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	<title>bondeno.com &#187; storia</title>
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		<title>Palazzo Pepoli</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna
Via Castiglione 8, Bologna

Palazzo Pepoli verrà inaugurato il 28 gennaio 2012.
Cuore di Genus Bononiae. Musei nella Città, Palazzo Pepoli diverrà sede di un museo dedicato alla storia, alla cultura e alle trasformazioni di Bologna, dalla Felsina etrusca fino ai nostri giorni.
Il progetto di restauro e di allestimento dell’architetto Mario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="tiny_content">
<h2>Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna</h2>
<p><a href="http://maps.google.it/maps?q=Via+Castiglione+8,+Bologna&amp;hl=it&amp;ll=44.492158,11.346366&amp;spn=0.010026,0.027874&amp;sll=44.493138,11.345294&amp;sspn=0.010026,0.027874&amp;t=h&amp;z=16" target="_blank">Via Castiglione 8, Bologna</a></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 516px"><a href="http://www.ic9bo.it/joomla/images/stories/ipertesti/itinerari/pepoli.jpg"><img title="Palazzo Pepoli" src="http://www.ic9bo.it/joomla/images/stories/ipertesti/itinerari/pepoli.jpg" alt="" width="506" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Bologna</p></div>
<p><img title="orari_apertura_125" src="http://www.genusbononiae.it/lib/images/orari_apertura_125.jpg" alt="orari_apertura_125" width="125" height="40" /></p>
<p>Palazzo Pepoli verrà <strong>inaugurato il 28 gennaio 2012</strong>.</p>
<p>Cuore di Genus Bononiae. Musei nella Città,<a href="http://www.meridianaimmagini.it/index.php?idk=202&amp;subidk=275" target="_blank"> Palazzo Pepoli </a>diverrà <strong>sede di un museo dedicato alla storia</strong>, alla <strong>cultura </strong>e alle trasformazioni <strong>di</strong> <strong>Bologna</strong>, dalla Felsina etrusca fino ai nostri giorni.<br />
Il progetto di <strong>restauro </strong>e di <strong>allestimento </strong>dell’architetto <em>Mario Bellini</em>, trasformerà Palazzo Pepoli in un <strong>museo globale e interattivo</strong> di nuova concezione, in rapporto con la città nel collegarsi e  interagire con le altre realtà museali. Per vocazione, è destinato a  raccontare la storia di Bologna nel suo sviluppo architettonico,  artistico e scientifico, con l’uso di tecniche espositive scenografiche e  multimediali.</p>
<p>www.genusbononiae.it</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 250px"><a href="http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/small/53235230.jpg"><img title="Torre Pepoli" src="http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/small/53235230.jpg" alt="Torre dell'orologio" width="240" height="165" /></a><p class="wp-caption-text">Stellata</p></div>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pepoli" target="_blank">I Pepoli governarono anche Stellata</a>, come testimonia la torre dell&#8217;orologio nella piazza del paese</p>
</div>
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		<title>Storia ospitaliera</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 04:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Finale Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;. Nel secolo XI esisteva un ospedale detto di S. Lorenzo, sulle rive del Panaro, vicino all&#8217;omonimo oratorio che faceva parte del primo nucleo urbanistico del Finale. L&#8217;ospedale serviva anche ad accogliere chi transitava da Venezia, Ravenna, Mantova e Verona per le province di Modena e Bologna, itinerario che era una specie di Via Francigena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;. Nel secolo XI esisteva un ospedale detto di S. Lorenzo, sulle rive del Panaro, vicino all&#8217;omonimo oratorio che faceva parte del primo nucleo urbanistico del Finale. L&#8217;ospedale serviva anche ad accogliere chi transitava da Venezia, Ravenna, Mantova e Verona per le province di Modena e Bologna, itinerario che era una specie di Via Francigena per via d&#8217;acqua poiché veniva sfruttata la navigabilità del Panaro.</p>
<p>Nel XII secolo sembra essere stato fondato dai Templari, in sostituzione del primo, un nuovo ospedale detto di San Bartolomeo, che risale però ad epoca antecedente come è confermato dalla dichiarazione dei Massari, del-la Compagnia della Buona Morte, in data 1550, di cui appresso, dove si legge: &#8220;Che questo nostro Hospitale fondato da elemosine et gubernato bene da dieta com-pagnia da anni più che cinquecento&#8221;.</p>
<p>Dal 1295 abbiamo documenti ufficiali. In questo anno un certo Arcobaldo dotò l&#8217;ospedale di molti beni e lo ampliò in maniera che esso fu dotato di dieci letti, ottenendo dal Vescovo di Modena la concessione di governarlo sino alla sua morte. Molto nota doveva essere la sua fama, poiché donò tutti i suoi beni all&#8217;ospedale di San Bartolomeo, per cui questo potè ingrandirsi in più decorosa sede.</p>
<p>L&#8217; 11 marzo 1500 Don Francesco Brescia, cappellano di quell&#8217;oratorio, insieme con Messere Giovanni Scuota e dodici illustri concittadini finalesi, istituì la Confraternita della Buona Morte, restaurando l&#8217;ospedale e la chiesa e dettando uno statuto che fu approvato dal Vescovo di Modena. Tanto crebbe in breve la Confraternita che si ritenne necessario aggregarla a quella dell&#8217;Arcispedale di Santo Spirito in Roma, con bolla del Papa Leone X datata 23 aprile 1516 (tale bolla è andata in parte dispersa poi-ché venne usata da un incauto legatore di libri).</p>
<p>Così troviamo che l&#8217;ospedale di San Bartolomeo viene rifabbricato, poi ampliato negli anni 1435, 1488, 1588. Riportiamo un simpatico seppur macabro aneddoto ri-cavato dal libro dei morti nell&#8217;archivio parrocchiale: &#8220;Nicolo Papino fu sepolto sotto il portico dell&#8217;Hospitale (San Bartolomeo) addì 15 Giugno 1586 et fu ammazzato da Fortini il quale morì e i suoi compari presero la roba e ripararono nel Centese&#8221;.<br />
C&#8217;è da chiedersi se Fortini e soci dimorassero all&#8217;Alberone o a XII Morelli.</p>
<p>Nel 1668 la Confraternita di Santa Monica (la madre di S. Agostino), che aveva la sua sede accanto alla Chiesa degli Agostiniani dedicata a San Nicola da To-lentino (ex Cinema Garibaldi ora sede Unicredit Banca), nell&#8217;attuale via Malaguti, pensò di costruire l&#8217;ospedale chiamato Santo Spirito, perché collegato con l&#8217;omonimo di Roma, tra le vie Cavour e Trento Trieste, ospedale chein breve tempo sostituirà completamente quello di San Bartolomeo.</p>
<p>Della primitiva costruzione rimane ancora intatta la facciata della Chiesa del Santo Spirito, in via Cavour, restaurata in questi anni. La facciata che guarda via Trento Trieste è invece settecentesca, risale ai lavori di ampliamento fatti a metà del secolo. Negli anni 1752 &#8211; 1761 l &#8216;edifìcio dell&#8217;ospedale venne notevolmente ampliato, così aumentarono letti ed ambienti per invalidi ed incurabili. Nel 1784 la gloriosa Confraternita di Santa Monica venne soppressa e la sua opera passò alla Congregazione di Carità, l&#8217;ente pubblico che inglobò diverse opere pie.</p>
<p>Le varie eredità destinate all&#8217;ospedale permisero che i letti gratuiti aumen-tassero sempre più. Il nostro ospedale ebbe un notevole apporto dall&#8217;Opera Pia Grossi nel 1843. Essa ha avuto il riconoscimento civile, prima ducale e poi regio con l&#8217;Unità d&#8217;Italia. Fu fondata dal canonico Grossi Don Luigi Andrea il 3 ottobre 1836. Suo scopo era il mantenimento nel civico ospedale di Finale Emilia degli infermi poveri di campagna, oltre a soccorrere o sussidiare i poverelli appartenenti alla parrocchia di Finale tanto in villa che nell&#8217;interno della città. E&#8217; da attribuire a tale Opera Pia Grossi la realizzazione delle case delle vedove in via Montegrappa.</p>
<p>Esse furono poi vendute e col ricavato fu acquistata la proprietà Facchini nel 1953, a sua volta abbattuta per fare posto all&#8217;attuale Poliambulatorio. Le vedove furono sistemate in piccoli appartamenti nell&#8217;edificio di fianco alla Casa Protetta. Dal 1889 al 1974 hanno svolto presso l&#8217;ospedale un ottimo servizio infermieristico e di gestione le Suore della Carità di San Vincenzo de Paoli.</p>
<p>Italo Spinelli in<em> Piazza Verdi</em></p>
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		<title>E quattro!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 06:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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Il 23 agosto 1923 i sig. Bergamini Agostino,  Cervellati Adolfo e Gherardi Silvio, chiedono ed ottengono il permesso di  occupare 200 metriquadri della erigenda Piazza del Popolo (area ex cimitero) per  impiantarvi un padiglione in legno ad uso di pubblico ritrovo. Il 26 marzo 1924,  alla società proprietaria di quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-4313" href="http://www.bondeno.com/2011/12/27/e-quattro/apollo1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-4313" title="apollo1" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/apollo1-424x800.jpg" alt="" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Il 23 agosto 1923 i sig. Bergamini Agostino,  Cervellati Adolfo e Gherardi Silvio, chiedono ed ottengono il permesso di  occupare 200 metriquadri della erigenda Piazza del Popolo (area ex cimitero) per  impiantarvi un padiglione in legno ad uso di pubblico ritrovo. Il 26 marzo 1924,  alla società proprietaria di quello che era diventato il Salone (Teatro) Apollo  viene concesso di occupare 1000 metriquadri di suolo pubblico esattamente tre il  Salone ed il campo sportivo, la concessione era per un anno in quanto la zona  era destinata alla costruzione di un grande edificio scolastico. I lavori alla  scuole inziarono nel 1927 ed il salone ebbe dunque breve vita dal 1924 al 1926.  Questo volantino è del Luglio 1925 (ne possiedo almeno una dozzina  tutti  appartenenti alla stessa tournè) e potrebbe essere stata l&#8217;unica stagione  teatrale estiva tenutasi in questo luogo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Marco Dondi<br />
</span></span></p>
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		<title>Eroiche visioni</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 06:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Modena]]></category>

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		<description><![CDATA[Eroiche visioni
Storie di duchi e patrioti
17 dicembre 2011 – 3 giugno 2012
Modena, Museo Civico d&#8217;Arte, nuova sala mostre
Inaugurazione
con luminaria “risorgimentale”
sabato 17 dicembre ore 17.30
Il nuovo spazio espositivo dei Musei Civici inaugura con una mostra
curata dal Museo Civico d&#8217;Arte con il contributo della Camera di Commercio di Modena.
L&#8217;iniziativa chiude le celebrazioni legate al 150° dell’Unità d&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eroiche visioni<br />
Storie di duchi e patrioti<br />
17 dicembre 2011 – 3 giugno 2012<br />
Modena, Museo Civico d&#8217;Arte, nuova sala mostre</p>
<p>Inaugurazione<br />
con luminaria “risorgimentale”<br />
sabato 17 dicembre ore 17.30</p>
<p>Il nuovo spazio espositivo dei Musei Civici inaugura con una mostra<br />
curata dal Museo Civico d&#8217;Arte con il contributo della Camera di Commercio di Modena.</p>
<p>L&#8217;iniziativa chiude le celebrazioni legate al 150° dell’Unità d&#8217;Italia e, attraverso un taglio accattivante che mira a restituire l’atmosfera degli anni “eroici” in cui si fece l’Italia Unita, intende valorizzare innanzitutto il patrimonio legato al Museo del Risorgimento di Modena. Non una successione di eventi in sequenza cronologica, ma una suggestiva ricostruzione d’ambiente che ricrea attraverso un allestimento ispirato alle “period rooms” di tanti grandi musei europei il clima gravitante intorno alla corte dei due duchi austro-estensi, Francesco IV e Francesco V.<br />
Ciò è reso possibile anche dalla disponibilità di opere e materiali appartenenti propriamente alle raccolte del Museo Civico d’Arte, costituitesi nel fervido clima culturale che caratterizzò la vita modenese degli ultimi decenni dell’Ottocento. Sullo sfondo dell’ambiente di corte, improntato ad una raffinata eleganza Mitteleuropea ma incapace di farsi interprete delle istanze più progredite provenienti dalla società civile, si stagliano i personaggi che hanno “fatto” il Risorgimento modenese e italiano: da Don Giuseppe Andreoli promotore dei primissimi moti carbonari del 1821; a Ciro Menotti, figura che efficacemente incarna il mito dell’eroe romantico, caduto difendendo gli ideali di libertà e progresso durante i moti del 1831 di cui era stato l’animatore; fino a Nicola Fabrizi e Enrico Cialdini, la cui carriera ha inizio a Modena in quello stesso 1831, vedendoli poi tra i protagonisti delle vicende del Risorgimento nazionale.</p>
<p>Integra la mostra il filmato “Blob tricolore” che offre una suggestiva selezione di sequenze tratte da film d&#8217;autore di argomento risorgimentale, opportunamente selezionate da Alberto Morsiani con l&#8217;obiettivo di restituire il clima e l&#8217;aura dell&#8217;epoca attraverso il filtro e l&#8217;occhio del regista.</p>
<p>In occasione dell&#8217;inaugurazione della mostra, sabato 17 dicembre alle 17.30, presso lo scalone monumentale di Palazzo dei Musei una luminaria “risorgimentale” accoglierà i visitatori e li condurrà verso l&#8217;ingresso del Museo Civico d&#8217;Arte.</p>
<p>La mostra si articola in realtà su tre sedi: oltre al museo, vi sono due sezioni distaccate, presso il Palazzo Comunale e presso il Palazzo Molza, oggi sede della Camera di Commercio, dedicate la prima alla figura di Adeodato Malatesta e la seconda a quella di Giuseppe Garibaldi.</p>
<p>Sezioni della mostra in altre sedi:</p>
<p>Adeodato Malatesta e i volti dei modenesi &#8211; 17.12.2011 / 3.6.2012<br />
PALAZZO COMUNALE<br />
orari: lun-sab: 9-19; dom 9.30-13, 15-19<br />
24 dic: 9.30-13; chiuso: 25-26 dic &#8211; 6 gen ore 15-19</p>
<p>Giuseppe Garibaldi a Modena &#8211; 17.12.2011 / 18.3.2012<br />
CAMERA DI COMMERCIO, via Ganaceto 134 Modena<br />
dal 17.12.2011 al 8.1.2012<br />
lun-dom: 10-13, 15-18; 24, 31 dic: 10-13 &#8211; 6 gen: 15-18<br />
dal 9.1.2011 al 18.3.2012<br />
lun-ven su appuntamento (+ 39 059 208230 &#8211; gestione.sale@mo.camcom.it)<br />
sab, dom: 10-13, 15-18<br />
ingresso gratuito</p>
<p>Info: Museo Civico d’Arte &#8211; tel. (+39) 059 2033101<br />
www.comune.modena.it/museoarte &#8211; museo.arte@comune.modena.it</p>
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		<title>Da Quarto a Quarto</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 07:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[150°]]></category>
		<category><![CDATA[Garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[mille]]></category>

