpi, Palazzo dei Pio, sabato 17, ore              24.00), la band islandese <strong>Groundfloor</strong> esplora i              vasti profili del paesaggio ghiacciato attraverso le sonorità nitide              e malinconiche di un rock acustico alternativo (Sassuolo, Piazzale              Avanzini, sabato 17, ore 22.30).<br />
Ai temi della natura si ispira              il programma di pezzi classici al cuore di <strong>“Piani              naturalmente diversi”</strong>: una pianista classica, Eleonora              Beddini, li esegue, e un pianista jazz, Michele Francesconi, li              dovrà improvvisare alla cieca. A condurre il gioco, secondo una              formula ideata dalla Gioventù Musicale d’Italia modenese, uno dei              migliori musicologi italiani, Maurizio Franco (Modena, Auditorium              Marco Biagi, sabato 17, ore 21.00).<br />
C’è una trama del paesaggio              che è fatta di flora, di botanica. Nelle opere di <strong>Davide              Benati</strong> le forme vegetali di fiori e foglie si fondono con              le fibre della carta di riso; la mostra <strong>“Oasi dell’acqua              amara” </strong>nella galleria sassolese Paggeriarte presenta un              universo di efflorescenze che gioca sull’ambiguità della forma: un              grumo di colore si trasforma in un calice di fiori, una caduta di              foglie diventa un arazzo, rapide pennellate verdi richiamano un              erbario.<br />
Chi pianta un giardino semina la felicità, recita un              antico proverbio cinese. <strong>Serena Dandini </strong>è              protagonista di <strong>“Coltivo, dunque sono”</strong> una serata              di riscossa giardiniera che si fa strada tra grovigli di libri ed              epopee botaniche, stagioni della vita e piante letterarie. Fra              innaffiatoi e balconi fioriti, la nota conduttrice è un’appassionata              di botanica: e mentre affonda le mani nella terra, la si può              immaginare con gli occhi fissi nei libri, in un andirivieni tra              coltura e cultura, come nel suo recente folgorante esordio              letterario, <em>Dai diamanti non nasce niente</em>. (Modena, Piazza              XX settembre, domenica 18, ore 21.00).</p>
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		<title>Fonosfere</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 08:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:
Fonosfere
Il mondo in              cui siamo immersi ha anche una natura sonora, fatta di versi e di              voci.
Nelle performance “Extended [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fonosfere</strong></span><br />
<em>Il mondo in              cui siamo immersi ha anche una natura sonora, fatta di versi e di              voci.</em><br />
Nelle performance<strong> “Extended Voices”</strong>,              proposte della Galleria Civica di Modena, è protagonista la voce              nelle sue forme primordiali: le azioni e sperimetazioni di musicisti              e performer, tra cui Jaap Blonk, Sisdel Endresen, Joan La Barbara e              Sergio Messina, animano le serate del festival fino a invadere la              notte di sabato, in una tre giorni di fuochi d&#8217;artificio vocali tra              canzone d&#8217;autore e sperimentazione, tra jazz e dj set. Video e              ritratti fotografici rendono omaggio alla voce ripercorrendo la              storia della musica degli ultimi 40 anni (Modena, Chiostro del              Palazzo Santa Margherita).<br />
La fonosfera antica possedeva sonorità              e voci per noi ormai perdute. Erano soprattutto le voci degli              animali: latrati, ragli, nitriti, belati, grugniti, cinguettii.              Attingendo al deposito letterario antico, <strong>Ermanno Cavazzoni </strong>restituisce la voce ad animali reali e immaginari,              traendola dalla sua <em>Guida agli animali fantastici</em>. Tra              ippocentauri, manticore, remore, sirene e ircocervi che circolavano              nel mondo antico, ci sono gli animali che sono rimasti fra noi e si              incontrano comunemente, come il pollo con il suo sguardo sospettoso              e un po’ sprezzante, o le formiche, silenziosissime, sempre di corsa              e preoccupate per la crisi economica, o le api, bisbiglianti e              socialiste imperterrite, o la mucca che rumina e riflette. (Modena,              Chiostro del Palazzo Santa Margherita, sabato 17, ore 21,00).<br />
E              tutti quanti questi animali da bestiario ricompaiono, ammaliati e              stupefatti, al seguito di Orfeo, il dio antico della musica che le              risveglia dopo i rigori dell’inverno, in “<strong>Le Bestiaire ou              Cortège d&#8217;Orphéesi”</strong>, figurati dall’immaginazione              stravagante e surreale di<strong> Antonella Battilani e Francesca              Cavani</strong> (Galleria Punto Arte di Modena).<br />
Il canto, anzi              il belcanto, costituisce una preziosa rarità nella fonosfera umana.              Sintesi tra talento e tecnica, natura e educazione, il belcanto              scava nella natura più profonda della voce e la rende capace di              fondere dolcezza e potenza, concentrazione e rotondità. Nella patria              di Luciano Pavarotti, uno dei massimi esponenti di questa tecnica              vocale, non potevano mancare esibizioni di belcanto. Sarà Stefano              Belisari, in arte <strong>Elio</strong>, leader e voce solista di              Elio e le storie tese, gruppo cult dell’avanguardismo rock e              surreale, a calarsi nei panni e nella voce di <strong>Figaro, il              barbiere</strong>, in una libera ed esilarante riduzione dall’opera              di Gioacchino Rossini. Lo accompagneranno tre musicisti di              prim’ordine: <strong>Roberto Fabbriciani </strong>al flauto,              F<strong>abio Battistelli </strong>al clarinetto e              <strong>Massimiliano Damerini</strong> al pianoforte, tutti seduti,              naturalmente, sulle poltrone girevoli della bottega di barbiere più              famosa al mondo. (Modena, Piazza Grande, sabato 17, ore 21.30).<br />
E saranno i giovani talentuosi artisti del CUBEC, il Centro              Universale del Bel Canto di Mirella Freni, selezionati tra oltre 200              candidati provenienti da tutto il mondo, a eseguire<strong> “Melò.              Arie e ariette naturali”</strong>, un viaggio ideale nell’Europa              musicale dal XIX al XX secolo, scoprendo tinte musicali, testi,              situazioni e onomatopee ispirati all’ambiente naturale e agli              animali. Arie di Rossini, Bellini, Donizetti, Rachmaninov,              Tchaikovsky, Duparc e Cilea (Modena, Chiesa di San Carlo, venerdì              16, ore              21.00).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong></strong></span></p>
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		<title>Habitat e ambienti</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 07:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[festival filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[


Habitat e              ambienti
Nella Natura viviamo. E con noi vivono              infinite specie – reali o inventate – che popolano i più          [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="4" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><span style="text-decoration: underline;"><strong>Habitat e              ambienti</strong></span><br />
<em>Nella Natura viviamo. E con noi vivono              infinite specie – reali o inventate – che popolano i più              straordinari ambienti naturali così come le invenzioni della              finzione letteraria. Mostre, installazioni, spettacoli e laboratori              declinano esperienze e prospettive sugli habitat dove ci si accorge              che, spesso, l’esotico e il selvaggio sono fiabe di una Natura tutta              immaginata.</em><br />
Ispirate dall’approccio positivistico, le              figurine di fine Ottocento rappresentavano spesso con colori              sgargianti piccoli ritagli di mondo naturale, diorami bidimensionali              in cui animali esotici e lontani erano colti nel loro habitat              naturale – deserto, savana o fondale marino – da uno sguardo esterno              e oggettivato. A partire dal XX secolo, e in particolare dalle              ricerche di Von Uexkull – il biologo tedesco amato da Heidegger e              Rilke – questi mondi divengono “inconoscibili”, chiusi come sono              entro l’esperienza percettiva delle singole specie.<br />
La mostra              <strong>“Sfere invisibili”</strong> del <strong>Museo della              Figurina</strong> di Modena propone un percorso che unifica i due              approcci, accostando ad album e figurine d’epoca alcune              installazioni di “sensi esotici”, come i biosonar e le bussole              magnetiche, che catapultano il visitatore nell’ambiente percepito              dall’animale stesso.<br />
Trasferito sul piano della specie umana, il              concetto etologico di <strong>“Spazio vitale”</strong> titola la              riflessione visiva dei giovani artisti L<strong>uigi Massari, Andrea              Palmà, Emanuele Puzziello e Patrizia Emma Scialpi</strong>,              presentata alla Galleria Underdogstudio di Modena: una fitta              istallazione di materiali eterogenei in sviluppo verticale, come un              rampicante, mostra come ogni elemento del vivente cambi              continuamente di stato e come ogni spazio vitale sia radicalmente              effimero e destinato a scomparire.<br />