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		<description><![CDATA[- Brevi cenni sui Mille di Giorgio Mastrorocco
Fra i 1089 partiti da Quarto e censiti nel terzo e ultimo elenco, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 novembre 1878, 443 erano lombardi, 160 veneti, 157 liguri, 80 toscani; 91 erano originari del Regno delle Due Sicilie, solo 30 i piemontesi ma ben 35 i volontari trentini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Brevi cenni sui Mille di Giorgio Mastrorocco</p>
<p>Fra i 1089 partiti da Quarto e censiti nel terzo e ultimo elenco, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 novembre 1878, 443 erano lombardi, 160 veneti, 157 liguri, 80 toscani; 91 erano originari del Regno delle Due Sicilie, solo 30 i piemontesi ma ben 35 i volontari trentini e friulani. Gli analfabeti erano 48, il 4,5% del totale, rispetto alla media nazionale stimata allora al 78%. Fra i mestieri abbiamo 34 falegnami, 24 calzolai, 22 fornai e panettieri, 9 sarti, 14 barbieri e 14 osti: gli operai e artigiani erano complessivamente 283; gli “intellettuali” ovvero studenti, laureati e impiegati erano 253; militari e marinai erano 203. Dieci gli arruolati di religione ebraica. Sette i figli di nessuno. Quanto all’età, il più giovane, Bepin Marchetti, veniva da Treviso e aveva 11 anni; il più vecchio, Tommaso Parodi, genovese, era un ortolano di 69 anni. Dei circa 180 bergamaschi, il gruppo più numeroso, il 73%, aveva meno di 22 anni. L’11 novembre 1860 Cavour firma il decreto di scioglimento dell’Esercito Meridionale. Qualche giorno prima, il 6 novembre, dodicimila uomini in camicia rossa restano schierati tutto il giorno nel piazzale della Reggia di Caserta in attesa di Vittorio Emanuele II, che li doveva passare in rassegna. Il re non si presenta, quell’attesa sarà inutile. Inizia per i Mille e per tutti gli altri volontari un lungo e, nella maggior parte dei casi, amaro dopoguerra. Nel febbraio del 1861 viene imposto il divieto di indossare la camicia rossa; agli ufficiali garibaldini viene negato il diritto al saluto da parte della truppa regolare. A parte i 78 che morirono durante la spedizione, tra i volontari qualcuno ebbe fortuna: 37 entrarono in Parlamento, alcuni divennero importanti uomini di governo (Benedetto Cairoli, Francesco Crispi, Giovanni Nicotera, Agostino Depretis), 15 fecero carriera nel Regio Esercito e divennero generali. Alcuni divennero importanti imprenditori: Giuseppe Orlando costruttore navale dell’Ansaldo, il trentino Ergisto Bezzi trasforma i prati di Porta Ticinese, a Milano, in un modernissimo e redditizio distretto del sughero. Luigi Pianciani sarà due volte sindaco di Roma e la doterà nel 1873 del suo primo piano regolatore. Eugenio Torelli Viollier fu cofondatore nel 1876 e direttore, fino al 1898, del Corriere della Sera. Ma per tutti gli altri sarà durissima. Otto muoiono quasi subito di tubercolosi, 16 saranno i suicidi, 24 finiranno in manicomio – quattro nell’Istituto di Quarto, proprio da dove erano partiti. A decine emigreranno verso le Americhe e l’Argentina in particolare, con alterna fortuna: uno di essi, il trevisano Augusto Povoleri, si butta dalla nave durante la traversata e muore annegato. Bixio muore di colera a Sumatra. Meritano un cenno i bergamaschi che nel ’63 seguirono Francesco Nullo in Polonia a combattere contro i cosacchi dello zar: Nullo e Marchetti muoiono subito, una decina di altri finiranno in Siberia, a scontare anni terribili di prigionia, mentre le mogli continueranno per anni a chiedere pietà allo zar, in vacanza a Nizza. Piazza Garibaldi crediti non contrattuali 10 Il grossetano Giuseppe Bandi, il più simpatico e irriverente fra i memorialisti garibaldini muore nel 1894 pugnalato a morte da un anarchico. Il carrettiere bergamasco Pietro Artifoni, abilissimo con la carabina, finirà i suoi giorni a Seriate sparando ai gatti, di cui era goloso.</p>
<p>CERCHIO ITALIANO di Giorgio Mastrorocco*</p>
<p>La fotografia ingiallita del piroscafo Conte Biancamano è stata scattata nell’estate del 1930: sul ponte, in mezzo a cento connazionali, riconosco mia mamma Lina e la nonna. Stanno tornando in Italia dal Rhode Island, dove la famiglia era emigrata dopo la Grande Guerra, trovando lavoro in un calzaturificio; la crisi seguita al ’29 li ha ributtati tutti verso il Vecchio Continente. Dopo averla osservata distrattamente per tanti anni sul muro di casa dei miei, adesso quella foto mi fa compagnia accanto allo scrittoio. La piccola Lina aveva otto anni, troverà una nuova casa in Dalmazia, a Zara, grazie alla politica di rimpatrio del regime. A Zara diventa maestra ma poi scoppia un’altra guerra e il suo primo marito, ufficiale medico dell’Armir, scampato alla ritirata dalla Russia, finisce sotto le bombe angloamericane mentre lavora all’ospedale di Trento. Siamo nel ’43, a Zara non si può più stare, gli italiani vengono sfollati ma anche il nonno non ce la fa e resta sotto le macerie del rifugio, un’altra bomba inglese. Ciò che resta della famiglia si ritrova in Italia, sono gli anni più difficili. Mia madre subito dopo la guerra inizia a insegnare nelle scuole elementari di Afragola, più tardi conoscerà il mio babbo, da poco laureato in legge. Lui è di Vieste, il paese nel Gargano da dove, nel 1919, erano partiti i genitori di lei verso l’America: ha appena vinto il concorso per entrare nella Pubblica Sicurezza, è diventato Commissario. All’inizio degli anni ’50 risalgono la penisola: tappa a Roma, dove nasce il primo figlio, poi a Pavia dove ne mettono al mondo altri tre fra il ’55 e il ’58. A me tocca il ‘55, un numero che m’è sempre piaciuto. All’inizio degli anni ’60 ci trasferiamo a Bergamo, dove siamo cresciuti e abbiamo messo altre, provvisorie, radici. Fatti bene i conti, ci possiamo considerare il frutto di almeno cinque ondate migratorie. Perciò, quando Davide mi ha chiesto di aiutarlo a immaginare, scrivere e fare con lui il viaggio di Piazza Garibaldi, dopo il disorientamento iniziale (il cinema non è il mio mestiere&#8230;), ho accettato con entusiasmo: il film ci offriva l’occasione di chiudere storie che qualcuno aveva iniziato per noi tanto tempo fa&#8230; Prendete il Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo, per esempio. E’ dove io e Davide ci siamo conosciuti da ginnasiali negli anni ‘70, ma è anche la scuola da cui partirono decine di studenti per raggiungere Garibaldi a Quarto. Oppure è successo che quando i sopralluoghi e altre ricerche mi hanno portato a Pavia, la città dei fratelli Cairoli, ho scoperto che la mia casa d’infanzia era a pochi passi da quella in cui abita da sempre Mino Milani, storico e biografo di Garibaldi, ma anche autore delle avventure a fumetti più belle per noi piccoli di allora&#8230;. In questi ultimi tre anni, sprofondato nelle memorie garibaldine e spesso in compagnia dei discendenti dei Mille, ho avuto la fortuna di rifare quell’epico viaggio per due volte e di prendermi qualche pausa dal mestiere bellissimo e faticoso che faccio da trent’anni, insegnante di storia e letteratura italiana. Si potesse fare un altro giro, lo rifarei. Si potesse ricominciare daccapo, mi ci ributterei.</p>
<p>* Sceneggiatore di <em>Piazza Garibaldi</em>, un film di <strong>Davide Ferrario</strong></p>
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		<title>Un primato ferroviario italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 07:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I normali elettrotreni Breda, già da circa un anno in servizio sulla linea Napoli-Roma-Boìogna, in vista dell&#8217;estensione del loro impiego regolare sui tratti Bologna-Milano. Bologna-Ancona e Roma-Pisa, sono stati oggetto in questi giorni di speciali prove da parte dei tecnici delle ferrovie. Si è esaminata la possibilità di aumentare ancora la già altissima velocità del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3950" href="http://www.bondeno.com/2011/11/13/un-primato-ferroviario-italiano/littorina/"><img class="aligncenter size-large wp-image-3950" title="littorina" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/littorina-600x451.jpg" alt="" /></a>I normali elettrotreni Breda, già da circa un anno in servizio sulla linea Napoli-Roma-Boìogna, in vista dell&#8217;estensione del loro impiego regolare sui tratti Bologna-Milano. Bologna-Ancona e Roma-Pisa, sono stati oggetto in questi giorni di speciali prove da parte dei tecnici delle ferrovie. Si è esaminata la possibilità di aumentare ancora la già altissima velocità del fulmineo convoglio che. come è noto, alcuni mesi or sono ha stabilito il primato internazionale di velocità superando i 200 chilometri orari. Queste prove volgono ora a conclusione e mentre è già stato annunciato che il 28 Ottobre avverrà l&#8217;inaugurazione ufficiale degli elettrotreni sulle tre linee anzidette, le Ferrovie comunicano che col 20 corrente si inizierà l&#8217;impiego regolare dei convogli elettrici sul tratto Bologna-Milano. Un eccezionale viaggio di prova è stato compiuto dall&#8217;elettrotreno Breda sul percorso Roma-Napoli il 27 luglio scorso. Sul convoglio, partito da Roma alle 11,15 avevano preso posto S. E. Benni Ministro delle Comunicazioni, il sottosegretario Jannelli, il direttore generale delle Ferrovie ing. Velani, e un folto gruppo di alti funzionari del Ministero delle Comunicazioni e di giornalisti italiani e stranieri. Erano presenti altresì a rappresentare la Breda, il direttore centrale comm. ing. Arnaldo Salamini e il cav. ing. Giuseppe Dal Monte capo dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;officina costruttrice degli elettrotreni. Il percorso, di 214 chilometri, è stato compiuto in un&#8217;ora e venticinque minuti. Il tratto Roma-Formia di centoventotto chilometri, in 50 primi e in realtà in soli quarantacinque. perché cinque minuti si perdettero in rallentamenti all&#8217;uscita dalla stazione di Roma per i grandiosi lavori di rinnovamento in corso. La velocità media è stata quindi di 165 chilo-metri orari. Benché le curve vengano percorse a più di centocìnquanta chilometri all&#8217;ora e su certi tratti rettilinei si superino i 180 orari nulla dà un&#8217;esatta sensazione della elevata velocità del convoglio. Gli ampi cristalli delle finestre sono fissi e l&#8217;aria che circola nel vagone è opportunamente condizionata a mezzo di speciali impianti situati negli spazi sottostanti alle carrozze. La sospensione ulteriormente perfezionata e migliorata dotando anche i carrelli di ammortizzatori idraulici e dando maggior peso alle vetture, si può considerare perfetta!. Le soffici poltrone assorbono poi completamente ogni residua vibrazione o scossa. Il risultato prefisso di ottenere l&#8217;aumento della velocità senza diminuire le comodità offerte ai viaggiatori e mantenendo intatte le garanzie di sicurezza nella marcia è stato perfettamente raggiunto grazie alla pronta, appassionata collaborazione dei tecnici della Breda. realizzatori di questo perfetto mezzo meccanico, vanto dell&#8217;Industria italiana. Gli elettrotreni aerodinamici Breda, che come abbiamo detto circolano ormai da più di un anno su linee di grande comunicazione della nostra rete ferroviaria, senza il più piccolo inconveniente, sono unità composte di tre carrozze intercomunicanti che poggiano su quattro carrelli a due assi i due carrelli di mezzo in corrispondenza ai perni di collegamento dei tre elementi) venendo così in effetto a costituire come una sola carrozza articolata della lunghezza totale di 62 metri e mezzo con una massima larghezza di m. 2.92. e del peso a carico completo di circa 117 tonnellate. In questi convogli, il rapporto tra il peso del materiale rotabile e quello delle persone trasportate è di circa una tonnellata per persona, mentre nei treni ordinar! è di due tonnellate e mezza. Questa notevolissima economia di peso è stata realizzata grazie a speciali procedimenti costruttivi tra i quali importantissimo l&#8217;impiego delle saldature elettriche nella giunzione dei vari elementi costituenti la complessa struttura dell&#8217;elettrotreno. L&#8217;apparato motore del treno comprende sei motori a corrente continua a 3000 Volta della potenza di 200 CV. ciascuno. I due carrelli alle estremità ne hanno due per ciascuno mentre un motore è montato sui due carrelli intermedi. Le due cabine di guida poste alle estremità del treno consentono entrambe la manovra e sono all&#8217;uopo collegate con un impianto telefonico. I posti di guida sono anche dotati del dispositivo di sicurezza per il conducente unico già in uso sui locomotori elettrici delle nostre Ferrovie. Questo dispositivo speciale assicura l&#8217;arresto automatico del convoglio anche se si verificasse il caso che il conducente fosse colpito da improvviso malore. Tenuto conto dell&#8217;alta velocità raggiungibile dagli elettrotreni al sistema frenante vennero dedicati speciali studi e particolari cure: ad esso è stato applicato il distributore « Breda » recentemente adottato in Italia dalle Ferrovie dello Stato, per tutto il materiale rotabile, per le sue constatate eccellenti caratteristiche di funzionamento, prontezza e gradualità della frenatura e sfrenatura non raggiunta da alcun altro tipo finora costruito.</p>
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		<title>Come eravamo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 11:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FRATELLI SANTINI &#8211;        FERRARA (marchio AQUILAS )
di Giuseppe Croce
 Noi collezionisti di        lampade ad acetilene, comunemente dette a carburo, siamo riconoscenti        verso questa rinomata azienda, che è stata, in Italia, leader nel campo  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">FRATELLI SANTINI &#8211;        FERRARA (marchio AQUILAS )<br />
</span><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">di Giuseppe Croce</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"> <img src="http://www.scalve.it/lampade/images/LogoFratelliSantini.gif" border="0" alt="" hspace="3" width="201" height="200" align="left" />Noi collezionisti di        lampade ad acetilene, comunemente dette a carburo, siamo riconoscenti        verso questa rinomata azienda, che è stata, in Italia, leader nel campo        dell&#8217;illuminazione, per usi comuni e per le miniere.<br />
Ognuno di noi annovera nella propria collezione alcune lampade prodotte        dai F.lli Santini e crediamo che nel corso della loro attività ne siano        state prodotte molte centinaia di migliaia, da quelle economiche a quelle        più pesanti e più costose.<img src="http://www.scalve.it/lampade/images/SantiniCarbFiore.jpg" border="0" alt="" hspace="2" width="180" height="300" align="right" /><br />
I collezionisti dedicano molto tempo a ricercarle (quando si trovano) nei        mercatini domenicali di antiquariato, ma col passar del tempo è sempre più        difficile avere la fortuna di trovarne una (che sia ovviamente in buono        stato di conservazione e completa nei suoi accessori).<br />
<strong>La storia della Ditta Fratelli Santini comincia nel 1859, quando Orfeo        Santini inizia l&#8217;attività in una piccola officina in Bondeno (FE), </strong>per la        riparazione di oggetti di latta, ottone e altri articoli metallici e        soprattutto per la fabbricazione di lumini di ottone ad olio.<br />
L&#8217;attività era progredita fino al 1866 quando a causa della guerra con        l&#8217;Austria, molti operai partirono volontari o chiamati alle armi,        lasciando la Ditta in difficoltà per mancanza di mano d&#8217;opera, ma già nel        1872 il lavoro era ritornato in pieno.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"> <img src="http://www.scalve.it/lampade/images/SantiniCarbLeggere.jpg" border="0" alt="" width="300" height="220" /><br />
</span><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">Lampade a carburo, tipo leggere</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Nel 1879 l&#8217; Azienda si trasferì a Ferrara.<br />
Nel 1886 il fondatore Orfeo si ritirò dagli affari affidando ai figli        Silvio, Umberto e Paolo la conduzione dell&#8217;Azienda padronale, i quali la        trasformarono in un vero stabilimento industriale.<br />
<img src="http://www.scalve.it/lampade/images/SantiniSicure.jpg" border="0" alt="" hspace="5" width="173" height="300" align="left" />Nel 1900 costruirono un nuovo stabilimento moderno in una zona alla        periferia di Ferrara perché intuirono con grande saggezza e tempestività        che stava avvenendo qualcosa di molto importante nel mondo, in merito alla        illuminazione<br />
Infatti nel 1892 lo statunitense Thomas Willson scoprì casualmente il        processo di come produrre industrialmente ed economicamente il carburo di        calcio e quindi l&#8217;acetilene che era stata scoperta in laboratorio ancora        nel 1815. L&#8217;acetilene è il prodotto dalla reazione chimica dell&#8217;acqua sul        carburo di calcio, è un gas incolore di un particolare odore e brucia        nell&#8217;aria con una fiamma luminosa ed intensa.<br />
</span><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">(la foto riprende i modelli delle        lampade di sicurezza ad olio e a carburo)</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Questa scoperta fu subito sfruttata dagli americani e dai tedeschi i quali        introdussero nel mercato le prime lampade ad acetilene (a carburo) nel        1899.<br />
I fratelli Santini quindi furono i primi in Italia a fabbricare lampade ad        acetilene con il marchio &#8220;AQUILAS&#8221;, brevettate in cento tipi, da        appendere, per tavola, per fanali, per miniere e gallerie, per ferrovie,        per biciclette, esportando i loro prodotti in tutto il mondo.<br />
Grande è stata negli anni seguenti l&#8217;espansione della Società. Nel 1914        muore il fratello Silvio (i suoi figli, lo stesso anno, costruiranno un        loro stabilimento per la produzione di lampade a carburo &#8211; marchio ORSO) .        Purtroppo nel 1944 lo stabilimento subì pesanti bombardamenti aerei che        distrussero due terzi dello stesso, ma i Santini ebbero la forza di        ricominciare nel dopoguerra ridando nuovo impulso alla produzione.</span></p>
<p><img src="http://www.scalve.it/lampade/images/SantiniCarbPesanti.jpg" border="0" alt="" width="300" height="282" /><br />
<span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">Lampade a carburo, tipo pesanti</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Nel dopoguerra , a partire già dal 1945, ci fu una grande evoluzione circa        l&#8217;illuminazione in Italia : l&#8217;energia elettrica si andava estendendo nelle        campagne, nelle miniere si stavano diffondendo lampade elettriche        portatili, la concorrenza straniera era diventata pressante tanto che i        F.lli Santini si resero conto che l&#8217;illuminazione con le lampade a carburo        era in fase di declino e le poche miniere italiane esistenti non davano        sufficiente lavoro per giustificare la continuità produttiva.<br />
In questa situazione la Società venne posta in liquidazione nel 1964 e i        subentranti, Meccanica Generale Ferrarese (MGF) di G. Ferrari &amp; C        continuarono la produzione di lampade con il marchio &#8220;AQUILA&#8221;, ma cessarono        definitivamente l&#8217;attività qualche anno dopo il 1970.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;"> <a href="http://www.scalve.it/lampade/default.htm" target="_top">Lampade        da miniera</a></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;"> <a href="http://www.scalve.it/" target="_top">www.scalve.it</a></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: xx-small;">Fonte: </span>http://www.scalve.it/lampade/santini.htm</p>
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		<title>Un po&#8217; di storia</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 05:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
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		<category><![CDATA[Sant'Anna]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ideazione e la costruzione dell&#8217;ospedale di Ferrara si fanno risalire a Giovanni Tavelli da Tossignano, vescovo della città estense, il quale desiderò dotare una delle più importanti corti ducali del Rinascimento di un adeguato nosocomio dedicato ai poveri e agli ammalati. Risale all&#8217;8 ottobre 1440 la bolla pontificia attraverso la quale papa Eugenio IV, sollecitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ideazione e la costruzione dell&#8217;ospedale di Ferrara si fanno risalire a <a title="Giovanni Tavelli da Tossignano (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giovanni_Tavelli_da_Tossignano&amp;action=edit&amp;redlink=1">Giovanni Tavelli da Tossignano</a>, vescovo della città estense, il quale desiderò dotare una delle più importanti corti ducali del <a title="Rinascimento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento">Rinascimento</a> di un adeguato nosocomio dedicato ai poveri e agli ammalati. Risale all&#8217;8 ottobre <a title="1440" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1440">1440</a> la <a title="Bolla pontificia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_pontificia">bolla pontificia</a> attraverso la quale <a title="Papa Eugenio IV" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Eugenio_IV">papa Eugenio IV</a>, sollecitato da <a title="Nicolò III d'Este" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicol%C3%B2_III_d%27Este">Nicolò III d&#8217;Este</a> e da <a title="Lionello d'Este" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lionello_d%27Este">Lionello d&#8217;Este</a>, incaricò il vescovo Tavelli della costruzione di un ospedale.</p>
<div>
<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:St._Anna_Square.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2f/St._Anna_Square.jpg/250px-St._Anna_Square.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a></p>
<div>
<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:St._Anna_Square.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.17/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>L&#8217;oratorio di Sant&#8217;Anna, prima sede dell&#8217;Arcispedale</p></div>
</div>
</div>
<p>Il Tavelli si mise quindi alla ricerca di una zona piuttosto  periferica e dotata di ampi spazi che potessero ospitare la grande  struttura ospedaliera e i futuri allargamenti dei fabbricati ad essa  annessi. Tale luogo fu individuato a nord della città <a title="Medioevo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">medioevale</a> vicino all&#8217;allora <em>Porta dei Leoni</em>, a qualche metro dal <a title="Castello Estense" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Estense">Castello Estense</a>. In quest&#8217;area si ergeva un antico monastero di frati <a title="Ordine di Sant'Agostino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_di_Sant%27Agostino">agostiniani</a> provenienti dall&#8217;<a title="Armenia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Armenia">Armenia</a>. I frati armeni avevano occupato un convento fondato dai <a title="Ordine francescano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_francescano">francescani</a> e costruito nel <a title="1304" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1304">1304</a>, i quali avevano dedicato un oratorio a <a title="Anna e Gioacchino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_e_Gioacchino">Sant&#8217;Anna</a>.</p>
<p>Dopo qualche anno di forte fervore religioso e di opere di bene il  monastero arrivò al collasso a causa anche di comportamenti poco consoni  manifestati da alcuni frati. Il vescovo Tavelli approfittò della  scomoda reputazione e della angusta posizione nella quale si erano  collocati i frati per decretare la soppressione dell&#8217;ordine religioso al  fine di insediarvi il nuovo ospedale.</p>
<p>Dal <a title="1445" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1445">1445</a>,  anno in cui l&#8217;ospedale venne consegnato alla città, il Sant&#8217;Anna  divenne con il passare del tempo sempre più importante fino a  rappresentare meta obbligatoria non solo degli ammalati, dei mendicanti,  degli infermi e dei poveri ma anche dei semplici viandanti o dei  passeggeri. Gli ambienti del nosocomio si dotano di tutte le  apparecchiature e del personale competente fino a divenire un completo  ospedale cittadino e per la sua importanza venne prima chiamato <em>Magnum</em>, ad indicare le sue grandi dimensioni, ed in seguito definito <em>Arcispedale</em>,  titolo che lo contraddistingue ancora oggi. La Facoltà di Medicina era  già presente nella Ferrara rinascimentale e grazie alla costruzione  dell&#8217;ospedale vi si poté insediare aprendo così i corsi di Medicina e  Chirurgia dell&#8217;<a title="Università degli Studi di Ferrara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_degli_Studi_di_Ferrara">Università degli Studi di Ferrara</a>.</p>
<div>
<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Hospital_1.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/Hospital_1.jpg/250px-Hospital_1.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a></p>
<div>
<div><a title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Hospital_1.jpg"><img src="http://bits.wikimedia.org/skins-1.17/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>L&#8217;attuale sede dell&#8217;Arcispedale in Corso Giovecca</p></div>
</div>
</div>
<p>In età contemporanea il Sant&#8217;Anna venne trasferito in una nuova sede in <a title="Corso della Giovecca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corso_della_Giovecca">Corso Giovecca</a> dove ancora oggi risiede dal <a title="1927" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1927">1927</a>. L&#8217;antica sede dell&#8217;Arcispedale e dell&#8217;oratorio è in parte ancora presente, situata a Ferrara in <a title="Piazzetta Sant'Anna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazzetta_Sant%27Anna">Piazzetta Sant&#8217;Anna</a>,  di recente riqualificata e ristrutturata. Gli edifici che costituivano  il nosocomio vennero tutti demoliti per fare spazio ad una nuova area  che venne destinata a costruzioni moderne. Tale incarico fu affidato  all&#8217;ingegnere ferrarese <a title="Carlo Savonuzzi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Savonuzzi">Carlo Savonuzzi</a> il quale riqualificò l&#8217;area tramite la costruzione di importanti edifici in stile <a title="Razionalismo italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Razionalismo_italiano">razionalista</a> quali il <a title="Museo di storia naturale (Ferrara)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_storia_naturale_%28Ferrara%29">Museo di storia naturale</a>, la <a title="Scuola elementare &quot;Alda Costa&quot;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_elementare_%22Alda_Costa%22">Scuola elementare &#8220;Alda Costa&#8221;</a>, il <a title="Complesso Boldini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complesso_Boldini">Complesso Boldini</a> e il <a title="Conservatorio Girolamo Frescobaldi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conservatorio_Girolamo_Frescobaldi">Conservatorio Girolamo Frescobaldi</a>.</p>
<p>Fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Arcispedale_Sant%27Anna_di_Ferrara</p>
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		<title>Il museo per l&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>