Ma è soprattutto la              letteratura a immettere negli ambienti più selvaggi misteriosi,              aprendo le porte su boschi incantati, abissi marini, sconfinate              praterie, foreste tropicali. E così <em>Il Libro della Giungla </em>di Kipling si trasforma in un’installazione dedicata a ragazzi              e adulti: <strong>“Max e i fratelli di Mowgli”</strong> riproduce              una cameretta, il letto di un bambino che sogna, e tutt’intorno una              wilderness favolosa, fatta di alberi giganteschi, fiori carnivori,              suoni, profumi, immagini e colori della foresta (Carpi, Palazzo dei              Pio). <strong>“Selvaggi tutti” </strong>è la parola d’ordine e il              titolo di un’animazione-spettacolo che coinvolge i ragazzi in un              gioco liberatorio fatto di musica, danze, travestimenti: è il re dei              Mostri Selvaggi in persona a prendere per mano i visitatori e              condurli in una giungla di colori, di luce e di buio ricostruita con              allestimenti scenici e videoinstallazioni dal Castello dei ragazzi              di Carpi (Carpi, Piazza Martiri e Palazzo dei Pio, sabato 17 e              domenica 18, dalle 16.00 alle 19.00).<br />
Da un racconto di Rudyard              Kipling è tratta anche la storia de <strong>“L’elefantino”</strong>,              spettacolo teatrale per i piccolissimi proposto dal Teatro Testoni              Ragazzi. E anche in questo caso è la fantasia a recuperare il              rapporto con la natura: il piccolo Bubu deve lavare, controvoglia,              tutti i calzini della sua numerosa famiglia e perciò si inventa una              storia dove i calzini diventano animali della giungla africana,              ciascuno con una voce speciale che fa immaginare la terra che la              giraffa calpesta o l’acqua verde e limacciosa del fiume Limpopo dove              il coccodrillo aspetta per fare colazione (Sassuolo, Auditorium P.              Bertoli, venerdì 16, ore              17.30).</td>
</tr>
<tr>
<td id="tdBodyMessage" valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Festivalfilosofia 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 07:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Sassuolo]]></category>

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		<description><![CDATA[La lezione dei              classici
Completerà il programma filosofico la              sezione “Lezione dei classici”, secondo la formula sperimentata con             [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>La lezione dei              classici</strong></span><br />
Completerà il programma filosofico la              sezione “Lezione dei classici”, secondo la formula sperimentata con              successo a partire dal 2009: grandi interpreti del pensiero              filosofico discutono le opere che hanno maggiormente segnato la              riflessione sul tema della Natura.<br />
<strong>Marcello              Zanatta</strong> commenterà la<em> Fisica</em> di Aristotele, luogo              originario di un paradigma millenario. <strong>Giovanni              Ghiselli</strong> allargherà lo sguardo a una più generale              riflessione sullo statuto della natura nella filosofia greca.              <strong>Giovanni Reale</strong> leggerà le <em>Enneadi</em> di              Plotino con la loro dottrina dell’anima del mondo. Ricostruendo la              grande trasformazione filosofica portata dall’avvento della              modernità, <strong>Jean-Robert Armogathe</strong> ricostruirà la              separazione tra anima e corpo, mondo del pensiero e mondo esterno,              operata nelle <em>Meditazioni metafisiche </em>di Cartesio,              mentre<strong> Paolo Galluzzi</strong> rintraccerà i fondamenti              della moderna scienza delle qualità primarie e secondarie ne <em>Il              saggiatore </em>di Galileo Galilei. L’antropologia politica del              <em>Leviatano</em> di Thomas Hobbes e il concetto di «stato di              natura» saranno illustrati da <strong>Carlo Galli</strong>, mentre              al panteismo dell’<em>Ethica </em>di Spinoza sarà dedicata la              lezione di <strong>Remo Bodei.</strong> <strong>Gianfrancesco              Zanetti</strong> ricostruirà lo statuto delle istituzioni naturali              nella <em>Scienza nuova</em> di Giambattista Vico. Le dottrine              ottocentesche e la crisi del meccanicismo moderno emergeranno dalle              lezioni di <strong>Manfred Frank </strong>e <strong>Sossio              Giametta</strong>, dedicate rispettivamente alla <em>Filosofia della              Natura</em> di F.W. Schelling e a <em>Il mondo come volontà e come              rappresentazione</em> di Arthur Schopenhauer. <strong>Mauro              Carbone</strong> presenterà <em>La Natura</em> di Maurice              Merleau-Ponty, un classico del Novecento cui attingono anche molte              ricerche neuroscientifiche.<br />
Quest’anno una lezione dei classici è              dedicata anche a una grande opera pittorica, per mostrare le              connessioni tra filosofia e arti, pensiero e immagine:              <strong>Francisco Jarauta</strong> parlerà di rappresentazione e              conoscenza, cartografia e pittura, davanti a<em> Il geografo</em> di              Vermeer.<br />
<img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/sys_images/clear.gif" border="0" alt="" width="1" height="5" /></p>
<table border="0" cellspacing="4" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><strong>MOSTRE, SPETTACOLI, MUSICA E GIOCHI A              TUTTA NATURA<a id="art6582" name="art6582"><img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/sys_images/clear.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></a></strong></td>
</tr>
<tr>
<td id="tdBodyMessage" valign="top"><em>150 eventi              affiancano le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 16 al 18              settembre a Modena, Carpi, Sassuolo. Gli appuntamenti, tutti              gratuiti, raccontano la natura per immagini, musica e narrazioni con              molte proposte pensate per i più piccoli</em></p>
<div>
<div>Un vasto programma artistico arricchisce il cuore              di lezioni magistrali del festival<em>filosofia</em>. Dal 16 al 18              settembre Modena, Carpi e Sassuolo declinano il concetto di natura              attraverso le varie forme dell’espressione artistica e culturale,              individuale e collettiva. Un viaggio ricco e sorprendente che mette              in mostra, in musica e in scena i diversi volti della              natura.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Osservare e              classificare</strong></span><br />
<em>Di fronte a noi sta l’immensa e              pluriversa estensione di una Natura che scienza e arte hanno provato              a perimetrale e ordinare, misurandola e classificandola, in ogni              caso fornendone una rappresentazione, che in quanto tale, ne fa un              oggetto scientifico o un’opera della creatività umana. </em><br />
Se              oggi è possibile osservare la natura, immergendosi nel mondo              dell’infinitamente piccolo o puntando verso l’infinitamente grande,              lo si deve anche allo scienziato modenese <strong>Giovanni Battista              Amici</strong>, tra i maggiori costruttori di strumenti scientifici              dell’Ottocento italiano. Il Museo Civico di Modena gli dedica la              mostra <strong>“Obiettivo Natura”</strong>, curata da Alberto              Meschiari, che ne è il massimo studioso. Ad Amici si deve non solo              il perfezionamento del moderno microscopio, ma anche la              realizzazione di telescopi, cannocchiali, prismi e camere lucide che              hanno permesso di raggiungere un livello di precisione mai              conseguito prima. Oltre a questi strumenti la mostra presenta              preziosi reperti delle osservazioni botaniche di Amici, che poté              osservare per primo il processo di fecondazione delle              orchidee.<br />
Disegnare fedelmente oggetti e paesaggi seguendone              l’immagine riflessa sul foglio: funziona così la camera lucida,              invenzione olandese di inizio Ottocento, che venne perfezionata              proprio da Amici e che presto si sarebbe evoluta nella camera oscura              della fotografia. <strong>“Ritrarre la natura a camera lucida” </strong>è possibile grazie alla luce, a un prisma quadrangolare e              al laboratorio proposto da Dida nei giorni del festival, che              permetterà ai ragazzi &#8211; e non solo &#8211; di disegnare con precisione un              ritratto o una natura morta con questa particolare tecnica, desueta              e sorprendente.<br />
La felice stagione degli studi astronomici              nell’Ottocento modenese tra Ducato e Unità trova testimonianza anche              nella mostra <strong>“Il cielo in una stanza” </strong>- curata              dalla Biblioteca Estense &#8211; che raccoglie trattati, tavole, appunti              di scienziati di prim’ordine, come<strong> Pietro Tacchini</strong>,              uno dei fondatori dell’astrofisica italiana.<br />
Alcune mostre              accentuano il carattere finzionale della rappresentazione della              Natura.<br />
Gli effetti suggestivi delle tassonomie scientifiche              proseguono in forme immaginative nella mostra <strong>“Historia              Naturalis”,</strong> proposta dalla Galleria Criminali Open Space di              Sassuolo. L’artista <strong>Mirco Denicolò</strong> espone 13 tavole              di animali marini che immagina essere state destinate a un antico              trattato di storia naturale e poi non stampate.<br />
Il metodo              classificatorio dei naturalisti ispira anche la serie botanica di              <strong>Jairo Valdati</strong>, artista e geologo, presentata dalla              galleria modenese Lo Sguardo dell’Altro: di fronte alla potenza              delle grandi e protettrici nature arboree, i piccoli gesti              quotidiani dell’uomo paiono tessere per contrasto una              <strong>“Tassonomia dell’effimero”</strong>.<br />