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		<description><![CDATA[



IL MUSEO PER L&#8217;ESTATE
Modena, Piazza XX Settembre
16, 23, 29 giugno e 13 luglio 2011 alle ore 21

In occasione dell&#8217;”Estate modenese” organizzata dall&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, il Museo Civico d&#8217;Arte, in collaborazione con l&#8217;Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, partecipa alle celebrazioni del 150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia organizzando una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 185px;" border="1" cellspacing="2" cellpadding="2" width="988">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<div><span style="font-family: Verdana;"><strong>IL MUSEO PER L&#8217;ESTATE</strong></span><big><br />
</big><span style="font-family: Verdana;"><strong>Modena, Piazza XX Settembre</strong></span><big><br />
</big><span style="font-family: Verdana;"><strong>16, 23, 29 giugno e 13 luglio 2011 alle ore 21</strong></span></div>
<p><small><span style="font-family: Verdana;"><br />
<big>In occasione dell&#8217;”<strong>Estate modenese</strong>” organizzata dall&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, il Museo Civico d&#8217;Arte, in collaborazione con l&#8217;Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, partecipa alle <strong>celebrazioni del</strong> <strong>150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong> organizzando una serie di serate a tema.<br />
</big> </span></small></td>
<td valign="top"><img src="mailbox:///C%7C/Documents%20and%20Settings/Paolo/Dati%20applicazioni/Thunderbird/Profiles/jy3sej6c.default/Mail/pop.bondeno-1.com/Inbox?number=501117752&amp;part=1.1.3" alt="" width="194" height="176" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><small><span style="font-family: Verdana;"><br />
<big>Giovedì 16 giugno ore 21 &#8211; </big></span></small><span style="font-family: Verdana;">Passioni risorgimentali. Lettere e letture modenesi</span></strong><br />
<small><span style="font-family: Verdana;">a cura di Lorenzo Lorenzini, Museo Civico d’Arte di Modena</span></small><br />
<small><span style="font-family: Verdana;">con letture di Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Pietro Traldi</span></small><br />
<small><span style="font-family: Verdana;">Una voce narrante ripercorre alcuni momenti del Risorgimento modenese iniziando con una testimonianza di fine Settecento, frivola e accattivante nel vanesio gioco seduttivo che sembra caratterizzare la nobiltà e la corte. Un registro destinato a cambiare con il terremoto napoleonico e con l&#8217;insediamento sul trono di Modena della stirpe Austro-Estense. Nel 1814 il duca Francesco IV (regnante dal 1814 al 1846) fa il suo ingresso nello stato ripristinando un assolutismo ferreo, riconosciuto e appoggiato dall&#8217;Austria e dalla Chiesa. Il controllo esercitato con inflessibile rigore riesce a garantire una certa prosperità che, tuttavia, viene ripagata al caro prezzo della mancata libertà. Ne è un esempio la vicenda di Ciro Menotti (1798-1831) e la conseguente fuga del duca e della sua famiglia. Questa abitudine di abbandonare la capitale ad ogni minaccia e ad ogni pericolo sembra caratterizzare anche il governo di Francesco V (regnante dal 1846 al 1859), costretto a lasciare la città con i moti del &#8216;48 e al quale toccò in sorte l&#8217;esilio a seguito dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.<br />
Sentiremo in prima persona alcuni dei protagonisti di questo travagliato periodo, ascolteremo le loro parole attraverso le lettere, arcigne in qualche caso, accalorate o sgomente in altri. Tre attori daranno voce a Francesco IV, burocratico e militaresco, alla moglie Maria Beatrice; a Ciro Menotti, malinconicamente conscio della sua sorte; leggeranno brani dai giornali dell&#8217;epoca e renderanno le testimonianze di cronisti e viaggiatori le cui parole condurranno lo spettatore a corte, nei tribunali, in Piazza Grande, fra i borghesi, i soldati e i volontari garibaldini.<br />
Musiche dell&#8217;epoca accompagneranno le letture e renderanno più vive le atmosfere, sottolineeranno i linguaggi di volta in volta ufficiali,  colti, intimi e domestici, poetici o popolareschi;  su uno schermo passeranno, a commento delle parole, i luoghi dei fatti e i volti dei protagonisti, ricongiungendo così, ancora una volta, le immagini alle voci.</p>
<p><big><strong>Giovedì 23 giugno &#8211; Tutti i volti di Ciro Menotti</strong></big><br />
Presentazione a cura di Lorenzo Lorenzini, Museo Civico d&#8217;Arte di Modena<br />
A seguire: <strong>I martiri nostri son tutti risorti !</strong><br />
con Paolo Nori, scrittore</p>
<p>Il mito di Ciro Menotti attinge ancora oggi a quell&#8217;idea, forse un po&#8217; stereotipata, di eroe romantico, a quell&#8217;immagine di prestante giovinezza accompagnata dal coraggio degli ideali e da una generosità innata. L&#8217;iconografia di Menotti potrebbe essere distinta in due filoni diversi: il primo è riconducibile all&#8217;epoca in cui il patriota era ancora in vita e presupporrebbe una conoscenza diretta del modello; il secondo, di epoca più tarda, è in gran parte classificabile nell&#8217;encomiastica nata in seguito alla morte. Va de sé che il secondo filone dipende dal primo, tuttavia, in quasi tutti i ritratti, Menotti si presenta con fisionomie diverse, rispondenti soltanto al comune quanto vago denominatore dell&#8217;età e dell&#8217;aspetto gradevolmente sereno.<br />
La breve conferenza intende dare conto di questo curioso dilemma  con una carrellata di immagini, alcune note, altre inedite.<br />
Seguirà il discorso del noto scrittore Paolo Nori I martiri nostri son tutti risorti, incentrato anch’esso sulla figura di Ciro Menotti. Scritto in occasione del Festivalfilosofia del 2009 e recitato per la prima volta a Carpi, è stato replicato in diverse occasioni riscuotendo un notevole successo. Si tratta di un vivace e serrato monologo messo in scena da Nori con uno stile molto personale e di indubbia efficacia che tocca le corde più intime della personalità del popolare eroe risorgimentale e grazie al suo potere evocativo ce lo rende vivo nel presente. Esso viene presentato a Modena per la prima volta in occasione di una delle tre serate risorgimentali proposte dal Museo Civico d’Arte in omaggio alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità e nell’ambito dell’estate modenese 2011.</p>
<p><big><strong>Mercoledì 29 giugno ore 21 &#8211; Il Museo Risorge in un libro</strong></big><br />
<strong>Presentazione del catalogo del Museo Civico del Risorgimento di Modena</strong> – collana ER. Musei e Territorio. Cataloghi IBC<br />
Intervengono:<br />
Giorgio Pighi, Sindaco di Modena<br />
Ezio Raimondi, Presidente IBC e Presidente Comitato 150° Unità d&#8217;Italia, Regione Emilia-Romagna<br />
Laura Carlini, Responsabile Servizio Musei IBC<br />
Francesca Piccinini, Direttrice del Museo Civico d&#8217;Arte di Modena<br />
Massimo Baioni, Università di Siena<br />
La serata sarà dedicata alla presentazione del catalogo del Museo Civico del Risorgimento di Modena, chiuso al pubblico da oltre vent’anni ma ben presente tra le priorità del Museo Civico d’Arte che ne è depositario. Nel corso dell&#8217;ultimo decennio, grazie all’impegno dell’Istituto Beni Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna e al sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è stata intrapresa una campagna di riordino, studio e manutenzione di tutti i materiali, che sono stati fotografati e schedati e sono visibili on-line dal sito internet del museo. Tale operazione conoscitiva è stata accompagnata da uno studio approfondito della storia del Museo, delle varie sedi che lo hanno ospitato e dei differenti allestimenti che via via hanno preso forma dagli orientamenti politici della città e della nazione. Ne è emerso un quadro complesso e articolato, non privo di interne contraddizioni, la cui comprensione attraverso il filtro della storia dell&#8217;istituzione risulta di sicuro aiuto nella riflessione sul suo futuro, sollecitata in città da diversi interlocutori.<br />
I risultati di questo lavoro sono ora pubblicati nel catalogo realizzato ancora grazie all’Istituto Beni Culturali, che ha dato al Museo Civico d’Arte l’opportunità di pubblicarlo nella collana “ER. Musei e territorio”.</p>
<p><big><strong>Mercoledì 13 luglio ore 21 &#8211; Modena e il Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità</strong></big><br />
I siti Unesco del mondo in immagini e parole<br />
Francesca Piccinini, Coordinatrice del Sito Unesco di Modena</p>
<p><strong>Ingresso gratuito </strong><br />
Non è richiesta la prenotazione – In caso di pioggia gli incontri si terranno presso la Sala delle Dame dell&#8217;Istituto d&#8217;Arte “A. Venturi”, via Servi 21</p>
<p>Info: Museo Civico d&#8217;Arte – Palazzo dei Musei<br />
Largo Porta Sant&#8217;Agostino 337, 41121 Modena<br />
Tel. + 39 059 2033100<br />
<a href="mailto:museo.arte@comune.modena.it">museo.arte@comune.modena.it</a><br />
<a href="http://www.comune.modena.it/museoarte">www.comune.modena.it/museoarte</a><br />
</span></small> <span style="font-family: Helvetica,Arial,sans-serif;"><span style="font-family: Verdana;"><em><span>( a cura del <a href="http://www.comune.modena.it/museoarte/">Museo Civico d&#8217;Arte</a> &#8211; aggiornamenti periodici)</span></em> </span></span></p>
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		<title>Italia e Massoneria</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 08:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dvd]]></category>