Una vera e propria              sfida al sistema delle forme naturali è fornita da              <strong>“Herbarium”</strong>, in mostra nelle serre dell’Orto              botanico di Modena, attigue alla sala dove è custodito l’Erbario              storico. Montate in due grandi installazioni di dodici metri              ciascuna, le piccole tavole di <strong>Pier Luigi Pusole</strong> si              presentano come elementi di una tassonomia infinita generata dalla              stessa materia pittorica che produce, nei medesimi toni del verde,              clonazioni e mutazioni morfologiche del tutto “innaturali”. Al              progetto ha collaborato anche la curatrice e artista Sara              Conforti.</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Fabbriche della natura</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 07:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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		<description><![CDATA[FABBRICHE DELLA NATURA Nelle piazze e nei cortili del              festivalfilosofia si rifletterà su natura e cultura, paesaggio e              ambienti, corpi e biodiritto
Sotto la spinta delle trasformazioni innescate   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FABBRICHE DELLA NATURA<a id="art6581" name="art6581"><img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/sys_images/clear.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></a></strong> <img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/binary_files//newsletter_contesto/articles/c5403_bici_modena_piazza_grande__85_7576.jpg" border="0" alt="FABBRICHE DELLA NATURA" hspace="8" width="435" height="276" align="left" /><em>Nelle piazze e nei cortili del              festivalfilosofia si rifletterà su natura e cultura, paesaggio e              ambienti, corpi e biodiritto</em></p>
<p>Sotto la spinta delle trasformazioni innescate              dalle scienze e dalle tecnologie, tanto la riflessione filosofica              quanto il senso comune si misurano con questioni inedite nella              millenaria elaborazione dell’idea di Natura. Il programma di lezioni              magistrali del festival<em>filosofia</em> – che a Modena, Carpi e              Sassuolo dal 16 al 18 settembre 2011 celebrerà la sua undicesima              edizione – porterà nelle piazze e nei cortili delle tre città              celebri maestri del pensiero, che si confronteranno con il pubblico              sulle varie declinazioni contemporanee della Natura, tracciando              linee tematiche che misureranno, tra le altre, la questione del              rapporto tra natura e cultura, il futuro del paesaggio, le politiche              della natura e le frontiere del              biodiritto.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Conoscere la              Natura</strong></span><br />
Una preliminare messa a punto teorica              riguarderà lo statuto della conoscenza della natura e il suo              rapporto con la cultura. Per effetto delle acquisizioni dapprima              delle scienze fisiche e poi soprattutto di quelle biologiche,              l’epoca contemporanea ha ridefinito un insieme di opposizioni              tradizionali della riflessione filosofica occidentale come              soggetto-oggetto, fatti-valori, anima-corpo. <strong>Nicla              Vassallo</strong> e <strong>Maurizio Ferraris</strong> presenteranno              in questa chiave due paradigmi fondamentali: rispettivamente quello              del «naturalismo filosofico», nel quale si esaminano i processi              cognitivi come fenomeni naturali; e quello del «realismo              filosofico», che indaga l’autonomia e la precedenza del mondo              esterno rispetto a ogni schema percettivo e conoscitivo.<br />
Non              mancano prospettive che, al di là della “naturalizzazione” della              conoscenza, sottolineano il ruolo dell’interazione sociale e              dell’educazione nel farsi dei processi cognitivi e della coscienza              individuale. Così il sociologo di Heidelberg <strong>Wolfgang              Schluchter</strong> ricostruirà la polarità tra “scienze della              Natura” e “scienze della Cultura” nel nuovo contesto segnato              dall’affermazione delle neuroscienze. <strong>Christoph              Wulf</strong>, antropologo e scienziato dell’educazione, indicherà              invece la centralità dei processi educativi e di socializzazione nel              perfezionamento della natura umana.<br />
A far da complemento alla              riflessione sul dispositivo occidentale, il sinologo di              Cambridge<strong> Roel Sterckx</strong> presenterà lo statuto del              cosmo nel pensiero cinese tradizionale, mostrando il ruolo              dell’energia vitale e la sua dimensione              non-dualistica.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Semantica della              Natura</strong></span><br />
Se si deve sottolineare la differenza tra le              culture, non va nemmeno dimenticato che ogni civiltà si è              trasformata. La riflessione occidentale – a partire dalle sue radici              mitiche, greche e cristiane fino ad arrivare alla configurazione              contemporanea – ha dato alla Natura molti nomi: questa plurale              semantica consentirà di metterne a fuoco le molteplici implicazioni.              “Terra” è uno degli appellativi più arcaici con cui si è chiamato              l’ambiente naturale che fa da casa al nostro stare al mondo: da              differenti prospettive, anche indagando le connessioni che legano il              rapporto con la terra alla tutela del pianeta, <strong>Carlo              Sini</strong> e <strong>Felix Duque</strong> (filosofo spagnolo              esordiente al festival) ne esploreranno i significati. Come già              nello schema mitico la Terra è madre, così nel pensiero biblico e              poi cristiano il Creato ha un Padre, di cui il mondo costituisce una              delle eredità, lasciata al genere umano con il compito di              salvaguardarla: è il tema della lezione di <strong>Vincenzo              Paglia</strong>, tra dottrina teologica e imperativo ecologico.              Salvaguardare il Creato significa perpetuare la vita, che è fatta              dei frutti della natura, a partire dal primo e più autentico, il              pane quotidiano celebrato dalla preghiera cristiana e dal lavoro di              ogni comunità: ne parlerà <strong>Enzo Bianchi</strong>. Tra i nomi              della Natura ne spicca uno che sfugge a ogni compiuta traduzione:              <em>“physis”</em>, come nella lingua dei primi filosofi greci. A              questa parola fondamentale – che rinvia a una produttività              irriducibile allo schema del contributo umano – è dedicata la              lezione di <strong>Massimo Cacciari</strong>. Per converso la              modernità ha insistito proprio sul dualismo tra una natura inerte e              dominabile e la facoltà umana di produrre macchine, cioè oggetti              artificiali: questa dicotomia è il tema della lezione di              <strong>Remo Bodei</strong>, Presidente del Comitato scientifico del              Consorzio per il festival<em>filosofia</em>. Nella sua fase più              tarda, segnata dall’affermazione delle scienze della vita, la              modernità ha attribuito – e continua ad attribuire – nuovi nomi alla              Natura: “ambiente”, per esempio, parola chiave di molti dibattiti              pubblici contemporanei e di cui <strong>Ottavio Marzocca</strong> presenterà una genealogia; o “ecosistema”, flusso di materia ed              energia indispensabile alla vita e alla sua organizzazione, sul cui              significato nelle scienze evoluzionistiche si soffermerà              <strong>Mauro Ceruti</strong>.<br />
Convocando le discipline fisiche              in una delle loro più avanzate formulazioni contemporanee,              <strong>Ignazio Licata</strong> mostrerà cosa ne è oggi del Cosmo,              trasformato in «multiverso», nel quale emerge il carattere              eccentrico della Terra.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Corpo</strong></span><br />
Le              trasformazioni contemporanee della Natura verranno saggiate in una              serie di terreni cruciali. Innanzi tutto quello del corpo, riportato              a centralità dalle scienze della vita, che lo sottraggono alla sua              fissità naturale e destinale. <strong>Umberto Galimberti</strong> aprirà questo dossier insistendo sulla necessità di riconoscere              l’unicità di corpo ed esistenza, superando il dualismo di corporeità              e organismo, mentre il filosofo tedesco <strong>Gernot              Böhme</strong>, introducendo l’idea di una «scomparsa della Natura»,              ricostruirà i modi con i quali il corpo può fare esperienza della              Natura che si trova di fronte.<br />
Forma classica della verità quanto              della natura, la nudità è sottoposta a una svestizione ulteriore in              cui il corpo si rivela privo di un fondamento essenziale e il senso              sensibile si annuncia come puro mostrarsi: ecco il mio corpo, come              dirà <strong>Jean-Luc Nancy</strong>. Il corpo è luogo di              generazione e di genere, tuttavia è anche termine naturale di un              campo metaforico nel quale il tema del concepire – vite, concetti –              si rivela sotto un profilo più ampio, come mostrerà la lezione di              <strong>Francesca Rigotti</strong>.<br />