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		<description><![CDATA[




ITALIA E MASSONERIA
Storia, simboli, orizzonti 
in collaborazione con
Luigi Pruneti 
durata: 52&#8242;
Mediaframe, 2011
€ 14,90
Nel 1731 nasceva a Firenze la prima loggia massonica italiana composta da intellettuali inglesi, italiani e tedeschi, e già  destinata ad un duro confronto con le istituzioni ecclesiastiche e con i
governi del tempo. Proprio a Firenze risiede oggi il Gran Maestro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="625">
<tbody>
<tr>
<td width="728" height="848" bgcolor="#ffffff"><img src="http://mediaframe.it/copertine/cop_PAG_massoneria.gif" alt="" width="269" height="346" /><br />
<span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong><br />
ITALIA E MASSONERIA<br />
Storia, simboli, orizzonti </strong><br />
in collaborazione con<br />
<strong>Luigi Pruneti</strong> </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; color: #000000;">durata: 52&#8242;<br />
Mediaframe, 2011</span><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; color: #000000;"><br />
</span><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 14,90</span></p>
<blockquote><p>Nel 1731 nasceva a Firenze la prima <strong>loggia massonica</strong> italiana composta da intellettuali inglesi, italiani e tedeschi, e già  destinata ad un duro confronto con le istituzioni ecclesiastiche e con i<br />
governi del tempo. Proprio a <strong>Firenze</strong> risiede oggi il <strong>Gran Maestro</strong> di una delle più importanti obbedienze massoniche italiane, la <strong>Gran Loggia d&#8217;Italia</strong>, dalla cui intervista ha inizio il nostro percorso di riscoperta della tradizione massonica.</p>
<p>Dopo alcuni secoli dalla sua fondazione storica molte cose sono cambiate nel modo d’intendere la <strong>Massoneria</strong> ma, specie in <strong>Italia</strong>,  capita ancora di confondere l’immaginario massonico con il mondo del  potere, degli affari, della politica. Eppure, nell&#8217;approfondire la  conoscenza delle logge, ci siamo trovati a parlare di valori diversi  come la libertà, l&#8217;etica, la filosofia, la simbologia, la religiosità,  il laicismo e persino l&#8217;emancipazione femminile.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>contenuti:<br />
LE RADICI STORICHE DELLA MASSONERIA<br />
LA RITUALITA&#8217; E L&#8217;INIZIAZIONE MASSONICA<br />
LA MASSONERIA IN ITALIA: DA FIRENZE A ROMA<br />
ORIZZONTI DELL&#8217;IMMAGINARIO MASSONICO</strong><br />
con la partecipazione di<br />
LUIGI PRUNETI<br />
ROBERTO PINOTTI<br />
PATRIZIA TASSELLI<br />
ELENA GAIFFI</p>
<p>prodotto da<br />
MEDIAFRAME</p></blockquote>
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<div>
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</div>
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</tr>
</tbody>
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		<title>Nuovo libro di Amerigo Baruffaldi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 10:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cento]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione della pubblicazione dedicata al penalista e deputato liberale ferrarese Giorgio Turbiglio

Sabato 2 aprile 2011, ore 17.30, Sala Zarri di Palazzo del Governatore




In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia  l’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica Patrimonio Studi del  Comune di Cento promuove la presentazione della pubblicazione“Giorgio  Turbiglio: penalista e deputato liberale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Presentazione della pubblicazione dedicata al penalista e deputato liberale ferrarese Giorgio Turbiglio</h2>
<div>
<p><strong>Sabato 2 aprile 2011, ore 17.30, Sala Zarri di Palazzo del Governatore</strong></p>
</div>
<div>
<div><img src="http://www.comune.cento.fe.it/binary/comune_cento/uffcultura/foto_on._Turbilio_per_CS250.1299506441.jpg" alt="Foto dell'on. Giorgo Turbiglio" width="250" height="375" /></div>
<div>
<p>In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia  l’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica Patrimonio Studi del  Comune di Cento promuove la presentazione della pubblicazione<strong>“Giorgio  Turbiglio: penalista e deputato liberale di Ferrara e Cento in età  post-unitaria (1844-1918)” , a cura di Amerigo Baruffaldi, che si terrà  Sabato 2 aprile 2011, ore 17.30, nella Sala Zarri di Palazzo  del  Governatore.</strong></p>
<p><strong> </strong> L’opera dedicata alla figura dell’<strong>avvocato e professore di diritto penale nell&#8217;Ateneo ferrarese Giorgio Turbiglio </strong>va  in parte a colmare un vuoto della nostra recente storiografia in cui  troppo modesta è stata la presenza di studi e ricerche sulle classi  sociali, sulle forze politiche, sui valori e gli ideali che animarono i  ferraresi nei decenni che precedettero e seguirono l&#8217;unità.</p>
<p>Ecco come <strong>Franco Cazzola</strong>, Presidente della Deputazione provinciale ferrarese di Storia Patria inquadra la figura di Giorgio Turbiglio:</p>
<p>“<strong>Prima  come consigliere comunale e provinciale, poi deputato del secondo  collegio di Ferrara nel 1886-92 e successivamente deputato liberale nel  collegio di Cento dal 1892 al 1913, Giorgio Turbiglio fu personaggio di  indubbia rilevanza nella storia della cultura giuridica, della vita  pubblica e delle istituzioni locali.</strong> Ricordo che quest’opera fa  seguito all’uscita nel 2006 di un volume dedicato da Amerigo Baruffaldi  ad un&#8217;altro importante protagonista della storia del nostro secondo  Ottocento, Antonio Mangilli, due volte sindaco di Cento e senatore del  Regno.</p>
<p>Attraverso queste ricerche biografiche, cominciano a farsi  più nitidi i contorni della vita pubblica e del confronto politico  nella Ferrara del secondo ‘800, un periodo di grandi e a volte  traumatiche trasformazioni agrarie e sociali. Sia Turbiglio che Mangilli  vissero in prima persona l&#8217;epopea della trasformazione della provincia  ferrarese in quella che fu definita l’«Olanda d’Italia». <strong>Il  primo, avvocato penalista e professore universitario di simpatie  giovanili mazziniane, pur entusiasta spettatore dei grandi  prosciugamenti con idrovore nel Ferrarese orientale, sarà a varie  riprese anche difensore in tribunale dei diritti collettivi delle  popolazioni più povere di Massafìscaglia e di Comacchio usurpati per  effetto dei disegni speculativi di quelle grandi imprese di bonifica che  stavano sopprimendo, in nome del progresso, misere ma importanti  risorse su cui contavano quelle comunità.</strong> Il Mangilli divenne  invece protagonista di primo piano nella grande bonifica di Burana come  presidente del Comitato esecutivo del Consorzio che doveva portare a  compimento la grande opera di risanamento e regolazione idraulica del  territorio bondenese e di parte del modenese e del mantovano.</p>
<p>I  ripetuti tentativi dell’avvocato Turbiglio di conquistare un seggio in  Parlamento offrono a Baruffaldi l’occasione per uno sguardo alle vicende  elettorali e politiche della Ferrara ai tempi di Depretis e Crispi,  l’autore ricostruisce molti interessanti aspetti della battaglia  politica che si svolse in quegli anni, tuttora sporadicamente indagati  dalla storiografìa locale. Il tentativo di inserirsi nel 1874 nel  confronto elettorale tra democratici e moderati con un programma  progressista e costituzionale costò al Turbiglio accuse da entrambe le  parti e attacchi denigratori sulla stampa cittadina. Non si dimentichi  poi che il corpo elettorale era a quel tempo estremamente ristretto: il  II collegio elettorale di Ferrara contava appena 776 iscritti, ridotto  ad appena 243 votanti anche a causa dell&#8217;assenza dei cattolici dalla  vita politica. Il brillante avvocato e giurista Turbiglio non si lasciò  scoraggiare nemmeno dagli altri tre tentativi falliti di elezione al  parlamento, impegnandosi nella riorganizzazione dell’Associazione  costituzionale e guadagnandosi l’appoggio dei moderati ferraresi,  nonostante i democratici gli opponessero i giovanili trascorsi  repubblicani e mazziniani. Solo con le elezioni anticipate del 1886  Giorgio Turbiglio conseguì finalmente il seggio parlamentare.</p>
<p><strong> Da quel momento Turbiglio difenderà nel parlamento nazionale gli  interessi della provincia di Ferrara e di Cento e la sua attività  parlamentare viene da Baruffaldi accuratamente ricostruita.</strong></p>
<p>Conclude il nostro autore che la caratteristica essenziale  dell’esperienza politica di Giorgio Turbiglio consiste «nell’avere egli  accompagnato, o vissuto, il profondo travaglio di uno Stato che, da  oligarchico e censitario andava rinnovandosi ed aprendosi alle istanze  democratiche, all’avvento dei grandi partiti di massa. Un epigono &#8211;  insomma &#8211; della Destra Storica in età postunitaria».</p>
</div>
</div>
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		<title>Anniversari</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2011/03/20/anniversari/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 08:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[20 marzo 1949]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Nenni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;adesione dell&#8217;Italia al Patto Atlantico fu preceduta da una discussione parlamentare che durò dall&#8217; 11 al 20 marzo 1949. Nelle dichiarazioni tenute alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio on. Alcide De Gasperi riconosce che &#8220;la formulazione di tale Patto, quale è stata elaborata finora nelle conversazioni svoltesi fra i suoi promotori, non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;adesione dell&#8217;Italia al Patto Atlantico fu preceduta da una discussione parlamentare che durò dall&#8217; 11 al<span style="color: #800080;"> <span style="text-decoration: underline;">20 marzo 1949</span>.</span> Nelle dichiarazioni tenute alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio on. Alcide De Gasperi riconosce che &#8220;la formulazione di tale Patto, quale è stata elaborata finora nelle conversazioni svoltesi fra i suoi promotori, non è ancora di pubblica ragione&#8221; (1). Infatti il contenuto del Trattato non è noto, poiché il testo non è stato ancora diramato. L&#8217;on. Pietro Nenni, intervenuto per chiedere che il dibattito possa svolgersi in modo documentato, presenta, insieme con l&#8217;on. Riccardo Lombardi, un ordine del giorno in cui si richiedono al governo &#8220;tutti gli elementi per valutare quali impegni l&#8217;Italia assumerebbe aderendo al Patto Atlantico&#8221; (2). La Camera respinge l&#8217;odg Nenni-Lombardi con 311 voti contro 165; parimenti respinge l&#8217;analogo odg con cui l&#8217;on. Giorgio Almirante invita il governo a fornire &#8220;ampie delucidazioni&#8221; sull&#8217;argomento.<br />
Nella seduta pomeridiana del 12 marzo 1949 prende nuovamente la parola l&#8217;on. Nenni, il quale, dopo avere evidenziato la scorrettezza delle condizioni in cui la Camera è costretta ad affrontare l&#8217;argomento, affronta il tema del Patto Atlantico contestandone i presupposti geografici, almeno per quanto concerne l&#8217;Italia.<br />
&#8220;Si è scoperto &#8211; dice &#8211; che l&#8217;Italia è un Paese atlantico perché confina con la Francia la quale ha una larga finestra aperta sull&#8217;Atlantico. Alla stessa guisa si potrà sostenere domani che l&#8217;Austria è un Paese atlantico perché confina con l&#8217;Italia, che a sua volta confina con la Francia. E in tale guisa si può fare il giro del mondo e scoprire che tutto il mondo è atlantico, mandando all&#8217;aria le più elementari nozioni della geografia e della storia&#8221; (3). Nenni denuncia quindi l&#8217;ipocrisia del Presidente del Consiglio, il quale ha cercato di far passare il Patto Atlantico per &#8220;una definitiva tutela dell&#8217;indipendenza del nostro Paese&#8221; (4). La realtà, obietta Nenni, è esattamente opposta alle parole di De Gasperi. &#8220;Che si possa dire che un Paese, nelle condizioni geografiche e politiche del nostro, limitato nella sua sovranità dallo Statuto internazionale che gli è stato imposto, possa trovare una garanzia d&#8217;indipendenza associandosi alla politica di un grande Stato, &#8211; esso veramente indipendente, e solo arbitro della pace o della guerra, &#8211; è cosa che supera e offende l&#8217;intendimento umano&#8221; (5). E incalza: &#8220;Signori,non può sfuggire né al Presidente del Consiglio, né ai suoi Ministri, né alla maggioranza parlamentare, che firmando il Patto si determina uno stato di cose tale per cui se domani, in Asia, nella zona artica, in Scandinavia o a Berlino, sorge un motivo qualsiasi di conflitto fra Stati Uniti d&#8217;America e Unione Sovietica, noi siamo nel conflitto, siamo belligeranti, siamo solidali dell&#8217;America senza avere la benché minima possibilità d&#8217;influire sulle sue decisioni. Parlare d&#8217;indipendenza nazionale allorché si crea un rapporto di sudditanza senza precedenti, quale non esistette nemmeno nell&#8217;ambito del Patto d&#8217;Acciaio, è di una assurdità incommensurabile per noi che siamo in confronto agli Stati Uniti ciò che la Repubblica di San Marino è in confronto all&#8217;Europa. (&#8230;) <em>Firmando il Patto Atlantico, voi, signori del Governo, alienerete l&#8217;indipendenza della Nazione; farete di noi i vassalli di altri Stati&#8221;</em> (corsivo nostro)(6). Vivi applausi dall&#8217;estrema sinistra.<br />
Nenni prosegue la sua requisitoria denunciando gli obiettivi strategici del Patto. &#8220;Noi socialisti &#8211; dice &#8211; accusiamo il Governo di voler mettere le nostre basi navali ed aeree a disposizione dell&#8217;America e del Blocco Occidentale per una politica aggressiva di accerchiamento dell&#8217;Unione Sovietica e dei paesi a democrazia popolare, che dal punto di vista degli interessi del capitalismo americano può avere se non una giustificazione, una spiegazione, ma non ha giustificazione o spiegazione se ci si pone dal punto di vista dei nostri interessi nazionali&#8221; (7). Tutto ciò, prosegue, non ha nulla a che fare col nazionalismo, il quale, &#8220;per la logica del suo sviluppo, è sempre stato teso verso la conquista di una posizione di potenza o addirittura di egemonia nel Mediterraneo ed è stato quindi antiinglese ed antifrancese&#8221;, mentre &#8220;con la politica dell&#8217;attuale destra siamo assai lontani da preoccupazioni di questo genere&#8221; (8).<br />
A conclusione del suo discorso, Nenni avverte il Governo e la maggioranza che lo sostiene con queste parole: &#8220;Se la maggioranza sanziona l&#8217;adesione italiana al Patto Atlantico, essa sa che aggrava la situazione obbiettiva in Europa e la situazione all&#8217;interno; se la maggioranza sanziona l&#8217;iniziativa del Governo, essa sa che noi non recederemo dall&#8217;opposizione che abbiamo intrapreso; che adopereremo tutti i mezzi&#8230;&#8221; Mentre i deputati del centro e della destra rumoreggiano, l&#8217;on. Giacchero gli chiede: &#8220;Quali?&#8221; E Nenni prosegue: &#8220;&#8230; che la Costituzione pone a nostra disposizione per continuare la lotta&#8221; (9)&#8221;.</p>
<p>da Il Patto Atlantico al Parlamento italiano. Le dichiarazioni del Governo e i discorsi dell&#8217;opposizione (11-18 marzo 1949), Centro Diffusione Stampa del P.C.I., Roma 1949, in Pietro Nenni contro il Patto Atlantico in<a href="http://www.eurasia-rivista.org/" target="_blank"> Eurasia </a>3/2010 a cura di Claudio Mutti pp.261-2.</p>
<p>Ovviamente per entrare al governo il leader socialista dovette poi rinunciare a queste sue posizioni, come successe 30 anni dopo al PCI.</p>
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		<title>Italia: 150 anni di una piccola grande potenza</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 04:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[ricorrenze]]></category>