Corpo è anche luogo del              cervello, di cui la coscienza, secondo i programmi di ricerca delle              neuroscienze, sarebbe un correlato. Tutte le caratteristiche              naturali, d’altronde, sembrano già scritte in un codice che ne              contempla le infinite varianti, il genoma che, come mostrerà              <strong>Edoardo Boncinelli</strong>, costituisce la grammatica della              vita. Le sfide delle neuroscienze sollecitano questioni filosofiche              che, sul crinale tra teoria della coscienza e riflessione              sull’identità personale, riformulano la soggettività all’altezza dei              tempi. <strong>Alva Noë</strong>, neuroscienziato e filosofo di              Berkeley, discuterà la complementarietà tra coscienza ed esperienza,              tra costituzione del Sé e mondo esterno, mentre R<strong>oberta de              Monticelli </strong>mostrerà i profili di individualità che emergono              dal confronto tra i modelli neurobiologici e il portato della              tradizione              fenomenologica.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ambienti</strong></span><br />
Ambienti              e paesaggi rappresentano un’ulteriore terreno nel quale              l’elaborazione della Natura ha incontrato significative              trasformazioni. Il quadro antropologico complessivo della questione              del paesaggio – tra statuto dei luoghi ed esperienza degli spazi –              sarà tracciato da <strong>Marc Augé</strong>, membro del Comitato              scientifico del Consorzio per il festival<em>filosofia,</em> mentre              <strong>Maurizio Bettini</strong> presenterà il paesaggio sonoro,              cioè la fonosfera, di una cultura come quella antica, immersa in              voci, grida e canti animali e umani, a differenza dello sfondo di              suoni tecnici e artificiali nel quale si svolge l’esperienza nel              mondo contemporaneo.<br />
<strong>Salvatore Settis</strong> si              soffermerà sulla circolarità tra paesaggio, territorio e ambiente,              mostrando come i beni culturali e quelli naturali siano coessenziali              nella determinazione del bene comune. Non a caso la questione degli              ambienti prende spesso la forma di analisi e progetti di stampo              urbanistico. Nuovi modelli di città emergono nella discussione, fino              a porre esplicitamente la questione della necessità di un urbanesimo              ecologico che “ri-naturalizzi” gli spazi della città: è questo il              cuore dell’attuale lavoro di <strong>Rem Koolhaas</strong>, tra i              maggiori protagonisti globali della progettazione urbanistica, che              tiene per la prima volta una lezione al festival. La              complementarietà di natura e urbanistica emergerà anche nella              lezione di <strong>Pierre Donadieu</strong>, architetto dell’Ecole              Nationale du Paysage di Versailles, che presenterà la sua proposta              di un paesaggio mediatore tra campagna e città, per rendere le città              più abitabili e la vita più sostenibile.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Politiche              della natura </strong></span><br />
La costruzione di spazi sostenibili              conduce al portato politico delle trasformazioni della natura,              evidente nella discussione quanto mai attuale sulle iniziative              <em>green</em> in economia (di cui parlerà <strong>Aldo              Bonomi</strong>), così come nelle sfide culturali, economiche e              legislative connesse alla diversificazione delle fonti di              approvvigionamento energetico, dall’economia petrolifera al futuro              delle rinnovabili, che saranno argomento di un dibattito tra              specialisti del settore.<br />
Una questione di fondo pervade la              discussione su queste politiche, ossia la domanda «di chi è la              Natura?», nell’epoca in cui nuove tecnologie bioingegneristiche              consentono di brevettare organismi geneticamente modificati:              <strong>Vandana Shiva</strong> darà una risposta nel segno della              tutela dei saperi comunitari.<br />
Le politiche della natura investono              i corpi umani trasformandoli in campo di dominio, istituendo confini              tra naturale e politico, tra natura e storia, che spesso hanno messo              capo a vere e proprie politiche “sulla” vita, come mostreranno, da              diverse prospettive, <strong>Roberto Esposito</strong> e              <strong>Simona Forti</strong>.<br />
Sarà infine <strong>Zygmunt              Bauman</strong> a portare l’andirivieni tra naturale e politico alle              sue più estreme, drammatiche e attuali conseguenze: quelle di una              vita individuale, anzi di intere collettività, emarginate e              manipolabili, rese esse stesse scarti di una società che si sente              sotto assedio e si trincera.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Etiche della              natura</strong></span><br />
Le trasformazioni in atto chiamano a              responsabilità inedite sia nel campo delle scelte private che delle              decisioni pubbliche, stimolando una riflessione sugli strumenti              giuridici più adeguati alla gestione delle nuove frontiere della              natura umana. Prima che giuridica, tale questione è tuttavia              ontologica, perché investe la verità della natura umana, il cui              destino è esposto nell’Occidente, come mostrerà <strong>Emanuele              Severino</strong>, a una modificabilità tecnica che non ammette              limiti assoluti o naturali. Preso nella sua inestirpabile              finitudine, il genere umano non sembra avere altra risorsa – come              argomenterà <strong>Salvatore Natoli</strong> – che assumersi tutta              intera la responsabilità di porre un limite ai pericoli che esso              genera dentro una natura ad esso smisuratamente irriducibile. Il              destino della responsabilità – gli farà eco <strong>Sergio              Givone</strong> – dipende dall’inattingibilità dell’innocenza,              costitutivamente velata dal peccato o segnata dalla colpa.<br />
Alla              pervasività della tecnica non sfugge il diritto: perduta ogni              oggettività della natura, la norma giuridica – come sosterrà              <strong>Natalino Irti </strong>– dipende dalla decisione politica.              Le frontiere della bioingegneria spingono viceversa verso la              formulazione di diritti di nuova generazione, per affrontare la              questione, altamente controversa, di cosa sia naturale e cosa sia              invece regolabile, di quali siano gli ambiti di vita sui quali si              possa legiferare: dalle loro diverse prospettive ne parleranno              <strong>Stefano Rodotà</strong> e <strong>Francesco              D’Agostino</strong>.</p>
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		<title>Metamorfosi</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 08:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:
Metamorfosi
Nulla si              crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. L’unica Natura è              quella che cambia continuamente, spostando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del festival di filosofia, dal 16 al 18 settembre 2011:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Metamorfosi</strong></span><br />
<em>Nulla si              crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. L’unica Natura è              quella che cambia continuamente, spostando i confini tra i regni e              tra i corpi secondo combinazioni sempre mutevoli. La metamorfosi              stessa è mutata: ha attraversato i corpi degli dèi, degli animali e              degli uomini; ha spostato le frontiere dell’umano verso le macchine;              ha modificato lo statuto dell’animale. Alla metamorfosi come              processo naturale, come categoria di rappresentazione e come              esperienza narrativa sono dedicate diverse attività del              festival.</em><br />
Il cantiere artistico della metamorfosi, intesa              come tema classico e come terreno di rivisitazione interdisciplinare              – da Cranach a Picasso, passando per Gustave Dorè, Bilal e Moebius –              viene aperto dalla mostra <strong>“Indistinti confini”</strong>, che              propone, a Palazzo dei Pio a Carpi, una selezione di opere d’arte              antiche e moderne, ma anche brani letterari, tavole di fumetti e              spezzoni cinematografici: in una scelta di opere dalle forme              disfatte e dai confini sfaldati.<br />
A far da vestibolo e da              contrappunto alla mostra sta <strong>“Crisalide”</strong>, una              grande scultura in resina trasparente sospesa tra le arcate del              Cortile d’onore. Quest’opera di <strong>Valentina Maddalena              Lugli</strong>, bozzolo di cambiamento, è illuminata dall’interno da              una piccola luce: la trasformazione eccede i confini del naturale e              si fa energia psichica, motore di crescita personale degli esseri              umani (Palazzo dei Pio a Carpi).<br />
Le crisalidi si schiudono ed              ecco le <strong>“Farfalle”</strong>, titolo scelto dalla Compagnia              TPO per spiegare ai più piccoli la metamorfosi più grande, quella              della nascita, attraverso uno spettacolo sensoriale. La “casa delle              farfalle”, tutta bianca, accoglie i bambini in un’atmosfera              delicata, un microcosmo silenzioso dove proprio le farfalle              disegnano giochi di luce, arricchiti dagli effetti visivi e sonori              creati da un “tappeto sensibile” sollecitato dal passaggio dei              piccoli ospiti (Sassuolo, Palazzo Ducale, sabato 17, ore              20.30).<br />
Tra metamorfosi e comunità, nel segno di un’esperienza in              cui i confini dell’umano e dell’animale perdono la loro fissità e              indicano nuove possibilità di legame, si situano i caratteristici              disegni di animali umanizzati di <strong>ericailcane</strong>, che              assieme a una grande installazione, sono protagonisti della mostra              <strong>“Il canto della foresta”</strong>, proposta dalla Galleria              D406 di Modena. Altri animali, meccanici e di stoffa, popoleranno il              verde cortile del Museo Muratoriano in Piazza              Pomposa.<br />