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La  rivista italiana di studi geopolitici “Eurasia” dedica il suo ventesimo  volume  all’imminente anniversario dell’unità d’Italia, con un numero  (2/2010) intitolato “Italia: 150 anni di una piccola grande potenza“. Quasi trecento pagine per affrontare il tema dalla prospettiva più consona a “Eurasia”, cioè quella geopolitica.
Il direttore Tiberio Graziani, nel suo editoriale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img src="http://www.eurasia-rivista.org/cms/wp-content/uploads/yapb_cache/bandiera_italia.lds2mdqvstcgoccosw0wog0o.1n4kr7rgh18gs08gcg0csw4kg.th.jpeg" alt="Italia: 150 anni di una piccola grande potenza" width="250" /></div>
<p>La  rivista italiana di studi geopolitici “Eurasia” dedica il suo ventesimo  volume  all’imminente anniversario dell’unità d’Italia, con un numero  (2/2010) intitolato <a href="http://www.eurasia-rivista.org/5638/italia-150-anni-di-una-piccola-grande-potenza"><em>“</em><em><strong>Italia: 150 anni di una piccola grande potenza</strong></em><em>“</em></a>. Quasi trecento pagine per affrontare il tema dalla prospettiva più consona a “Eurasia”, cioè quella geopolitica.</p>
<p>Il direttore <strong>Tiberio Graziani</strong>, nel suo editoriale, s’interroga sulla <a href="http://www.eurasia-rivista.org/5648/la-geopolitica-nellitalia-repubblicana"><em><strong>“Geopolitica nell’Italia repubblicana”</strong></em></a> o, meglio, sulla sua assenza, ch’egli imputa non solo alla scarsa  cultura geopolitica delle classi dirigenti italiane, ma anche alla  profonda crisi dell’identità nazionale ed alla limitazione della  sovranità determinata dall’inserimento nella sfera egemonica degli USA. I  recenti sviluppi internazionali aprono però inedite possibilità  all’Italia, a patto che essa sappia riconoscere i due nuovi punti di  riferimento della sua politica estera: la Russia, grazie a cui  sganciarsi dalla sfera d’influenza nordamericana, e la Turchia, con cui  rilanciare una politica mediterranea e vicino-orientale.</p>
<p><img src="http://www.eurasia-rivista.org/cms/wp-content/uploads/Numero-2-20101.jpg" alt="" width="269" height="374" />Proprio a <em><strong>“Italia e Turchia negli anni di Erdogan”</strong></em> è dedicata una breve nota di <strong>Aldo Braccio</strong> (“Eurasia”). I due paesi hanno intensificato i propri rapporti  economici e diplomatici, e Berlusconi si è dimostrato uno dei maggiori  patroni dell’ipotetico ingresso della Turchia nell’UE. Un’ulteriore  salto di qualità nel rapporto tra i due paesi sarà però impossibile  finché Roma manterrà una linea rigidamente atlantista e filo-israeliana,  distanziandosi così dai nuovi orientamenti geopolitici di Ankara.</p>
<p>Due  sono invece i contributi che trattano dei rapporti tra Italia e Russia,  realizzati rispettivamente da un autore russo e da uno italiano.</p>
<p>Il russo è <strong>Vagif Gusejnov</strong> (“Vestnik Analitiki”, ISOA), che si esprime <em><strong>“Sulla cooperazione tra Russia e Italia”</strong></em> concentrandosi particolarmente sugli ultimi anni, testimoni di  progressi sotto tutti i punti di vista. Contrariamente a quanto si  crede, ciò non è stato reso possibile solo dai buoni rapporti personali  tra Berlusconi e Putin, ma principalmente della comprensione, da parte  di tutti gli attori politici dei due paesi, dei vantaggi reciproci  ottenibili dalla cooperazione. L’Italia si è fatta apprezzare per la sua  posizione conciliante, malgrado le pressioni provenienti dagli USA e  dall’UE, e per il favore con cui ha accolto la proposta russa d’un  trattato di sicurezza collettiva in Europa. Rilevanti poi i rapporti  economici e, soprattutto, energetici. Ma l’ottimismo verso il futuro è  frutto soprattutto di quell’intesa spirituale che sembra attrarre Russi e  Italiani gli uni verso gli altri.</p>
<p>Il contributo di fonte italiano è invece di <strong>Daniele Scalea </strong>(“Eurasia”) e reca l’eloquente titolo di <em><strong>“L’importanza della Russia per l’Italia”</strong></em>.  L’articolo di Scalea è davvero complementare a quello di Gusejnov,  perché inquadra i rapporti tra i due paesi in un’ottica storica e dal  punto di vista italiano. La distanza geografica, le vicende storiche e  gli orientamenti geopolitici per secoli hanno separato i due paesi, ma  ormai da cent’anni Mosca ha assunto una grossa importanza per la  politica estera italiana. Quest’ultima si basa tradizionalmente su un  sistema di pesi e contrappesi, di alleati e di “amici” che servono a  limitarne l’invadenza. Oggi solamente la Russia può essere per l’Italia  quel “amico” necessario a frenare lo strapotere degli USA nel loro  rapporto d’alleanza ineguale con Roma. Inoltre, l’Italia più d’ogni  altra potenza europea è dipendente dalla Russia per il suo  approvvigionamento energetico, ragione in più per cui i dirigenti  italiani debbono fare di Mosca uno dei principali punti di riferimento  della loro politica estera.</p>
<p>La storia de <em><strong>“La politica estera italiana”</strong></em> è ripercorsa sinteticamente ma con precisione da uno dei suoi maggiori studiosi, <strong>Alfredo Canavero</strong> (Università degli Studi di Milano). Secondo il professor Canavero il  problema storico della politica estera italiana è il contrasto tra la  volontà di protagonismo e la debolezza materiale, che ha condotto spesso  a disillusioni o persino catastrofi. I risultati migliori si sono  ottenuti nel campo dell’integrazione europea, dove l’Italia può ancora  giocare un ruolo importante.</p>
<p><strong>Pietro Longo</strong> (Università l’Orientale di Napoli) approfondisce <strong><em>“La politica estera italiana nel Vicino Oriente”</em></strong>.  Così come le alleanze europee, ed in epoca più recente la NATO e l’UE,  sono servite a garantirsi la sicurezza sul confine alpino, i rapporti  coi paesi mediterranei sono stati essenziali per assicurare la lunga  linea costiera. Tuttavia, l’Italia non ha saputo sviluppare un coerente  “mediterraneismo” – cercando invece di sfruttare anche nel Mediterraneo i  più compiuti “atlantismo” ed “europeismo”, ma risultando così legate a  strategie etero-dirette. Questa è una grave pecca per un paese che  affonda le proprie radici nel Mediterraneo, e vi è fisicamente immerso.</p>
<p><strong>Côme Carpentier de Gourdon </strong>(“World Affairs”, EuroAsia Institute), allontandosi dalle regioni europea e mediterranea, tratta de <strong><em>“L’Italia e l’India tra mito e storia”</em></strong>.  L’autore franco-indiano individua numerose analogie geografiche e  storiche tra i due paesi. L’avvincente tragitto dell’articolo si  conclude in un evento emblematico: il ruolo di primo piano raggiunto da  un’italiana, Sonia Gandhi, nella classe dirigente indiana.</p>
<p>Molto spazio è dato alla questione linguistica. <strong>Aldo Braccio </strong>(“Eurasia”) giustifica la necessità di <strong><em>“Difendere la lingua italiana” </em></strong>leggendo in un’ottica geopolitica l’affermazione globale della lingua inglese. Il tema è esaminato nel dettaglio da <strong>Claudio Mutti </strong>(“Eurasia”) con <strong><em>“Il veicolo linguistico del dominio statunitense”</em></strong>,  dov’è tracciata una storia della lingua italiana e dell’influenza cui è  sottoposta da parte dell’inglese. Sullo stato attuale e le prospettive  future della lingua italiana si pronuncia in un’intervista <strong>Giovanni Adamo</strong> (CNR).</p>
<p><strong>Alessandra Colla</strong> (“Eurasia”) affronta un problema annoso dell’Italia: quello dei rapporti tra <strong><em>“Chiesa e Stato”</em></strong>.  L’Italia si trova ad avere al proprio interno un piccolo Stato, il  Vaticano, che dispone però d’una fitta rete d’influenza e potere su  tutto il territorio nazionale italiano.</p>
<p>Pessimistica la valutazione di <strong>Fabrizio Di Ernesto</strong> (saggista), secondo cui a centocinquant’anni dalla proclamazione dell’Unità gl’Italiani sarebbero <strong><em>“Più divisi di prima”</em></strong>.  L’Italia è sempre stata deficitaria in termini d’identità nazionale, ed  oggi essa è sottoposta all’attacco dell’atomizzante ideologia  neoliberale.</p>
<p><strong>Luca Donadei</strong> (saggista) descrive <strong><em>“La debolezza strategica italiana”</em></strong>,  la quale dipende precipuamente dalla conformazione geografica del  paese: un po’ continentale ed un po’ marittimo (e dunque costretto a  difendersi su ambo i lati), percorso da catene montuose che ostacolano  le comunicazioni interne. Oggi l’Italia si presenta protetta in una  “teca di cristallo” composta da alleanze e relazioni diplomatiche,  apparentemente sicura ma che, qualora tali rapporti si deteriorassero  (soprattutto quello con gli USA), lascerebbe il paese esposto in tutta  la sua crescente vulnerabilità.</p>
<p>Un tema molto dibattuto in Italia e molti altri paesi è quello della concorrenza commerciale cinese: ne parla <strong>Caterina Ghiselli</strong> (“Strategic Advice”) nel suo <strong><em>“Il made in China sfida il made in Italy”</em></strong>.</p>
<p><strong>Dario Giardi </strong>(saggista) tratta della <strong><em>“Geopolitica dell’energia: l’Italia nello scacchiere euro-mediterraneo”</em></strong>.  Secondo Giardi la politica energetica è divenuta il fulcro della  politica estera degli Stati, ed in particolare la Russia sta  impiegandola per scalare la gerarchia delle potenze. L’Europa dovrebbe  agire unitariamente ed in collaborazione con gli USA per diversificare  ed assicurare le proprie fonti energetiche, ma evitare politiche  anti-russe, anti-iraniane o anti-cinesi. L’Italia è assai vulnerabile  perché il suo “mix energetico” è particolarmente caro e sbilanciato. Le  priorità dovrebbero essere: coniugare nuovi gasdotti e rigassificatori  per diventare un <em>hub</em> energetico europeo; dedicarsi  all’efficienza ed al risparmio energetico; riadottare il nucleare;  potenziare il solare; diversificare le fonti d’energia.</p>
<p><em><strong>“Ahi serva Italia…”</strong></em> è il titolo dell’articolo con cui, riecheggiando Dante, <strong>Giancarlo La Grassa </strong>(economista)  lamenta il deplorevole stato dell”Italia, da vent’anni priva d’una  politica. Roma dovrebbe puntare decisamente sull’avanzante  multipolarismo, difendere quel che resta delle sue industrie strategiche  dalle brame straniere, sgonfiare l’ipertrofico apparato  dell’amministrazione pubblica. Ciò sarà possibile solo vincendo la  resistenza di quel blocco sociale parassitario che vive sulla spesa  pubblica improduttiva, e cercando invece di mobilitare a favore della  svolta i ceti produttivi, in particolare il lavoro autonomo.</p>
<p><strong>Alessandro Lattanzio </strong>(“Eurasia”) descrive la <em><strong>“Italia atomica”</strong></em> e la storia dei programmi sia militari sia civili.</p>
<p><strong>Fabio Mini</strong> (generale in ausiliaria) critica la <em><strong>“Voglia di SpA”</strong></em> recentemente impadronitasi dell’Italia: il Governo ha costituito una  serie di SpA (Banca del Sud, Protezione Civile, Difesa Servizi) per  permettere ai Ministeri di eludere le procedure ed i controlli statali.</p>
<p><strong>Costanzo Preve</strong> (filosofo) tratta de <em><strong>“Il comunismo italiano nella seconda metà del ’900″</strong></em>, da Gramsci all’anti-berlusconismo.</p>
<p>Esterni al dossario sull’Italia sono alcuni articoli: <strong>Fabio Falchi </strong>sul <em><strong>“Homo Europaeus”</strong></em>, <strong>Claudio Mutti</strong> su <em><strong>“Henry Corbin: l’Eurasia come concetto spirituale”</strong></em>, <strong>Alì Nakbar Naseri</strong> su<em><strong>“L’Iran e la pace nel mondo” </strong></em>(testo dell’intervento dell’ambasciatore iraniano all’<a href="http://www.eurasia-rivista.org/4255/liran-e-la-pace-nel-mondo-il-9-giugno-a-roma">omonima conferenza organizzata da “Eurasia” a Roma</a>), <strong>Maria Rosa Comunale</strong> su <em><strong>“Il caso Lettonia”</strong></em>, <strong>Augusto Marsigliante</strong> su <em><strong>“I rapporti sino-africani”</strong></em>.</p>
<p>Il volume è concluso da alcune interviste: oltre al già ricordato Adamo, a <strong>Roberto Albicini </strong>(giornalista), <strong>Gianluigi Angelantoni </strong>(industriale), <strong>Giovanni Armillotta </strong>(“Africana”), <strong>Sergej Baburin </strong>(Duma, Federazione Russa), <strong>Pietrangelo Buttafuoco </strong>(giornalista e scrittore), <strong>Tarun Das </strong>(confederazione industriali indiani), <strong>Paolo Guerrieri </strong>(IAI, Università La Sapienza di Roma), <strong>Luciano Maiani </strong>(CNR), <strong><a href="http://www.eurasia-rivista.org/6566/sergio-romano-commenta-la-politica-estera-italiana-per-eurasia">Sergio Romano </a></strong><a href="http://www.eurasia-rivista.org/6566/sergio-romano-commenta-la-politica-estera-italiana-per-eurasia">(“Corriere della Sera”)</a> e <strong><a href="http://www.eurasia-rivista.org/5163/il-mondo-manca-di-regole-uniformi-intervista-a-david-sanakoev">David Sanakoev </a></strong><a href="http://www.eurasia-rivista.org/5163/il-mondo-manca-di-regole-uniformi-intervista-a-david-sanakoev">(Ossezia del Sud, ufficio presidenziale)</a>.</p>
<p><em><a href="http://www.eurasia-rivista.org/5638/italia-150-anni-di-una-piccola-grande-potenza">Informazioni su come acquistare il volume</a><a href="http://www.eurasia-rivista.org/5638/italia-150-anni-di-una-piccola-grande-potenza"> (cliccare)</a></em></p>
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		<title>Le celebrazioni per il 150° a Finale</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 10:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[finale e.]]></category>