<strong>“Le avventure di Pinocchio”</strong> è la favola              della metamorfosi per eccellenza, quella che racconta di un              bambino-burattino ipercinetico e mai fermo nella stessa condizione.              Porta lo stesso titolo la mostra che raccoglie i disegni di              <strong>Gianluigi Toccafondo</strong> allestita alla Biblioteca              Delfini di Modena e realizzata con la Galleria D406: venticinque              tavole a colori e un cortometraggio per raccontare il personaggio              che da sempre affascina i più grandi illustratori. Forme in              movimento che si allungano e si deformano, immagini fluttuanti e              metamorfiche, intercalate a frammenti di testo, portano il segno              inconfondibile dell’autore, per un Pinocchio distante dal cliché              iconografico tradizionale, guardando a Totò, ma anche a Buster              Keaton e Stan Laurel.</p>
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		<title>La natura al Festivalfilosofia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 07:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
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		<description><![CDATA[FESTIVALFILOSOFIA: 100%              NATURA Da venerdì 16 a domenica 18              settembre a Modena, Carpi e Sassuolo 200 appuntamenti fra lezioni           [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FESTIVALFILOSOFIA: 100%              NATURA<a id="art6580" name="art6580"><img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/sys_images/clear.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></a></strong> <img src="http://mediamente.antherica.it//newsletter/binary_files//newsletter_contesto/articles/c5403_manifesto_2011_85_7791.jpg" border="0" alt="FESTIVALFILOSOFIA: 100% NATURA" hspace="8" width="453" height="233" align="right" /><em>Da venerdì 16 a domenica 18              settembre a Modena, Carpi e Sassuolo 200 appuntamenti fra lezioni              magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i              protagonisti Nancy, Bauman, Augé, Koolhaas, Shiva, Cacciari,              Galimberti e Bodei</em></p>
<p>Un concetto chiave della tradizione filosofica e              una questione cruciale dell’esperienza contemporanea. È<strong> &#8220;natura&#8221;</strong> il tema dell&#8217;edizione 2011 che si svolge a              <strong>Modena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre</strong> in              40 luoghi diversi delle tre città. Lezioni magistrali, mostre,              spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli              appuntamenti sono quasi 200 e tutti gratuiti.</p>
<p>Il festival,              che lo scorso anno ha registrato oltre 170 mila presenze, è promosso              dal “Consorzio per il festival<em>filosofia</em>”, i cui fondatori –              ovvero i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena,              la Fondazione Collegio San Carlo e la Fondazione Cassa di Risparmio              di Modena – sono i soci storici che hanno partecipato alla              realizzazione del festival fin dalla prima edizione. Piazze, chiese              e cortili ospitano le <strong>oltre 50 lezioni magistrali </strong>del festival, che vede quest’anno tra i protagonisti, tra              gli altri, Enzo Bianchi, Edoardo Boncinelli, Massimo Cacciari,              Roberta de Monticelli, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris, Umberto              Galimberti, il modenese Carlo Galli, Sergio Givone, Salvatore              Natoli, Vincenzo Paglia, Giovanni Reale, Stefano Rodotà, Salvatore              Settis, Emanuele Severino, Carlo Sini e Remo Bodei, Presidente del              Comitato scientifico del Consorzio. Molti anche i filosofi              stranieri, circa un quarto del totale, a segnare un’edizione sempre              più internazionale: tra loro i francesi Jean-Robert Armogathe,              Pierre Donadieu, Jean-Luc Nancy e Marc Augé, che fa parte del              comitato scientifico del Consorzio; i tedeschi Gernot Böhme, Manfred              Frank, Wolfgang Schluchter e Christoph Wulf; il belga professore in              Gran Bretagna Roel Sterckx; gli spagnoli Felix Duque e Francisco              Jarauta; il polacco Zygmunt Bauman, da quarant’anni esule in              Inghilterra; l’olandese Rem Koolhaas; nonché l’americano Alva Noë e              l’indiana Vandana Shiva.</p>
<p>Il programma delle lezioni              magistrali si svolge all’insegna delle trasformazioni innescate              dalle scienze e dalle tecnologie, che hanno condotto tanto la              riflessione filosofica quanto il senso comune a misurarsi con              questioni inedite nella millenaria elaborazione dell’idea di Natura.              I maestri del pensiero che il festival<em>filosofia </em>porterà              nelle piazze e nei cortili delle tre città si confronteranno con il              pubblico sulle varie declinazioni contemporanee della Natura,              tracciando linee tematiche che discuteranno, tra le altre, la              questione del rapporto tra natura e cultura, le metamorfosi del              corpo, il futuro del paesaggio, le politiche della natura e le              frontiere del biodiritto.</p>
<p>Il programma filosofico del              festival propone anche la sezione <strong>“la lezione dei              classici”</strong>: esperti eminenti commenteranno i testi che,              nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o              svolte concettuali rilevanti per il tema della fortuna, da              Aristotele a Plotino, da Galilei a Cartesio, da Hobbes a Spinoza, da              Vico a Schelling e Schopenhauer, fino ad arrivare a Merleau-Ponty.              Per la prima volta una lezione dei classici sarà dedicata anche a              una grande opera pittorica come<em> Il geografo</em> di              Vermeer.</p>
<p>Se le lezioni magistrali sono il cuore della              manifestazione, un vasto <strong>programma creativo</strong> coinvolge le narrazioni e le performance (con letture e reading di e              da Gianni Celati, Carlo Lucarelli, Francesco Bianconi, Ermanno              Cavazzoni), la musica (con il melodramma semiserio di Elio, ma anche              con jazz e improvvisazioni, cantate e concerti rock), i libri, le              iniziative per bambini e ragazzi.<br />
<strong>Oltre quaranta le              mostre</strong> proposte in occasione del festival: tra cui la prima              grande retrospettiva italiana dedicata al fotografo americano Ansel              Adams, una personale di Davide Benati, un’esposizione di figurine              sulle “sfere invisibili” &#8211; ovvero l’habitat degli animali esotici -,              una dedicata agli “indistinti confini” della metamorfosi, da Cranach              a Picasso, passando attraverso strisce di fumetti e spezzoni              cinematografici.<br />
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati              dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per quasi sessanta              ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 17              settembre è previsto il<strong> “Tiratardi”</strong>, con iniziative              e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.<br />
Per              realizzare un programma così vasto, il Consorzio per il              festival<em>filosofia</em> può contare sull’apporto dei Soci (fra i              quali spicca la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena) e sul              consolidato supporto di un sistema di imprese che si riconoscono nel              progetto. Proprio in questo meccanismo virtuoso si manifesta la              natura “sostenibile” del festival: è dal territorio locale che              arriva il principale sostentamento per la manifestazione.<br />
Tre le              categorie di sostenitori: in primo luogo i <strong>finanziatori              istituzionali</strong>, che per l’edizione 2011 sono Camera di              Commercio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Regione              Emilia-Romagna, e Confindustria Modena, segnale di una forte e              positiva collaborazione tra il Consorzio e i principali soggetti              pubblici e privati del territorio.<br />
Accanto a loro stanno              <strong>main sponsor</strong> come Gruppo Hera, multi utility              dell’energia impegnata nella prospettiva di una economia              sostenibile, Tetra Pak, multinazionale del packaging attenta alle              problematiche ambientali, Unicredit Banca, che ha istituito col              Consorzio un rapporto collaborativo e fiduciario, e Gamma Due,              azienda leader nel design ceramico che accompagna il festival fin              dalle primissime edizioni.<br />
Come<strong> sponsor tecnici</strong> offriranno al festival<em>filosofia</em> i loro servizi Buonristoro              vending group e LS Atelier.</p>
<p>L’edizione 2011 del              festival<em>filosofia</em> gode inoltre del sostegno del              <strong>Programma Cultura della Commissione              Europea</strong>.</p>
<p><strong>Infoline:</strong> Consorzio per il              festival<em>filosofia</em>, tel.059/2033382 e              www.festivalfilosofia.it<br />
<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Filosofi lungo l&#8217;Oglio</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 07:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[«Salut, n’est pas l’être» E. Levinas, Carnets de captivité
Dopo l’affollato incontro con Massimo Donà, è iniziato il conto alla rovescia per uno degli appuntamenti clou di questa sesta, emozionante edizione. In una sorta di non-stop il Festival torna sabato 2 luglio – ore 21.15 – presso la Fondazione Morcelli-Repossi, sita in via Bernardino Varisco 9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Salut, n’est pas l’être» E. Levinas, Carnets de captivité</p>