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		<description><![CDATA[SORELLE D&#8217;ITALIA, storie invisibili di passione e libertà, è lo  spettacolo a cura della Compagnia Istarion, inserito nel ricco programma delle manifestazioni per la Celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia, in programma nel Teatro Sociale Mercoledì 16 Marzo alle ore 21.00. Partecipano Valentina Tosi e Chiara Goldoni, narratrici e autrici del testo, Rita Mosca, attrice, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SORELLE D&#8217;ITALIA, storie invisibili di passione e libertà</strong>, è lo  spettacolo a cura della <strong>Compagnia Istarion</strong>, inserito nel ricco programma delle manifestazioni per la <strong>Celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia</strong>, in programma nel Teatro Sociale <strong>Mercoledì 16 M</strong>arzo alle ore 21.00. Partecipano <strong>Valentina Tosi </strong>e <strong>Chiara Goldoni</strong>, narratrici e autrici del testo, <strong>Rita Mosca</strong>, attrice, la sezione femminile del <strong>Coro Popolare di Mundura di Montalto</strong>, <strong>Paola Garavaldi</strong>, direttore e strumentista.</p>
<p>La ricorrenza del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia si presenta come un&#8217;occasione preziosa per colmare un vuoto storico e far conoscere il contributo delle donne al Risorgimento Italiano.<br />
Lo spettacolo “Sorelle d&#8217;Italia” ripercorre attraverso la narrazione, la danza e il canto popolare le biografie delle eroine che con passione e coraggio hanno combattuto per la libertà. La Compagnia Istarion, in collaborazione con la sezione femminile del Coro Mundura, accompagneranno il pubblico dentro le avvincenti e incredibili avventure di queste donne che s&#8217;imbarcarono travestite nella spedizione dei mille.<br />
Al termine dello spettacolo <strong>VIVA L’ITALIA! Brindisi augurale</strong> sulle immagini del dvd <strong>LE UNITA’ DEGLI ITALIANI</strong>. Si tratta di un piccolo documentario costruito con le immagini dei grandi archivi cinetelevisivi d’Italia  (TecheRai, Istituto Luce e Ferrovie dello Stato), che propone un racconto in sei brevi episodi corrispondenti alle sei esperienze che hanno fatto le generazioni di italiani dal Risorgimento ad oggi: <strong>il disincanto:</strong> il non essere riusciti a fare tutto ciò che ci si riprometteva di fare o di avere, lottando e lavorando; <strong>la sconfitta</strong>: l’essere stati toccati dalla tragedia della guerra e da quelle della natura; <strong>la commedia</strong>: l’essere riusciti a ridere e a sorridere del potere e di noi stessi; <strong>la vittoria</strong>: l’aver ottenuto il successo guadagnato dalla pena della guerra o dalla abilità o dal genio; <strong>la diversità</strong>: l’aver conosciuto le differenze che attraversano il paese e le sue pluralità così forti e armonizzate da un sentire comune e da un comune percorso; <strong>la solidarietà</strong>: il fatto che anche quando ce n’è stato bisogno è arrivata una mano, offerta con generosità da gente che non si conosceva ma che sapeva condividere e curare. <strong>Lo spettacolo è ad ingresso libero e gratuito. </strong><strong></strong></p>
<p><strong><br />
</strong><strong>SANTA MESSA DI RINGRAZIAMENTO</strong><strong><br />
</strong><strong>Giovedì 17 Marzo</strong> alle ore 18.00, nel Duomo di Finale Emilia, verrà celebrata la <strong>Santa Messa di Ringraziamento per i 150 anni dell’Unità d’Italia</strong>. Saranno presenti le autorità civili.</p>
<p><strong>&#8220;GARIBALDI, EROE DEI DUE MONDI&#8221; PER I RAGAZZI</strong><strong><br />
</strong><strong>Giovedì 17 Marzo</strong>, ore 15.30 nel  teatro sociale, nell’ambito di Anghingò-rassegna di teatro ragazzi, va in scena <strong>GARIBALDI, EROE DEI DUE MONDI</strong>. Il mito del Generale Garibaldi, la storia di Anita e di una ragazzina che gli salva la vita durante la spedizione dei Mille in Sicilia. Spettacolo a cura di <strong>Marco Bertarini</strong> il “contastorie” : che propone essenzialmente  narrazione e realizza progetti di promozione alla lettura rivolti all&#8217;infanzia, conducendo laboratori teatrali per bambini e adulti. A Finale Emilia ha contribuito, con i propri interventi, prevalentemente ambientati nel Giardino di Villa Finetti, alla nascita della rassegna di teatro dedicata all’infanzia  denominata “Anghingò”. Lo spettacolo è ad ingresso libero e gratuito.</p>
<p><strong>ALTRE MANIFESTAZIONI</strong><strong><br />
</strong><strong>VENERDI’ 18 MARZO</strong>, ore 21.00 nel Teatro Sociale: <strong>1861–2011: VA PENSIERO</strong>, Concerto della <strong>Filarmonica Cittadina “G.Andreoli” di Mirandola</strong>, diretta dal Maestro <strong>Gianni Malavasi</strong>, con musiche di Verdi, Haydn, Novaro, Cimarosa; voce narrante di <strong>Alessandra Mantovani</strong>, con letture tratte da Foscolo, Mazzini, Manzoni, Bandi, De Amicis, Nievo, De Sanctis.</p>
<p><strong>SABATO 19 MARZO</strong>, nel Castello delle Rocche, <strong>FINALE EMILIA AI TEMPI DELL’UNITA’ D’ITALIA. Una comunità tra passato e futuro</strong>. Laboratorio di ricerca, mostra documentaria e percorso urbano realizzati dai docenti e dagli studenti dell’Istituto Agrario e Geometra “I.Calvi” e dal Liceo Scientifico “M.Morandi”, coordinati da <strong>Paolo Campagnoli</strong>. La mostra inaugura alle ore 11.00; alle ore 16.00 visita guidata rivolta agli insegnanti; alle ore 17,30 visita guidata aperta al pubblico. L&#8217;esposizione sarà visitabile fino al 22 maggio.</p>
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		<title>Signori Longobardi in mostra</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2010/12/18/signori-longobardi-in-mostra/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 16:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Spilamberto]]></category>

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		<description><![CDATA[
Longobardi e Romani
Per tutti i due secoli del loro dominio in Italia i  Longobardi, pur con alterna fortuna ed al fine con esito  fallimentare,  perseguirono ostinatamente, con la guerra e la diplomazia, il tentativo  di formare un regno nell’intera penisola, ove erano giunti dalle pianure  pannoniche nel 569, determinati a rimanervi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><span style="color: #000011">Longobardi e Romani</span></strong></p>
<p>Per tutti i due secoli del loro dominio in Italia i  Longobardi, pur con alterna fortuna ed al fine con esito  fallimentare,  perseguirono ostinatamente, con la guerra e la diplomazia, il tentativo  di formare un regno nell’intera penisola, ove erano giunti dalle pianure  pannoniche nel 569, determinati a rimanervi in modo definitivo. Fin  dall’inizio la conquista della parte orientale della pianura padana a  sud del Po e dell’alto <img src="http://www.comune.spilamberto.mo.it/files/image/2%20collana.jpg" alt="" hspace="10" vspace="10" width="300" height="359" align="left" />Adriatico,  la Romania, si rivelò tuttavia impresa assai difficile che riuscì, e  pure parzialmente, solo ad Astolfo nel 751 ormai verso la fine del  regno. I territori dell’Esarcato e della Pentapoli, con il fondamentale  caposaldo di Ravenna capitale dell’Italia bizantina, rappresentavano  infatti la chiave per il controllo dell’Adriatico e garantivano  l’accesso terrestre a Roma e  Napoli, separando nettamente la <em>Langobardia Maior</em> dai ducati meridionali. È quindi naturale che già nei primissimi tempi  dell’invasione i Longobardi si fossero spinti per quanto possibile in  profondità, nel cuore dell’Emilia-Romagna,  conquistando Parma, Reggio e  Modena ed attestandosi con piccoli insediamenti di carattere militare  sulla linea del Panaro e del Secchia.</p>
<p>Dopo appena vent’anni dovettero tuttavia ritirarsi di  fronte alla decisa offensiva bizantina del 590 che riconquistò Modena e  Reggio, territori che torneranno definitivamente in mano longobarda  solo nel 643 con le campagne militari di Rotari e la battaglia del fiume  Scultenna (Panaro), che permisero di fissare nuovamente lungo i due  fiumi, per oltre cent’anni, la frontiera dall’Appennino al Po. Il ricco e  ben organizzato <em>ager mutinensis</em>, che fino alla seconda metà  del VI secolo aveva comunque mantenuto, sia pur con larghe smagliature,  la rete del popolamento romano, fu dunque teatro, nel giro di pochi  decenni di una grave crisi che trasformò la fisionomia del territorio  tardoantico, riducendo drasticamente il numero degli abitati e favorendo  la nascita degli insediamenti accentrati.<br />
A tale collasso, che inaugurò un nuovo mondo, non furono certo estranee  le disastrose alluvioni, ben documentate dalle fonti scritte e  dall’evidenza archeologica, che interessarono, attorno all’anno 589  durante il regno di Autari, un’amplissima zona della Padania.</p>
<p><strong><span style="color: #000011">La necropoli di Spilamberto</span></strong></p>
<p>In questo difficile contesto, circa tra gli anni 570 e  590, si colloca la vicenda dei primi Longobardi di Spilamberto che  possiamo oggi raccontare, almeno in parte, grazie alla scoperta nel 2003  della loro necropoli presso il Panaro. Sulla riva d<img src="http://www.comune.spilamberto.mo.it/files/image/33%20gruppo%20bicchieri.jpg" alt="" hspace="10" vspace="10" width="250" height="171" align="right" />ell’antico  Scultenna essi vissero e morirono quindici secoli fa, all’alba del  Medioevo. Della piccola colonia di guerrieri con le loro famiglie &#8211;  certamente non isolata e comandata a sorvegliare un tratto dell’incerta  frontiera e forse un guado o un traghetto &#8211; non conosciamo le case ma  solo il cimitero, una trentina di tombe in nuda terra (appena tre di  maschi armati), distinte in gruppi parentali che attestano lo  stanziamento di un clan gentilizio (<em>fara</em>) durato non più di una  generazione. Soltanto le pratiche funerarie e i reperti delle  sepolture, semplice, con le armi individuali (spada, lancia e scudo) che  connotavano nella tradizione germanica l’uomo libero e combattente,  accompagnate dai relativi cinturoni, guarniti in ferro e bronzo e da  poche altre cose: coltelli, punte di freccia e acciarini.</p>
<p>Ben più ricchi e complessi sono invece i corredi  delle numerose tombe femminili, che testimoniano l’assimilazione non  recente di costumi e gusti bizantini, ma anche la comunanza culturale  con altre nazioni barbariche. Alcuni di essi associano infatti agli  oggetti della vita quotidiana (ceramiche da mensa di tradizione  pannonica decorate a stampiglia, pettini in osso e coltellini) e rari  gioielli tipici del costume longobardo (una fibula a S in bronzo dorato e  pietre dure), pezzi ricercati e preziosi, la cui presenza in questo  piccolo avamposto potrebbe derivare sia da scambi e doni con le popolazi<img src="http://www.comune.spilamberto.mo.it/files/image/5%20a%20bicchiere%20e%20crist%20rocca.jpg" alt="" hspace="10" vspace="10" width="300" height="289" align="left" />oni  d’oltre frontiera, che da prede di recenti saccheggi o dal retaggio  familiare. Fra questi materiali “esotici”, perlopiù concentrati nelle  due sepolture di maggior rango, spiccano i recipienti in bronzo fuso, un  cucchiaio in argento con iscrizione augurale, una pesante lucerna in  bronzo, una fibula &#8211; pendente discoidale di tipo tardoromano in argento  dorato con cammeo antico e perle di fiume &#8211; un magnifico corno in vetro  per bere, proprio della tradizione germanica ed un eccezionale  sgabello pieghevole in ferro fucinato coperto di fittissime agemine,  oggetto di cui si conservano in tutta Europa ben pochi esemplari d’epoca  altomedievale. Il lignaggio di queste donne, e quindi delle loro  famiglie, era ulteriormente esaltato dalla deposizione in fosse  separate, accanto alle sepolture, dei corpi di tre robusti <em>poneys</em> di razza nordica, forse discendenti dei cavalli che accompagnarono,  secoli prima, i Longobardi nella loro prima migrazione dalla Scandinavia  alla Germania settentrionale. Tale costume, originato nell’Europa  occidentale tra III e V secolo, si diffuse successivamente nei territori  ad Est del Reno fra le popolazioni dei Franchi orientali, Alemanni,  Longobardi e Turingi.</p>
<p>Per la sua integrità e per la varietà culturale dei  reperti, la necropoli sul Panaro costituisce senz’altro la testimonianza  più consistente e rappresentativa del primo insediamento longobardo nel  Modenese; un ritrovamento che fa di Spilamberto un luogo nodale per la  storia della inquieta frontiera fra Langobardia e Romania.</p>
<p><strong><span style="color: #000011">La mostra </span></strong></p>
<p>Al fine di far conoscere l’importanza della scoperta &#8211;  che ormai già conta qualche anno ma della quale è appena iniziato lo  studio &#8211; il Comune di Spilamberto e la Soprintendenza per i Beni  Archeologici dell’Emilia-Romagna, con la collaborazione scientifica  della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, hanno  pertanto realizzato una mostra che certo non esaurisce il potenziale  informativo del ritrovamento. Con la ricomposizione delle sepolture più  significative ed una larga selezione di reperti, corredate da un ampio  apparato didascalico reso più suggestivo dalla grafica ricostruttiva, si  è scelto di proporre ipotesi e temi di riflessione per successivi  approfondimenti, che andranno condotti nell’ambito della ricostruzione  della storia altomedievale del modenese e dell’Emilia-Romagna.</p>
</div>
<hr />Spazio Eventi L. Famigli &#8211; Viale Rimembranze, 19</p>
<p><span style="color: #000011"><strong>Ingresso gratuito</strong></span></p>
<p><span style="color: #000011">Orari di apertura e visite guidate</span></p>
<p>venerdì 18.30 &#8211; 22<br />
<em>(visite guidate a pagamento ore 20 e 21. Durata della visita 45&#8242;. Adulti € 5 &#8211; gratuita per under 18 e over 65)</em></p>
<p><img src="http://www.comune.spilamberto.mo.it/files/image/40%20gioiello%202%20part%202.jpg" alt="" hspace="5" vspace="5" width="200" height="196" align="left" />sabato e domenica, festivi e prefestivi 10 &#8211; 12.30/15 &#8211; 18.30<br />
<em>(visite guidate a pagamento ore 10.30, 11.30, 16.30, 17.30. Durata  della visita 45&#8242;. Adulti € 5 &#8211; gratuita per under 18 e over 65)</em></p>
<p><em>24, 31 dicembre, 1 gennaio chiuso</em></p>
<p>In giorni e orari diversi da quelli di apertura, visite guidate a pagamento<br />
per gruppi min. 10, max 30 persone (<em>Durata della visita 45&#8242;. Costo  della guida € 80 a cui occorre aggiungere il costo del biglietto Adulti €  5 &#8211; gratuita per under 18 e over 65)</em><br />
Info: AR/S Archeosistemi</p>
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		<title>Appuntamenti al MAR</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2010/11/29/appuntamenti-al-mar/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 15:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 30 novembre 2010
ore 17.30
sala multimediale
Treviri, capitale dell&#8217;impero costantiniano
intervento di
Tomas Lehmann
Università Humboldt di Berlino
ultimo appuntamento del ciclo di conferenze
a cura del CIDM &#8211; Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico
Ravenna e le capitali tardo-antiche 
Patrimonio dell&#8217;Umanità: nuove ricerche e prospettive
Un  ciclo di quattro conferenze, a cura di Linda Kniffitz e Maria Cristina  Carile, ideato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martedì 30 novembre 2010</strong></p>
<p><strong>ore 17.30</strong></p>
<p>sala multimediale</p>
<p><em>Treviri, capitale dell&#8217;impero costantiniano</em></p>
<p>intervento di</p>
<p><strong>Tomas Lehmann</strong></p>
<p><em>Università Humboldt di Berlino</em></p>
<p>ultimo appuntamento del ciclo di conferenze</p>
<p>a cura del CIDM &#8211; Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico</p>
<p><em>Ravenna e le capitali tardo-antiche </em></p>
<p><em>Patrimonio dell&#8217;Umanità: nuove ricerche e prospettive</em></p>
<p>Un  ciclo di quattro conferenze, a cura di Linda Kniffitz e Maria Cristina  Carile, ideato per approfondire il ruolo di Ravenna nel contesto più  ampio del territorio imperiale in epoca tardo-antica, prendendo in esame  le città di Roma, Costantinopoli, Salonicco e Treviri.</p>
<p>L’iniziativa  è autorizzata dall’Ufficio Scolastico Territoriale Provinciale di  Ravenna come aggiornamento per gli insegnanti (Prot. 6614 20/08/2010).</p>
<p><strong>Giovedì 2 dicembre 2010 </strong></p>
<p><strong>ore 17,30 </strong></p>
<p>sala multimediale</p>
<p><strong>Raffaella Farioli Campanati</strong></p>
<p><em>Decano Dipartimento di Archeologia Università di Bologna</em></p>
<p>presenta l’ultimo numero della rivista del Centro Studi Giuseppe Bovini</p>
<p><strong><em>Felix Ravenna</em></strong></p>
<p>Edizioni del Girasole</p>
<p>Partecipano</p>
<p>Claudio Spadoni, <em>Direttore Mar</em></p>
<p>Ivan Simonini, <em>Presidente Girasole</em></p>
<p>Giovanna Bucci, <em>Coordinamento Redazione</em></p>
<p>È  un numero quadruplo di circa 500 pagine, particolarmente ricco di  contributi scientifici corredati da oltre 300 illustrazioni e, per la  prima volta, contiene un inserto a colori con 60 immagini.</p>
<p>Nel  corso della presentazione saranno tra l’altro proiettate e commentate le  diapositive relative al mosaico e agli studi musivi.</p>
<p>Fondata nel 1911 su impulso di Corrado Ricci, la rivista <em>Felix Ravenna</em> (giunta al n. 160) compirà cent’anni nel 2011.</p>
<p>tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero</p>
<p>Museo d’Arte della Città</p>
<p>Via di Roma, 13 Ravenna</p>
<p>CIDM</p>
<p>tel. +39 0544 482761</p>
<p>Ufficio Relazioni esterne e promozione</p>
<p>tel. + 39 0544 482017</p>
<p><a href="http://www.museocitta.ra.it/">www.museocitta.ra.it</a></p>
<p><a href="http://www.mosaicoravenna.it/">www.mosaicoravenna.it</a></p>
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		<title>Conferenze ferraresi</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2010/11/07/conferenze-ferraresi/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 16:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[IL COLLEZIONISMO E LA FORMAZIONE DEI GRANDI MUSEI DEL MONDO     Fondazione Ermitage Italia &#8211; Palazzina Giglioli
C.so Giovecca, 148/a   Orario:
16.30
Ingresso: libero      8 novembre   Informazioni
Tel. 41 5904893 &#8211; 335 7185874      Dal collezionismo al museo nel XVIII secolo: Dresda, Napoli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL COLLEZIONISMO E LA FORMAZIONE DEI GRANDI MUSEI DEL MONDO     Fondazione Ermitage Italia &#8211; Palazzina Giglioli<br />
C.so Giovecca, 148/a   Orario:<br />
16.30<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero      8 novembre   Informazioni<br />
Tel. 41 5904893 &#8211; 335 7185874      <strong><em>Dal collezionismo al museo nel XVIII secolo: Dresda, Napoli, Roma</em></strong> Relatore A. Emiliani   cod. 07            I TE&#8217; LETTERARI DI SAN BENEDETTO     Cinema San Benedetto<br />
Via Don Tazzoli   Orario:<br />
16.00<br />
<strong>Ingresso: </strong>libero      8 novembre   Informazioni<br />
tel. 0532 215911<br />
Pier Francesco Guaraldi presenta: <strong><em>Europa medievale &#8211; Pellegrinaggi &#8211; Itinerari della fede</em></strong> Le vie Francigena e Romea, i due itinerari dei pellegrinaggi medievali, a pochi chilometri da Ferrara<br />
<a href="http://www.sambefe.it/">http://www.sambefe.it</a> cod. 07</p>
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		<title>Transromanica</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2010/09/27/transromanica/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 08:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Romanico]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre weekend, l&#8217;ultimo di settembre e i primi due di ottobre, alla  scoperta del Romanico modenese tra itinerari ed escursioni, storia e  cultura, gusto e gastronomia. È la proposta di &#8220;Transromanica. Un sorprendente viaggio nel Medioevo&#8220;, l&#8217;iniziativa promossa dalla Provincia di Modena nell&#8217;ambito del progetto europeo CrossCulTour dedicato allo sviluppo di itinerari turistici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre weekend, l&#8217;ultimo di settembre e i primi due di ottobre, alla  scoperta del Romanico modenese tra itinerari ed escursioni, storia e  cultura, gusto e gastronomia. È la proposta di &#8220;<strong>Transromanica. Un sorprendente viaggio nel Medioevo</strong>&#8220;, l&#8217;iniziativa promossa dalla <strong>Provincia di Modena</strong> nell&#8217;ambito del progetto europeo <strong>CrossCulTour </strong>dedicato allo sviluppo di itinerari turistici legati al patrimonio Romanico in tutta Europa.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&amp;IDSezione=1613&amp;ID=83059"><img class="size-full wp-image-1428 aligncenter" src="http://www.bondeno.com/bondeno_new/wp-content/uploads/transromanica.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Nei fine settimana del <strong>25 e 26 settembre</strong>, del <strong>2 e 3 </strong>e del <strong>9 e 10 ottobre</strong>, il ricchissimo programma di appuntamenti prevede <strong>lezioni magistrali, conversazioni, incontri letterari, conferenze spettacolo, banchetti e visite guidate</strong>.  Saranno alcuni tra i massimi esperti italiani di Romanico e medioevo ad  approfondire la storia, i simboli, l&#8217;arte e lo stile di vita di quel  periodo, per raccontare ai visitatori le vicende e i segreti narrati  dalle sculture in pietra e dagli affreschi di chiese e castelli.  Si  parte da Montefiorino, sabato 25 settembre, alle 16,30, con &#8220;Bestiari  celesti, mostri e simboli del Romanico&#8221; interpretati dallo storico della  Chiesa <strong>Matteo Al Kalak</strong>. Secondo appuntamento a Carpi, sabato 2 ottobre, alle 15, con gli storici del medioevo <strong>Paolo Golinelli</strong> e <strong>Chiara Frugoni</strong> che, con &#8220;La voce delle immagini&#8221;, illustrano i temi della religiosità e  dell&#8217;incredulità. Sempre il 2 ottobre, a Spilamberto, alle 17,30, <strong>Bruno Andreolli</strong>, con lo chef <strong>Paolo Reggiani</strong>,  racconterà le abitudini alimentari delle nostre terre tra alto e basso  medioevo. Domenica 3 ottobre, alle 17, a Modena è in programma  &#8220;Cavalieri sulla via del pellegrinaggio&#8221;, conversazione con il  medievista <strong>Franco Cardini</strong>. Sabato 9 ottobre, a Nonantola, alle 16,30, il grande storico dell&#8217;arte <strong>Carlo Arturo Quintavalle</strong> spiegherà gli affreschi romanici della zona.<br />
Sono previsti poi incontri con scrittori come <strong>Enrico Brizzi</strong> e <strong>Marco Santagata</strong> che presenterà una rilettura del Boiardo e dell&#8217;Ariosto insieme agli attori <strong>Fabrizio Gifuni</strong> e <strong>Sonia Bergamasco</strong>, mentre <strong>Stefano Masi</strong> e <strong>Luca Catanzaro</strong>, anche loro attori, animeranno con suggestive proiezioni una lettura spettacolo di testi medievali.<br />
Uno dei temi che attraverserà i tre weekend di Transromanica sarà quello del <strong>convivio </strong>alla  maniera medievale, ma con gusti e sapori che rappresentano ancora oggi  la tradizione gastronomica modenese. Dalla cena medievale nell&#8217;antica  canonica della pieve di Rubbiano a Montefiorino alla simulazione di un  festeggiamento medievale con banchetto nel cortile del castello di  Carpi. Dalla cena intorno al fuoco del castello di Montecuccoli, al  grande banchetto del maniero di Formigine con balli e giochi d&#8217;arme,  senza dimenticare l&#8217;accogliente convivio di Sestola per gustare un dolce  tipico medievale e le merende e gli aperitivi a base di prodotti tipici  che coronano molti degli appuntamenti in programma.<br />
Non mancheranno infine le <strong>escursioni guidate</strong> lungo le antiche vie dei pellegrini e dei commercianti medievali,  l&#8217;esplorazione di torri e torrioni solitamente non aperti al pubblico e  notti a lume di candela in cui sperimentare le atmosfere dell&#8217;anno  Mille.</p>
<p>Alla manifestazione aderiscono i Comuni di <strong>Modena</strong>, <strong>Carpi</strong>, <strong>Castelvetro</strong>, <strong>Formigine</strong>, <strong>Fiumalbo</strong>, <strong>Mirandola</strong>, <strong>Montefiorino</strong>, <strong>Nonantola</strong>, <strong>Pavullo</strong>, <strong>Fanano</strong>, <strong>Sassuolo</strong>, <strong>Sestola</strong>, <strong>Vignola</strong>, l&#8217;<strong>Arcidiocesi di Modena e Nonantola</strong>, l&#8217;<strong>Università di Modena e Reggio Emilia</strong>, il <strong>Capitolo metropolitano del Duomo di Modena</strong>, la <strong>Diocesi di Carpi</strong>.</p>
<p>&#8220;L&#8217;iniziativa &#8211; spiega <strong>Elena Malaguti</strong>,  assessore alla Cultura della Provincia di Modena &#8211; si colloca  all&#8217;interno del progetto CrossCulTour che incentiva il turismo culturale  mettendo a frutto le potenzialità del patrimonio romanico distribuito  nelle regioni europee utilizzando anche, come in questo caso, modalità  nuove e diverse nell&#8217;approccio&#8221;.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2010/03/08/150%c2%b0-dellunita-ditalia/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[