<p>Dopo l’affollato incontro con Massimo Donà, è iniziato il conto alla rovescia per uno degli appuntamenti clou di questa sesta, emozionante edizione. In una sorta di non-stop il Festival torna sabato 2 luglio – ore 21.15 – presso la Fondazione Morcelli-Repossi, sita in via Bernardino Varisco 9 a Chiari (Bs), con un’ospite d’eccezione: Bernhard Casper, uno dei maggiori filosofi della religione viventi. Titolo della lectio magistralis: La felicità, il dono e la fede.</p>
<p>Professore emerito nell’Università di Freiburg i. B, Casper è un grande conoscitore di Heidegger, Rosenzweig, Levinas. Sostenitore di una «teologia monumentale» e di una radicalizzazione in senso etico del pensiero dell’evento – cruciale per la filosofia contemporanea –, il filosofo di Friburgo ha all’attivo oltre 400 pubblicazioni.</p>
<p>«Il ritorno di Bernhard Casper tra noi – ha dichiarato il direttore scientifico del Festival, Francesca Nodari – è motivo di grande gioia ed emozione. In lui crediamo, davvero, si possano rivenire i tratti del Maestro. Un Maestro che ha fatto della formula di Rosenzweig: «prendere sul serio il tempo o, il che è lo stesso, aver bisogno dell’altro», non solo uno degli elementi fondanti del Suo pensiero, ma anche una regola di vita. Festeggiato recentemente con i massimi onori, in Germania, per il suo ottantesimo anniversario, lo accogliamo con gratitudine e riconoscenza. Nel corso della serata e, alla Sua presenza, vi sarà una sorpresa per tutti i partecipanti».</p>
<p>BERNHARD CASPER</p>
<p>Nato a Trier nel 1931, Bernhard Casper si è abilitato nel 1967. Allievo di Bernhard Welte – del quale ha curato la Gesammelte Schriften per l’editore Herder (l’edizione è divisa in 5 sezioni, per complessivi 15 tomi) – Casper è professore emerito di Filosofia della religione all’Università Freiburg im Breisgau. La sua ricerca, che va dal pensiero dialogico al plesso linguaggio e tempo si impernia su due linee metodiche costanti e dialetticamente articolate: quella fenomeno-logico-ermeneutica (Martin Heidegger) e quella del «nuovo pensiero» (Franz Rosenzweig).</p>
<p>Per Casper l’oggetto della filosofia della religione consiste fondamentalmente nell’evento della preghiera come «atto estremo di un essere umano razionale che si temporalizza». Questo oggetto presuppone la fede e Casper non nasconde il suo legame con il cristianesimo, intendendo il pensare filosofico strettamente congiunto con la teologia per la comune dimensione ermeneutica. Inoltre la preghiera rappresenta un evento universalmente comprensivo, non dandosi religione senza preghiera. La preghiera qui è intesa come evento, la cui analisi rivela lo stretto legame con il linguaggio, mettendo in evidenza una peculiare relazione con l’Altro. Qui va precisato il concetto di Ereignis (evento), la cui differenza da quella di Erlebnis (vissuto) è così delineata: «Mentre il “vissuto” può rimanere nell’ambito di ciò che è meramente interiore, del meramente soggettivo e privato, nel senso di “evento” l’accento è posto sul fatto che nell’evento l’uomo, che fa esperienza e comprende, viene strappato a sé e trascinato verso qualcosa che gli è estraneo e altro».</p>
<p>Dall’analisi della preghiera sia del singolo che della comunità e della festa, emergono temi tipici quali: l’attenzione, la temporalizzazione dell’uomo, la formazione del linguaggio, la corporeità, la quotidianità. Temi che trovano il loro fondamento nella storicità del pensiero, in una determinata esperienza religiosa, sulla quale Casper radica la possibilità di una Theologia philosophica. Conosciuto dal pubblico italiano per numerosi saggi, frutto in particolare della sua partecipazione ai Colloqui Castelli di Roma e per le numerose conferenze tenute in molti atenei nazionali, Casper si è imposto nel dibattito filosofico contemporaneo proprio per la sua impostazione teoretica innovativa: «la quale, pur proseguendo la linea della tradizione ermeneutica – scrive Adriano Fabris nella premessa a Essere ed evento –, va al di là di essa e si confronta in maniera originale con il pensiero ebraico del Novecento. A Casper – continua Fabris – dobbiamo l’impulso decisivo che ha portato all’edizione delle opere di Franz Rosenzweig, il pensatore ebreo-tedesco che ha elaborato un neues Denken, un pensiero che risulta attraversato in maniera concreta dall’esperienza e dal linguaggio. A Casper dobbiamo inoltre la riscoperta nel nostro tempo di Ferdinand Ebner, il maestro austriaco pensatore del dialogo. E sempre a Casper la cultura tedesca deve l’introduzione nel dibattito filosofico post-heideggeriano, degli stimoli decisivi legati alla riflessione di Emmanuel Lévinas – fondamentale il suo Angesichts des Anderen. Emmanuel Levinas. Elemente seines Denkens, Ferdinand Schöningh, Paderborn-München-Wien-Zürich 2009 – e di altri pensatori della fenomenologia religiosa francese contemporanea».</p>
<p>Insignito del Dottorato honoris causa presso l’Institute Catholique di Parigi, Casper ha pubblicato in italiano le seguenti opere: Ermeneutica e teologia, Morcelliana, Brescia 1974; Evento e preghiera. Per una ermeneutica dell’accadimento religioso, CEDAM, Padova 2003; Per una fondazione della teologia filosofica nell’evento, in «Humanitas» 3(2004); Passività e trascendenza nel pensiero di Emmanuel Levinas, in Etica, Religione e Storia. Studi in memoria di Giovanni Moretto, a cura di D. Venturelli, R. Celada Ballanti, G. Cunico, il nuovo melangolo, Genova 2007, pp. 209-213; Rosenzweig e Heidegger; L’esistenziale della tentatio, in Heidegger e San Paolo, a cura di A. Molinaro, Urbaniana University Press, Roma 2008, pp. 31-55; Essere ed evento, Morcelliana, Brescia 2008; Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber, Morcelliana, Brescia 2009.</p>
<p>francesca nodari &#8211; direttore scientifico</p>
<p>http://www.filosofilungologlio.it</p>
<p>info@filosofilungologlio.it</p>
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		<title>Marshall McLuhan: dal cliché all’archetipo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 16:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Biografilm]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>

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Sabato 18 giugno, ore 16
c/o Manifattura delle Arti, via Azzo Gardino 65, Bologna &#8211; Ingresso libero
Focus su Marshall McLuhan realizzato nell&#8217;ambito di Biografilm Festival 2011 

Sabato  18 giugno 2011 a partire dalle ore 16 si terrà il quarto Salon McLuhan,  che porterà le celebrazioni mcluhaniane all’interno della settima  edizione di Biografilm Festival &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h2><strong>Sabato 18 giugno, ore 16</strong></h2>
<p><strong>c/o Manifattura delle Arti, via Azzo Gardino 65, Bologna &#8211; Ingresso libero<br />
</strong><strong>Focus su Marshall McLuhan realizzato nell&#8217;ambito di Biografilm Festival 2011 </strong></p>
</div>
<div>Sabato  18 giugno 2011 a partire dalle ore 16 si terrà il quarto Salon McLuhan,  che porterà le celebrazioni mcluhaniane all’interno della settima  edizione di <strong><em>Biografilm Festival &#8211; International Celebration of Lives</em> </strong>in corso dal 10 al 20 giugno a Bologna presso la splendida cornice della Manifattura delle Arti.</div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ore 16</strong></p>
<h3><strong>In dialogo con Eric McLuhan</strong></h3>
<p>Video-intervista a cura di Paolo Granata e Elena Lamberti</p>
<p><a href="http://www.100mcluhan.com/wp-content/uploads/2011/06/eric-mcluhan.jpg"><img title="eric-mcluhan" src="http://www.100mcluhan.com/wp-content/uploads/2011/06/eric-mcluhan-150x135.jpg" alt="" width="150" height="135" /></a>In  una intervista rilasciata in esclusiva al Biografilm Festival, Eric  McLuhan, primogenito e collaboratore di Marshall, racconta la formazione  umanistica del padre, il suo rapporto con la religione, la tecnologia,  la sua figura di insegnante. Questi ‘capitoli’ di vita serviranno da  punto di !  partenza per riflettere sull’eredità umana e scie!  ntifica di Marshall McLuhan.<br />
Intervengono <strong>Peppino Ortoleva</strong> e <strong>David Sobelman</strong>.</p>
<p><strong>Ore 19</strong></p>
<h3><strong>McLuhan&#8217;s Wake</strong></h3>
<p>Canada 2002 – 93’ di Kevin McMahon</p>
<p><a href="http://www.100mcluhan.com/wp-content/uploads/2011/02/mcluhan_wakes.jpg%21%0D%0A%20"><img title="mcluhan_wakes" src="http://www.100mcluhan.com/wp-content/uploads/2011/02/mcluhan_wakes-141x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>David Sobelman</strong>,  regista e autore canadese, introdurrà la prima italiana del  documentario McLuhan’s Wake, da lui scritto e coprodotto per la regia di  Kevin McMahon. Il documentario utilizza come cornice narrativa le  quattro leggi dei media elaborate da Marshall e Eric McLuhan per  suggerire modi nuovi per esplorare la figura, l’opera e l’impatto delle  teorie del noto studioso canadese.</p>
<p><em>Monica Rossi ha realizzato in esclusiva per il progetto 100McLuhan un&#8217;<a href="http://www.100mcluhan.com/2011/06/david-sobelman/" target="_self">intervista a David Sobelman</a></em><em>, pubblicata al seguente link: <a href="http://www.100mcluhan.com/2011/06/david-sobelma%21%0D%0A%20n/">http://www.100mcluhan.com/2011/06/david-sobelman/</a> !  ;</em></p>
<table style="height: 600px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="560">
<tbody>
<tr>
<td width="370" align="left" valign="top">Le proiezioni in sala:</p>
<p><strong>Selezione ufficiale, in concorso</strong></p>
<p>15.00 Sala Scorsese</p>
<p><strong><img src="http://www.biografilm.it/2011/imageserver/pageevento_image/files/immagini//2011//programma//foto//Marwencol1.jpg" alt="" hspace="5" width="120" height="90" align="left" /></strong><strong>Marwencol </strong>(USA/2010/52&#8242;) di Jeff Malmberg</p>
<p>Anteprima italiana.</p>
<p>Un documentario sorprendente che  ha conquistato pubblico e critica in tutto il mondo.. La vera storia di  un uomo con un trauma passato e….la costruzione un villaggio in  miniatura popolato da bambole che rappresentano i suoi amici e  famigliari.</p>
<p>17.00 Sala Mastroianni</p>
<p><strong><img src="http://www.biografilm.it/2011/imageserver/pageevento_image/files/immagini//2011//programma//foto//brothers_warner_1.jpg" alt="" hspace="5" width="120" height="82" align="left" /></strong><strong>The Brothers Warner</strong> (USA/2008/94&#8242;) di Cass Warner</p>
<p>Sarà presente Cass Warner</p>
<p>Cass Warner, nipote di Harry e  autrice del libro “Hollywood Be Thy Name”, ci guida alla scoperta della  famiglia Eichenbaum. La storia di quattro poveri immigrati polacchi,  divisa tra grandi successi e tragedie personali, la storia di una grande  major guidata per 50 anni con una coscienza sociale.<br />
<strong>Biografilm 2011</strong></p>
<p>21.30 Sala Scorsese</p>
<p><strong><img src="http://www.biografilm.it/2011/imageserver/pageevento_image/files/immagini//2011//programma//foto//Inside_s_job2.jpg" alt="" hspace="5" width="81" height="120" align="left" /></strong><strong>Inside Job</strong> (USA/2010/120&#8242;) di Charles Ferguson</p>
<p>Oscar 2011 per il documentario,  in Inside Job Ferguson riesce nella difficile impresa di offrire una  lucida analisi della più grande crisi economica mondiale. Imperdibile.</p>
<p>22.00 Sala Mastroianni</p>
<p><strong><img src="http://www.biografilm.it/2011/imageserver/pageevento_image/files/immagini//2011//programma//foto//Gainsbourg2.jpg" alt="" hspace="5" width="120" height="97" align="left" /></strong><strong>Gainsbourg </strong>(Vie heroique) Francia/2010/130&#8242; di Joann Sfar</p>
<p>Anteprima italiana</p>
<p>La vita dell&#8217;artista Gainsbourg,  dalla nebbia della Parigi occupata anni 40 fino alla passione per le  donne, la pittura, la poesia. Quell&#8217;audacia avanguardistica che lo ha  reso, di fatto, un&#8217;icona inarrivabile della cultura francese.<br />
<strong>Selezione ufficiale, fuori concorso</strong></p>
<p>24.00 Sala Scorsese</p>
<p><strong><img src="http://www.biografilm.it/2011/imageserver/pageevento_image/files/immagini//2011//programma//foto//We%20live%20in%20public2.png" alt="" hspace="5" width="120" height="78" align="left" /></strong><strong>We Live In Public</strong> (USA/2009/90&#8242;) di Ondi Timoner</p>
<p>Anteprima italiana.</p>
<p>Ondi Timoner segue la tumultuosa  vita di Josh Harris, definito il “Warhol del Web”, per più di dieci  anni, rivelando come dalla nascita di internet, il mondo virtuale è  arrivato oggi a prendere il controllo delle nostre vite. Gran premio  della giuria al Sundance 2009.</p>
<p><strong>My Eighties</strong></p>
<p>22.30 Cinema Odeon</p>
<p><strong><img src="http://www.biografilm.it/2011/imageserver/pageevento_image/files/immagini//2011//programma//foto//Beetlejuice6.jpg" alt="" hspace="5" width="120" height="67" align="left" /></strong><strong>We Live In Public</strong> (USA/2009/90&#8242;) di Ondi Timoner</p>
<p>Anteprima italiana.</p>
<p>Ondi Timoner segue la tumultuosa   vita di Josh Harris, definito il “Warhol del Web”, per più di dieci   anni, rivelando come dalla nascita di internet, il mondo virtuale è   arrivato oggi a prendere il controllo delle nostre vite. Gran premio   della giuria al Sundance 2009.</td>
<td width="20"></td>
<td width="170" align="left" valign="top">
<p><strong>Biografilm Art Beach </strong><br />
<img src="http://www.biografilm.it/2011/imageserver/ox_page_image/files/2011_gallery//13_giugno_show_cooking//11%20copia.JPG" alt="" width="160" height="106" /><br />
Voglia di mare? Biografilm te lo   porta a Bologna! Nella Biografilm Art Beach potrai crogiolarti al sole,   ammirare le ineguagliabili istantanee di Maripol oppure leggere un buon   libro sotto l&#8217;ombrellone. Se hai una Biografilm Card potrai ricevere  un  libro, una bottiglietta d&#8217;acqua e una sdraio per goderti l&#8217;estate.</p>
<p><strong>Ottantizzati: Il tuo look anni &#8216;80 con gli acconciatori di strada </strong><br />
<img src="http://www.biografilmfestival.com/acconciature.png" alt="" width="125" height="133" /><br />
Sei  nostalgico degli anni &#8216;80 anche   se magari non gli hai mai vissuti? Il  Comitato Acconciatori in Strada   ed Estetiste di CNA, in collaborazione  con Vitruvio, sarà a tua   disposizione per creare la tua acconciatura e  il tuo look anni &#8216;80.<br />
Info: <a href="http://www.fanaticaboutfestivals.it/lists//lt.php?id=Kx8DUVQOVQRcTwMFAR4EBgBW"><strong>www.vitruvio.emr.it</strong></a></p>
<p><strong><br />
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Guarda tutti i video di Biografilm  Festival, sottoscrivi il canale per non perdere le</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Filosofi sull&#8217;Oglio</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/06/11/filosofi-sulloglio/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 23:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[ «La buona coscienza è la felicità procurata dalla vita di conoscenza.
La vita di conoscenza è la vita che è felice
nonostante la miseria del mondo».
L. Wittgenstein, Quaderni 1914-1916
Dopo l’apertura inaugurale della sesta edizione del Festival, che ha   fatto registrare il tutto esaurito, con la presenza di molti giovani e  di un pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> «La buona coscienza è la felicità procurata dalla vita di conoscenza.</em><br />
La vita di conoscenza è la vita che è felice<br />
nonostante la miseria del mondo».<br />
L. Wittgenstein, Quaderni 1914-1916</p>
<p>Dopo l’apertura inaugurale della sesta edizione del Festival, che ha   fatto registrare il tutto esaurito, con la presenza di molti giovani e  di un pubblico attento e appassionato, si avvicina il secondo, atteso   appuntamento della kermesse filosofica lungo l’Oglio. Sabato 11 giugno, a  partire dalle ore 21.15, interverrà – presso il Centro Culturale Aldo   Moro (visto il persistente maltempo si è deciso di spostare l’incontro  al coperto) sito in via Palestro 17 a  Orzinuovi –   Roberta de  Moniticelli, ordinario di Filosofia della Persona all’Università  Vita-Salute San Raffaele di Milano, considerata la  maggiore filosofa  italiana. «Quasi incamminandoci sulla via di quell’utopia  dell’educazione che Marc Augé, nel corso della sua  memorabile lectio  magistralis, ci ha invitato a perseguire – ha dichiarato il direttore  scientifico del Festival, Francesca Nodari  – torniamo sulle tracce del  grande Vegliardo, il nostro Fiume Oglio, facendo tappa nel capoluogo  della Bassa Bresciana, Orzinuovi.  Dalla felicità analizzata nel suo  rapporto tra spazio e tempo, identità/alterità, sosteremo, con Roberta  de Monticelli, sul rapporto  che intercorre tra felicità e questione  morale. Tema quanto mai attuale e che non ha mai cessato di interrogare i  pensatori  di ogni tempo».</p>
<div>
<p>Roberta de Monticelli ha studiato alla Scuola Normale e all’Università di Pisa, dove si è laureata nel 1976 con una tesi su<em> E. Husserl: dalla Filosofia dell’aritmetica alle Ricerche logiche</em>;    ha continuato i suoi studi presso le Università di Bonn, Zurigo e   Oxford, dove è stata allieva di Michael Dummett, logico e filosofo  del   linguaggio. Sotto la sua direzione ha scritto la tesi di dottorato su   Frege e Wittgenstein. A Oxford è stata iniziata allo studio della    tradizione platonica da Raymond Klibansky, membro e custode del Circolo   Warburg, grande storico delle idee ed editore di numerosi  testi   medievali e moderni.</p>
</div>
<p>Roberta de Monticelli ha cominciato la sua carriera universitaria   come Ricercatrice della  Scuola Normale di Pisa, poi trasferita presso   il Dipartimento di  Filosofia dell’Università Statale di Milano,   nell’ambito della cattedra  di Filosofia del linguaggio (Prof. Andrea  Bonomi). A Milano ha  frequentato per anni i corsi della Facoltà   Teologica dell’Italia  Settentrionale, approfondendo la sua formazione  nel quadro delle sue  ricerche sul platonismo, e poi sulla  filosofia di  Agostino, di cui ha  curato per Garzanti un’edizione delle <em>Confessioni</em> con testo a  fronte, commento e introduzione (La  Spiga 1992).  È stata  dal 1989 al  2004 professore ordinario di Filosofia moderna e  contemporanea  all&#8217;Università di Ginevra, sulla  cattedra che fu di  Jeanne Hersch  (1910-2000, con Hannah Arendt e  Raymond Klibansky la  migliore allieva di  Karl Jaspers). A Ginevra ha fondato  la scuola  dottorale interfacoltà &#8220;<em>La personne: philosophie, épistémologie, éthique</em>&#8220;,   che ha diretto fino al 2004.  Dall’ottobre 2003 è stata chiamata per   chiara fama all’Università Vita-Salute San Raffaele, sulla cattedra di   Filosofia  della persona. Un insegnamento di concezione nuova anche nel   nome (è la prima cattedra in Italia con questa denominazione).</p>
<p>Roberta de Monticelli ha contribuito a una reinterpretazione della    tradizione fenomenologica leggendo in questa prospettiva anche modelli    antichi come quello di Agostino. Più di recente ha sviluppato una teoria    dell’identità e della persona che si misura con le filosofie della   mente e con le neuroscienze. Tra le sue opere:<em> La conoscenza personale</em> (Milano 1998);<em> L’ordine del cuore</em> (Milano 2003); <em>L’allegria della mente</em> (Milano 2004); Nulla appare invano. Pause di filosofia (Milano 2006); <em>Esercizi di pensiero per apprendisti filosofi</em> (Torino 2006); <em>Sullo spirito e l’ideologia. Lettera ai cristiani</em> (Milano 2007); <em>Ontologia del nuovo</em> (et al., Milano 2008); <em>La novità di ognuno. Persona e libertà</em> (Milano 2009), <em>La questione morale</em> (Milano 2010), <em>Dal vivo,  Meditazioni e versi sotto le stelle</em>, (Milano 2011)</p>
<p><strong><em>francesca nodari &#8211; direttore scientifico</p>
<p>http://www.filosofilungologlio.it</p>
<p>info@filosofilungologlio.it<br />
Francesca Nodari 338/6984088</em></strong></p>
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		<title>Che cos&#8217;è felicità?</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/06/06/che-cose-felicita/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 10:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[«Felice di vivere e padrone di sé
è chi al cadere di ogni giorno
potrà dire: “Ho vissuto”».