» Martedì 9 marzo ore 17.00  &#8211; PRESENTAZIONE LIBRARIA
 &#8211; 
GIANNA VANCINI
Antonio Bonfadini. Un santo ferrarese donato a Cotignol
(Este Edition, 2010)
Presente l’autrice ne parlano DON ANTONIO PEVERADA e
PADRE ORAZIO BRUNO
Introduce e coordina RICCARDO ROVERSI
La figura del Beato ferrarese Antonio Bonfadini si innesta nel vasto movimento dell’Osservanza francescana che contrassegnò in modo profondo la Chiesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="catalog_24_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_24" style="float: left;"><a title="4165" name="4165"></a></p>
<div class="dataevento"><span class="red"><strong>» Martedì 9 marzo ore 17.00  &#8211; PRESENTAZIONE LIBRARIA</strong></span></div>
<div class="agenda2"><strong> &#8211; </strong><br />
<strong>GIANNA VANCINI</strong><br />
<span style="color: #0000ff; font-family: Arial; font-size: 1.2em;"><strong>Antonio Bonfadini. Un santo ferrarese donato a Cotignol</strong></span><br />
<em>(Este Edition, 2010)</em></p>
<p>Presente l’autrice ne parlano <strong>DON ANTONIO PEVERADA e<br />
PADRE ORAZIO BRUNO</strong><br />
Introduce e coordina <strong>RICCARDO ROVERSI</strong></p>
<p><em>La figura del Beato ferrarese Antonio Bonfadini si innesta nel vasto movimento dell’Osservanza francescana che contrassegnò in modo profondo la Chiesa nell’Italia del XV secolo. Visse un periodo storico ferrarese di grande interesse, sia politico che religioso. Era la Ferrara del marchesato di Nicolò III, periodo di accadimenti singolari tra luci e ombre; era la Ferrara del vescovo Beato Giovanni Tavelli da Tossignano e della Clarissa Santa Caterina Vegri; era la Ferrara del Concilio ecumenico per l’unione della Chiesa d’occidente e d’oriente (1438-39) che, per un anno, la renderà centro d’attenzione nel mondo cristiano; era la città presto colpita da una terribile pestilenza e da una disarmata carestia.</em></p>
<p><a class="red" href="http://www.artecultura.fe.it/"><strong></strong></a></div>
</div>
<div class="catalog_24_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_24" style="float: left;"><a title="4181" name="4181"></a></p>
<div class="dataevento"><span class="red"><strong>» Mercoledì 10 marzo  ore 17.00</strong></span></div>
<div class="agenda2"><strong>CICLO DI INCONTRI  – PESACH . PASQUA: IMPARARE A ESSERE LIBERI &#8211; </strong><br />
<span style="color: #0000ff; font-family: Arial; font-size: 1.2em;"><em><strong>Ricordare, celebrare, attendere</strong></em></span><br />
Dialogo tra <strong>AMOS LUZZATO e PIERO STEFANI</strong></p>
<p><em>L’essere liberi – anche e forse soprattutto in ambito religioso – non è una dimensione donata e conquistata una volta per tutte: essa va confermata e appressa giorno dopo giorno, o, come in questo caso, anno dopo anno.<br />
Durante la cena pasquale ebraica, in ebraico Séder (alla lettera «ordine») si legge un testo chiamato Haggadah («narrazione»). Esso ricorda l’uscita dall’Egitto, celebra la festa attraverso la convivialità e attende un avvenire posto all’insegna dello shalom («pace») messianico. Il senso autentico del rito è di far rivivere un testo non mediante la sua pura ripetizione, bensì tramite il suo commento compiuto a più voci dai partecipanti.</em></p>
<p><a class="red" href="http://www.artecultura.fe.it/"><strong></strong></a></div>
</div>
<div class="catalog_24_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_24" style="float: left;"><a title="4182" name="4182"></a></p>
<div class="dataevento"><span class="red"><strong>» Giovedì 11  marzo  ore 16,30</strong></span></div>
<div class="agenda2"><strong>ANATOMIE DELLA MENTE E ALTRE STORIE… &#8211; ANNO III</strong><br />
<span style="color: #0000ff; font-family: Arial; font-size: 1.2em;"><em><strong>Sei giovedì di varia psicologia</strong></em></span><br />
<strong>STEFANO CARACCIOLO </strong>(<em>Università di Ferrara)</em></p>
<p><em>Previsioni di vite future. Psicologia e Consulenza Genetica.<br />
Introduzione allo studio psicobiografico delle storie</em></p>
<p><a class="red" href="http://www.artecultura.fe.it/"><strong></strong></a></div>
</div>
<div class="catalog_24_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_24" style="float: left;"><a title="4183" name="4183"></a></p>
<div class="dataevento"><span class="red"><strong>» Venerdì 12 marzo  ore 17 &#8211; LIBRI IN SCENA</strong></span></div>
<div class="agenda2"><strong> &#8211; </strong><br />
<strong>CLAUDIA PANDOLFI</strong><br />
<span style="color: #0000ff; font-family: Arial; font-size: 1.2em;"><em><strong>Gli Dei, l’amore, la morte nel De rerum natura di Lucrezio</strong></em></span></p>
<p><em>In occasione di alcuni spettacoli in programmazione presso il nostro Teatro comunale, l’associazione Amici della Biblioteca Ariostea organizza una rivisitazione, accompagnata da letture, dei testi cui si ispirano le rappresentazioni teatrali (prosa, danza e lirica).</em></p>
<p><a class="red" href="http://www.artecultura.fe.it/"><strong></strong></a></div>
</div>
<div class="catalog_24_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div style="clear: left; line-height: 0px;"></div>
<p><span style="color: #ff0000; font-family: Arial; font-size: 1.5em;"><strong>Iniziative promosse   dall&#8217;Archivio Storico Comunale</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000; font-family: Arial; font-size: 1.4em;"><strong>Ferrara e il Plebiscito</strong></span><br />
<strong>Il Plebiscito in parete</strong><br />
<em>I ferraresi e l’annessione nei documenti d’archivio</em><br />
<em>11 – 12 marzo 1860</em><br />
Percorso documentario a cura di <strong>Giampiero Nasci e Delfina Tromboni</strong><br />
Apertura Giovedì <strong>11 Marzo 2010 ore 16.00</strong><br />
Archivio Storico Comunale<br />
<strong>11 marzo – 10 maggio 2010</strong><br />
nell’ambito della settimana dedicata alla didattica degli archivi<br />
Lunedì – Venerdì 9.00 – 13.00<br />
Martedì – Giovedì 15.00 – 17.30</p>
<p><span style="color: #ff0000; font-family: Arial; font-size: 1.2em;"><strong>Giovedì 11 Marzo 2010 ore 16.30</strong></span><br />
Sala Conferenze Archivio Storico Comunale<br />
<strong>&#8220;Ferrara e il plebiscito del marzo 1860”</strong><br />
Ne parla <strong>Davide Mantovani </strong><em>Storico</em></p>
<p><span style="color: #ff0000; font-family: Arial; font-size: 1.2em;"><strong>Giovedì 18 Marzo 2010 ore 16.30</strong></span><br />
Sala Conferenze Archivio Storico Comunale<br />
<strong>“La famiglia del plebiscito di Giovanni Pagliarini (Ferrara 1809-1878): appunti su un quadro e sul suo autore”</strong><br />
Ne parla <strong>Lucio Scardino </strong> <em>Critico d’arte</em><br />
Interviene <strong>Massimo Maisto </strong><em>Vice Sindaco del Comune di Ferrara</em></p>
<p><em>Museo del Risorgimento e della Resistenza<br />
Archivio Storico Comunale<br />
Nell’ambito delle iniziative per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia<br />
Info: 0532418240 &#8211; 0532205480</em></p>
<p><em>Il catalogo ( aggiornato settimanalmente ) delle attività culturali è consultabile online al seguente indirizzo</em>:<a href="http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=607"><strong>Calendario Attività culturali</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bondeno.com/2010/03/08/150%c2%b0-dellunita-ditalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Settimana studi rinascimentali</title>
		<link>http://www.bondeno.com/2010/01/11/settimana-studi-rinascimentali/</link>
		<comments>http://www.bondeno.com/2010/01/11/settimana-studi-rinascimentali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 18:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>afenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bondeno.com/?p=609</guid>
		<description><![CDATA[
DAGLI ESTENSI AL GOVERNO PONTIFICIO La legazione di Pietro Aldobrandini
Castello Estense &#8211; Sala dei Comuni
Orario:
giovedì dalle 14.00; venerdì e sabato dalle 9.00
Dal 14 al 16 gennaio
Informazioni
Tel. 0532 760002 &#8211; 768208
XII Settimana Alti Studi Rinascimentali
http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=1179