Orazio, Carmina III
È scattato il conto alla rovescia per la sesta edizione del Festival  Filosofi lungo l’Oglio. Incentrata sul tema della felicità e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la  kermesse si pregia altresì dei Patrocini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Felice di vivere e padrone di sé<br />
è chi al cadere di ogni giorno<br />
potrà dire: “Ho vissuto”».</em><br />
Orazio, Carmina III</p>
<p>È scattato il conto alla rovescia per la sesta edizione del Festival  Filosofi lungo l’Oglio. Incentrata sul tema della felicità e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la  kermesse si pregia altresì dei Patrocini del Ministero per i Beni e le Attività culturali, dell’Assessorato alla Cultura della Regione  Lombardia, delle Province di Brescia e Cremona, del Parco dell’Oglio Nord e del Parco Oglio Sud con  la partecipazione di dodici  Comuni.  In partnership  con la Fondazione Movimento Bambino, il  Festival – promosso dall’Associazione culturale omonima e posto sotto la  direzione scientifica di Francesca Nodari – si snoderà, fedele al suo spirito itinerante e forte del binomio luogo-pensiero, in  amene località rivierasche riportando la filosofia in mezzo alla gente. Tra castelli e piazze, cascine e chiese, ville e corti pensatori di  caratura internazionale indagheranno il tema in maniera plurivoca. Ad  aprire ufficialmente la serata inaugurale del Festival – in calendario lunedì 6  giugno, a partire dalle ore 21.15, presso l’Auditorium San Barnaba in corso Magenta 44 a Brescia – sarà l’illustre etnologo e  antropologo,<span style="color: #800000;"> Marc Augé con una lectio magistralis dal titolo: La felicità ha un luogo?</span></p>
<p>già directeur d’études presso l’Ecole  des Hautes Etudes en Sciences  Sociales di Parigi, di cui è stato a lungo  Presidente, dopo aver contribuito allo sviluppo delle discipline   africanistiche ha elaborato un’antropologia della pluralità dei mondi  contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della   modernità. Ha inoltre focalizzato la sua attenzione su una serie di  esperienze contemporanee che attraversano la progettazione urbanistica,   le forme dell’arte contemporanea e l’espressione letteraria.</p>
<p><strong>Tra le sue opere tradotte di recente:</strong> <em>Rovine e macerie</em>, Bollati Boringhieri, Torino 2004; <em>Perché viviamo</em>, Metelmi, Roma 2004; <em>Il mestiere dell’antropologo</em>, Bollati Boringhieri, Torino 2007; <em>Tra i confini. Città, luoghi, interazioni</em>, Bruno Mondadori, Milano 2007; <em>Il genio del paganesimo</em>, Bollati Boringhieri, Torino 2008; <em>Nonluoghi. Introduzione ad un’antropologia della surmodernità</em>, Eleuthera, Milano 2009, <em>Il bello della bicicletta</em>, Bollati Boringhieri, Torino 2009; <em>Il metrò rivisitato</em>, Raffaello Cortina, Milano 2009; <em>Che fine ha fatto il futuro? Dai non luoghi al nontempo</em>, Eleuthera, Milano 2009; <em>Per un’antropologia della mobilità</em>, Jaca Book, Milano 2010; <em>Un etnologo nel metrò</em>, Eleuthera, Milano 2010; <em>Ville e tenute. Etnologia della casa di campagna</em>, Eleuthera, Milano 2011, <em>Straniero a me stesso</em>, Bollati Boringhieri, Torino 2011</p>
<p>È componente del Comitato Scientifico del Consorzio per il <strong>Festival</strong><em>filosofia</em> di Modena.</p>
<p>Che cos’è felicità? Fine ultimo cui ciascuno di noi tende, la felicità risiede nel carpe diem o nella realizzazione della propria potenza? Richiede l’atarassia stoica o non mira che al godimento? In altri termini: felicità come passione dell&#8217;Uno o giusto mezzo nel mondo? Il Bene coincide con l’abbandonarsi ai piaceri della vita o – come sostiene Socrate nel Filebo – con l&#8217;esercizio dell&#8217;intelligenza? Ma gli interrogativi si moltiplicano: felicità al maschile o al femminile? Terrena o ultraterrena? Individuale o collettiva? Narcisista o altruista? E l’uomo, dal canto suo, vive rassegnato il dramma della propria finitudine oppure è un re che si crede mendicante? Egli vive pascalianamente tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo con la consistenza propria di un granello di sabbia convinto, tuttavia, che un giorno si ricongiungerà all’Eterno oppure cerca di vivere quegli attimi di «piena durata» di rilkiana memoria, dando spazio alla sua progettualità, nella consapevolezza che essa può realizzarsi soltanto a partire dalla prossimità con gli altri suoi simili e, per di più, già in questa vita? Non ci insegna, forse, Adorno che: «È per la felicità come per la verità: non la si ha, ma ci si è. Felicità non è che l&#8217;essere circondati, l&#8217;essere dentro, come un tempo nel grembo della madre»? o ci si deve abbandonare alla domanda pessimistica dell’Islandese alla Natura che così suona: «Dimmi quello che nessun filosofo mi sa dire: a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell&#8217;universo, conservata con danno e con morte di tutte le cose che le compongono?». E che dire del rapporto tra felicità e tecnica e dell’intimo legame con il bisogno, il desiderio, la verità, la libertà? E ancora quale differenza passa tra soddisfazione/appagamento e felicità? Si può essere felici da soli e cosa fa di una vita un’esistenza compiuta? Quali sono le strategie per farne buon uso e in cosa consiste la fecondità del bene? È felice chi è fortunato o è fortunato chi è 6 felice? Ha forse un luogo la felicità o conosce dei confini? È nell’abbraccio degli amanti – nella carezza che li trattiene – o nell’estasi del mistico che si svuota del sé? Un moltiplicarsi di interrogativi cui tenteranno di rispondere, sotto il cielo stellato di questo Simposio di Pensiero e di Parole, i nostri illustri relatori. A loro, il compito di illuminarci in questo entusiasmante tour culturale, ai nostri spettatori sensibili l’augurio di un buon viaggio con un avvertenza importante: come aveva argutamente intuito Pascal Bruckner in un suo fortunato saggio, ad una società dell’euforia che ci impone il dovere di essere felici occorre contrapporre, anzi richiedere a gran voce, il diritto alla felicità.</p>
<p>Francesca Nodari</p>
<p>Direttore scientifico Festival Filosofi lungo l’Oglio</p>
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		<title>Culture orientali</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/04/10/2456/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 08:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali]]></category>
		<category><![CDATA[UAC]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

 Avendo notato che la voce italiana wushu su wikipedia risultava alquanto sbilanciata ed incompleta, ho pensato di riscriverla. 
Grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;amico Stefano Zamblera, che s&#8217;è reso disponibile per il lavoro informatico offrendo anche il suo account, la modifica è stata caricata ed è ora consultabile.


La riscrittura non è ancora finita, manca la parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Georgia;"><em> </em></span></p>
<div><span><em><em><a href="http://uac.bondeno.com/soci.htm"><img class="aligncenter size-full wp-image-2457" title="serpentebianco" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/serpentebianco.png" alt="" /></a></em></em></span></div>
<p><em> </em><span style="font-family: Georgia;"><em>Avendo notato che la voce italiana <strong>wushu</strong> su wikipedia risultava alquanto sbilanciata ed incompleta,</em></span><em> ho pensato di riscriverla. </em></p>
<div><em>Grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;amico Stefano Zamblera, che s&#8217;è reso disponibile </em><em>per il lavoro informatico offrendo anche il suo account, la modifica è stata caricata ed è ora consultabile.</em></div>
<div><span style="font-family: Georgia;"><em><br />
</em></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia;"><em>La riscrittura non è ancora finita, manca la parte sul wushu sportivo che spero di completare quanto prima.</em></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia;"><em>Lo  spirito del mio contributo è stato quello di dare una struttura base  più razionale alla voce &#8220;wushu&#8221;, sperando così di favorire  le  modifiche, le aggiunte e i miglioramenti da parte degli altri utenti.</em></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia;"><em><br />
</em></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia;"><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wushu">http://it.wikipedia.org/wiki/Wushu</a></em></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia;"><em>Fabio Smolari<br />
</em></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia;"><em><br />
</em></span></div>
]]></content:encoded>
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