Mostre



ANTHROPOS. ALLE ORIGINI DELL&#8217;UOMO
Museo di Storia Naturale
Via De Pisis 24
Orario:
9.00-18.00 &#8211; chiuso lunedì &#8211; Possibilità di visite guidate
Ingresso: euro 3,00 intero; euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="titolo">
<div class="f7_tit"><span class="bold">DAGLI ESTENSI AL GOVERNO PONTIFICIO</span> <span class="italic">La legazione di Pietro Aldobrandini</span></div>
<div class="f7_sx">Castello Estense &#8211; Sala dei Comuni</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
giovedì dalle 14.00; venerdì e sabato dalle 9.00</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dal 14 al 16 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 760002 &#8211; 768208</div>
<div class="f7_bottom">XII Settimana Alti Studi Rinascimentali<br />
<a href="http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=1179">http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=1179</a></div>
</div>
<div class="titolo">Mostre</div>
<div>
<div class="catalog_box_26" style="float: left;"><a title="1072" name="1072"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">ANTHROPOS. ALLE ORIGINI DELL&#8217;UOMO</span></div>
<div class="f7_sx">Museo di Storia Naturale<br />
Via De Pisis 24</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
9.00-18.00 &#8211; chiuso lunedì &#8211; Possibilità di visite guidate<br />
<strong>Ingresso:</strong> euro 3,00 intero; euro 2,00 ridotto; gratuito fino ai 18 anni</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Fino al 28 febbraio 2010</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 203381<br />
<a href="mailto:museo.storianaturale@comune.fe.it">museo.storianaturale@comune.fe.it</a></div>
<div class="f7_bottom">Mostra hands-on sull’evoluzione dell’Uomo. Laboratori collegati per le scuole e per le famiglie. Per la visita, che prevede la manipolazione di prototipi tattili (modelli e repliche di manufatti preistorici), è necessario prenotare il servizio di guida del Museo.<br />
<a href="http://www.comune.fe.it/storianaturale">http://www.comune.fe.it/storianaturale</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 13</div>
</div>
<div></div>
<div class="catalog_26_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_26" style="float: left;"><a title="432" name="432"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">INSETTI</span> <span class="italic">Vite fragili sulla punta di una biro</span></div>
<div class="f7_sx">Casa di Ludovico Ariosto<br />
Via Ariosto 67</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
feriali 10.00-13.00 / 15.00-18.00; festivi 10.00-13.00 &#8211; chiuso lunedì<br />
<strong>Ingresso:</strong> gratuito</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dal 16 gennaio al 14 marzo</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 244949 &#8211; 208564</div>
<div class="f7_bottom">Mostra di Marcello Carrà.<br />
Per la prima volta sarà mostrata al pubblico una serie di disegni di grande formato, che raggiungono anche dimensioni di tre metri, realizzati interamente a penna biro, incentrati sul tema degli insetti e della loro fragilità.<br />
<strong>Inaugurazione: </strong> sabato 16 gennaio</div>
<div class="f7_cod">cod. 14</div>
</div>
<div></div>
<div class="catalog_26_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_26" style="float: left;"><a title="1784" name="1784"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">MAURO CUTRONA TRA SCIENZA E ARTE</span> <span class="italic">Immagini grafico-pittoriche dal 2000 al 2009</span></div>
<div class="f7_sx">Palazzo Turchi di Bagno<br />
Corso Ercole I d&#8217;Este, 32</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
da lunedì a venerdì 9.00-18.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dal 4 dicembre 2009 al 29 gennaio 2010</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 293700</div>
<div class="f7_bottom">Vari esempi del lavoro svolto da Mauro Cutrona per illustrare gli ambienti e gli animali del passato e la vita dell’uomo nella preistoria e nella protostoria.<br />
<a href="http://www.unife.it/">http://www.unife.it</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 19</div>
</div>
<div></div>
<div class="catalog_26_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_26" style="float: left;"><a title="1264" name="1264"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">MADONNINE DI GESSO</span> <span class="italic">Immagini religiose capoletto</span></div>
<div class="f7_sx">Centro Documentazione Mondo Agricolo Ferrarese<br />
Via Imperiale 265 &#8211; S. Bartolomeo in Bosco</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
Da martedì a venerdì 9.00-12.00; festivi 15.30-18.30<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dal 4 dicembre 2009 al 24 gennaio 2010</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 242213<br />
<a href="mailto:info@mondoagricoloferrarese.it">info@mondoagricoloferrarese.it</a></div>
<div class="f7_bottom">Dalla collezione inedita di Stefano Lipparini<br />
<a href="http://www.mondoagricoloferrarese.it/">http://www.mondoagricoloferrarese.it</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 20</div>
</div>
<div></div>
<div class="catalog_26_clearleft" style="clear: left;"></div>
</div>
<div style="clear: left; line-height: 0px;"></div>
<div class="titolo">Teatro e Musica</div>
<div>
<div class="catalog_box_27" style="float: left;"><a title="3626" name="3626"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">STAGIONE DI PROSA 2009-2010</span></div>
<div class="f7_sx">Teatro Comunale<br />
Corso Martiri della Libertà 5</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
21.00; domenica h. 16.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> a pagamento</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dal 13 al 17 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 202675<br />
<a href="mailto:teatro@comune.fe.it">teatro@comune.fe.it</a></div>
<div class="f7_bottom"><strong><em>Amleto</em></strong> di William Shakespeare<br />
Con A. Preziosi<br />
<a href="http://www.teatrocomunaleferrara.it/">http://www.teatrocomunaleferrara.it</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 02</div>
</div>
<div class="catalog_27_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_27" style="float: left;"><a title="2788" name="2788"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">ON STAGE</span></div>
<div class="f7_sx">Sala Estense<br />
Piazza Municipale</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
21.00<br />
<strong>Ingresso:</strong>libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">13 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
tel. 0532 209370</div>
<div class="f7_bottom">Rassegna di concerti rock di gruppi emergenti<br />
<a href="http://areagiovani.comune.fe.it/index.phtml?id=122">http://areagiovani.comune.fe.it/index.phtml?id=122</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 02</div>
</div>
<div class="catalog_27_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_27" style="float: left;"><a title="3167" name="3167"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">RIVANA GARDEN</span> <span class="italic">Stagione Teatrale 2009/2010</span></div>
<div class="f7_sx">Rivana Garden<br />
Via Gaetano Pesci</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
21.15<br />
<strong>Ingresso:</strong> a pagamento</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">14 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 347 6467094 &#8211; 339 7265737</div>
<div class="f7_bottom"><strong>Volevamo essere come le Kessler</strong> Commedia Musicale</div>
<div class="f7_cod">cod. 03</div>
</div>
<div class="catalog_27_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_27" style="float: left;"><a title="641" name="641"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">FERRARA IN JAZZ</span> <span class="italic">Stagione 2009-2010</span></div>
<div class="f7_sx">Torrione di San Giovanni<br />
Via Rampari di Belfiore 167</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
21.30<br />
<strong>Ingresso:</strong> a pagamento</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 339 7886261<br />
<a href="mailto:jazzclub@jazzclubferrara.com">jazzclub@jazzclubferrara.com</a></div>
<div class="f7_bottom"><strong>venerdì 15: <em>Piero Odorici N.Y.C. 4et</em></strong><br />
<strong>sabato 16: <em>Mauro Negri Waitn&#8217; for Benny 4et</em></strong><br />
<strong>lunedì 18:<em> One More</em></strong> Embarassing Days<br />
<a href="http://www.jazzclubferrara.com/">http://www.jazzclubferrara.com</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 04</div>
</div>
<div class="catalog_27_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_27" style="float: left;"><a title="640" name="640"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">I CONCERTI DEL RIDOTTO</span></div>
<div class="f7_sx">Ridotto del Teatro Comunale<br />
Rotonda Foschini</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
17.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> 8 euro</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">16 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 202675<br />
<a href="mailto:teatro@comune.fe.it">teatro@comune.fe.it</a></div>
<div class="f7_bottom"><strong><em>Risorgimento tra colto e popolare</em></strong><br />
<a href="http://www.teatrocomunaleferrara.it/">http://www.teatrocomunaleferrara.it</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 05</div>
</div>
<div class="catalog_27_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_27" style="float: left;"><a title="643" name="643"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">STRAFERRARA</span> <span class="italic">Teatro in vernacolo ferrarese</span></div>
<div class="f7_sx">Sala Estense<br />
Piazza Municipale</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
16.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> a pagamento</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">17 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span></div>
<div class="f7_bottom"><strong><em>Tre galin ch&#8217;il slidga al gal</em></strong> di B. Faggioli<br />
<a href="http://digilander.libero.it/Straferrara/index.html">http://digilander.libero.it/Straferrara/index.html</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 06</div>
</div>
<div class="catalog_27_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_27" style="float: left;"><a title="3982" name="3982"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">SOLO SHOW</span></div>
<div class="f7_sx">Teatro Comunale<br />
Corso Martiri della Libertà, 5</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
21.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> a pagamento</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">18 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
tel. 0532 202675</div>
<div class="f7_bottom">Vinicio Capossela in concerto</div>
<div class="f7_cod">cod. 07</div>
</div>
<div class="catalog_27_clearleft" style="clear: left;"></div>
</div>
<div style="clear: left; line-height: 0px;"></div>
<div class="titolo">Cinema</div>
<div>
<div class="catalog_box_28" style="float: left;"><a title="997" name="997"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">APOLLO MULTISALA</span></div>
<div class="f7_sx">Cinama Apollo<br />
Piazza Carbone 35</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
Feriali: solo spettacoli serali; festivi: spettacoli pomeridiani e serali.<br />
<strong>Ingresso:</strong> euro 7,50; Apollo 4 euro 6,50; lunedì feriali prezzo ridotto; giovedì euro 3,00 fino a 30 anni presso le sale 2, 3 e 4.</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dall&#8217;8 al 14 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 762002</div>
<div class="f7_bottom"><strong><em>Io loro e Lara</em></strong> di C. Verdone<br />
<strong><em>Soul kitchen</em></strong> di F. Akin<br />
<strong><em>Il riccio</em></strong> di M. Achache<br />
<strong><em>Hachiko</em> </strong> di L. Hallstrom</p>
<p><a href="http://www.arciferrara.org/">http://www.arciferrara.org</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 01</div>
</div>
<div class="catalog_28_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_28" style="float: left;"><a title="2751" name="2751"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">UCI CINESTAR FERRARA</span></div>
<div class="f7_sx">Cinema Cinestar<br />
Via Darsena</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
tutti i giorni spettacoli pomeridiani e serali; prefestivi anche spettacoli notturni<br />
<strong>Ingresso:</strong> euro 8,00; ridotto euro 5,90</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dall&#8217;8 al 14 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 793011</div>
<div class="f7_bottom"><strong>Io loro e Lara</strong> di C. Verdone<br />
<strong>Il mondo dei replicanti</strong> di J. Mostow<br />
<strong>Sherlock Holmes</strong> di Guy Ritchie<br />
<strong>Hachiko</strong> di L. Hallstrom<br />
<strong>Il riccio</strong> di M. Achache<br />
<strong>Natale a Beverly Hills</strong> di N. Parenti<br />
<strong>Rec 2</strong> di J. Balaguerò, P. Plaza<br />
<strong>Io e Marylin</strong> di L. Pieraccioni<br />
<strong>La principessa e il ranocchio</strong> di J. Musker e R. Clements<br />
<strong>Piovono polpette 3D</strong> di C. Miller e P. Lord<br />
<strong>Christmas carol 3D</strong> di R. Zemeckis<br />
<strong>Arthur e la vendetta di Maltazard</strong> di L. Besson<br />
<a href="http://www.ucicinemas.it/cinemas/ferrara/index.php?idcinema=1616">http://www.ucicinemas.it/cinemas/ferrara/index.php?idcinema=1616</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 02</div>
</div>
<div class="catalog_28_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_28" style="float: left;"><a title="1005" name="1005"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">S. SPIRITO</span></div>
<div class="f7_sx">Cinema S. Spirito<br />
Via Resistenza 7</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
venerdì: ore 21.00; sabato e lunedì: ore 20.30-22.30; domenica: ore 18.30-20.30-22.30<br />
<strong>Ingresso:</strong> euro 4,00; ridotto euro 3,00</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dall&#8217;8 all&#8217;11 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 200181<br />
<a href="mailto:cinespirito@libero.it">cinespirito@libero.it</a></div>
<div class="f7_bottom"><strong><em>Dorian Gray</em></strong> di O. Parker</p>
<p><strong>Pomeriggio cinema ragazzi:</strong><br />
<strong>10 gennaio, ore 15.00 e 16.40: <em>Planet 51</em></strong><br />
<a href="http://utenti.lycos.it/cinemasantospirito/">http://utenti.lycos.it/cinemasantospirito/</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 10</div>
</div>
<div class="catalog_28_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_28" style="float: left;"><a title="998" name="998"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">BOLDINI</span></div>
<div class="f7_sx">Cinema Boldini<br />
Via Previati 18</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
ven. dom. lun. mar. gio.: 21.00; sabato: 20.15 &#8211; 22.30<br />
<strong>Ingresso:</strong> a pagamento</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Dall&#8217;8 al 14 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 241419-247050</div>
<div class="f7_bottom"><strong><em>Welcome </em></strong> di Philippe Lioret</p>
<p><strong>mercoledì 13:<em> Eva e Adamo</em></strong> documentario di V. Moroni. INGRESSO GRATUITO<br />
<a href="http://www.arciferrara.org/">http://www.arciferrara.org</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 20</div>
</div>
<div class="catalog_28_clearleft" style="clear: left;"></div>
</div>
<div style="clear: left; line-height: 0px;"></div>
<div class="titolo">Convegni e Conferenze</div>
<div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="4064" name="4064"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">CIAO MAMMA, CIAO PAPA&#8217;, SONO QUI CON VOI</span></div>
<div class="f7_sx">Centro Piccola Casa<br />
V.le Krasnodar 112</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
15.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> gratuito; è gradita la prenotazione</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">12 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 977293</div>
<div class="f7_bottom">Nadia Migliari parlerà di come cambia la coppia con la nascita di un figlio</div>
<div class="f7_cod">cod. 01</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="2011" name="2011"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">I GIARDINI DELSUD AMERICA</span></div>
<div class="f7_sx">Biblioteca Comunale Bassani<br />
Via Grosoli, 42 &#8211; Barco Ferrara</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
16.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">12 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 797414</div>
<div class="f7_bottom">Proiezione del documentario, nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa: IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIARDINI, promossa dal Garden Club di Ferrara<br />
<a href="http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=355">http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=355</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 01</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="2497" name="2497"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">PROMOZIONE DELLA LETTURA</span></div>
<div class="f7_sx">Biblioteca Ariostea &#8211; Sala Agnelli<br />
Via Scienze 17</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
17.00<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 418212</div>
<div class="f7_bottom"><strong>giovedì 14, h. 16.30: </strong> Anatomie della mente&#8230;.e altre storie <strong><em> L&#8217;ospedale della gentilezza</em></strong> Come aiutare i malati a vivere con dignità, nonostante tutto.<br />
<strong>venerdì 15:</strong> Narrativa: <strong><em>I due arcobaleni</em></strong> di B. Giorgini<br />
<a href="http://www.comune.fe.it/biblio">http://www.comune.fe.it/biblio</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 03</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="4063" name="4063"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_cod">cod. 03</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="3500" name="3500"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">UN TE&#8217; CON L&#8217;AUTORE</span> <span class="italic">Ciclo itinerante di sei incontri letterari</span></div>
<div class="f7_sx">Biblioteca Comunale G. Rodari<br />
V.le Krasnodar, 102</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
16.30<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">14 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 64215</div>
<div class="f7_bottom">C. Benini (Romanzo) conversa con A. Chinaglia<br />
<a href="http://www.artecultura.fe.it/attach/biblioario/docs/locandinaautoretea20092010.doc">http://www.artecultura.fe.it/attach/biblioario/docs/locandinaautoretea20092010.doc</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 03</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="2975" name="2975"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">EVA E ADAMO</span> <span class="italic">Percezione dell&#8217;esperienza d&#8217;amore</span></div>
<div class="f7_sx">Biblioteca Comunale Bassani<br />
Via G. Grosoli, 42</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
16.30</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">14 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 797414</div>
<div class="f7_bottom">Presentazione del libro di Marinella Galletti<br />
Performance di Marinella Galletti &#8211; Testi, voce poetica e opere visive<br />
Commento sonoro di Alessio Alberghini, sassofono &#8211; Tiziano Zanotti, contrabbasso<br />
Conversazione poetica con Francesca Govoni<br />
<a href="http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=355">http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=355</a></div>
<div class="f7_cod">cod. 03</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="1902" name="1902"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">INCONTRI CON I PROTAGONISTI</span> <span class="italic">Approfondimento</span></div>
<div class="f7_sx">Teatro Comunale, Sala teatrale<br />
Corso Martiri della Libertà, 5</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
18.30<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">14 gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
Tel. 0532 202675</div>
<div class="f7_bottom"><strong>Alessandro Preziosi incontra il pubblico</strong> coordina Fabio Mangolini</div>
<div class="f7_cod">cod. 09</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
<div class="catalog_box_29" style="float: left;"><a title="3280" name="3280"></a></div>
<div class="ferrarasette">
<div class="f7_tit"><span class="bold">CONFERENZE</span></div>
<div class="f7_sx">Sedi varie</div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Orario:</span><br />
Orari diversi<br />
<strong>Ingresso:</strong> libero</div>
<div class="f7_sx"><span class="bold">Gennaio</span></div>
<div class="f7_dx"><span class="bold">Informazioni</span><br />
tel. 0532 209370</div>
<div class="f7_bottom"><strong>16 gennaio </strong>ore 15.00 Istituto di Scienze religiose di Ferrara , Casa Cini<br />
<strong> Estetica e anestetica del post-concilio: la riforma liturgica nel contesto della recezione del Vaticano II </strong><br />
<strong>17 gennaio, </strong>ore 11  Parrocchia Santa Francesca Romana<br />
<strong>Riforma della liturgia &#8211; riforma della chiesa. Comprendere il cattolicesimo conciliare, anti-conciliare e post-conciliare </strong></div>
<div class="f7_cod">cod. 10</div>
</div>
<div class="catalog_29_clearleft" style="clear: left;"></div>
</div>
<div style="clear: left; line-height: 0px;"></div>
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